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TerniBiomassa, il Comitato No Inc deposita il ricorso e incalza Asm e Regione

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TerniBiomassa, il Comitato No Inc deposita il ricorso e incalza Asm e Regione

Andrea Giuli
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TERNI – Il Comitato No Inceneritori di Terni rende noto di aver depositato stamane l’annunciata ricorso contro l’inceneritore TerniBiomassa e, nel contempo, pressa Asm, Regione ed enti preposti su una serie di delicati temi collegati. Ecco il testo della nota del Comitato:

“Depositato giovedì mattina il ricorso al Tar dell’Umbria dai nostri legali, avvocati Maria di Paolo, Valeria Passeri e Simona Leonelli, contro l’Autorizzazione integrata ambientale all’inceneritore Ternibiomassa. Un ennesimo tentativo per fermare quello che sembra l’ineluttabile destino della Conca ternana: luogo da cui estrarre enormi profitti, a scapito della salute dei cittadini e dell’ambiente. Aver autorizzato il secondo inceneritore, dopo quello di Acea, ha infatti mostrato come Arpa e Asl in questi anni non abbiano lavorato per fornire elementi di valutazione, per quanto di competenza di ciascun ente, sulla accertata contaminazione dell’aria e sullo stato di salute l’altra; responsabili anche Regione e Comune che in modo pilatesco hanno atteso la fine del procedimento autorizzativo per richiedere uno studio epidemiologico. Studio richiesto dall’Istituto superiore di Sanità già nel 2012. Attenderemo quindi l’esito del ricorso.

Nel frattempo, però, ci sembra di somma urgenza affrontare due questioni dirimenti in tema di rifiuti, per sottrarre materia a inceneritori e discariche. Urge che Asm renda immediatamente pubblici i dati relativi alle quantità di riciclato effettivo ottenuto dalla raccolta differenziata, a distanza di più di anno dall’avvio del porta a porta. Sbandierare la cifra del 70% senza entrare nel dettaglio è un tipico stratagemma comunicativo. Vediamo se il sistema di raccolta porta a porta, pieno di secchioni vecchio stile e senza un piano di comunicazione efficace, ha portato gli effetti sperati; siamo curiosi di sapere se anche in questo caso sarà sempre colpa del comportamento individuale che i singoli mettono in campo.

Inoltre, non è più rinviabile un progetto di trasformazione dell’impianto di trattamento dell’indifferenziato di Asm in un recupero di materia e fabbrica di materiali. Ad oggi, infatti, quell’impianto, come quello di Acea dentro la sua discarica di Orvieto, non è altro che un pessimo separatore di frazione umida sporca e frazione secca che nei fatti porta in discarica il 97% del rifiuto in entrata. Ci si chiede poi come mai le discariche si stanno riempiendo. Colpa dei ritardi nell’avvio della raccolta differenziata, ma certamente di Provincia e Regione che in questi anni hanno autorizzato questo impianto senza mai porre alcuna prescrizione migliorativa, proprio in direzione di ulteriore recupero di materia dall’indifferenziato.Ci sapranno rispondere i funzionari regionali competenti?” .

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