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TerniBiomassa, il ‘cerino’ torna alla Regione: molta tattica in commissione

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TerniBiomassa, il ‘cerino’ torna alla Regione: molta tattica in commissione

Andrea Giuli
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TERNI – Che l’argomento sia delicato e complesso non c’è dubbio. Così come è indubitabile che l’attesa seduta della seconda commissione della Regione – venerdì in trasferta a Terni e trasmessa in diretta streaming – abbia offerto schermaglie, tattica, qualche provocazione. E nulla di più. Insomma, nessuna reale svolta o passo in avanti.

Il sindaco dice no e invoca la Regione Se non che, dopo la netta conferma del parere negativo del sindaco, la patata bollente torna – più o meno intera – alla Regione Umbria e all’assessore competente, Fernanda Cecchini, che sarà di nuovo messa sotto pressione nella nuova riunione della commissione, fissata per lunedì prossimo.

In audizione c’erano il sindaco di Terni, i tecnici dell’Arpa, quelli dell’Usl2, insieme al direttore generale della stessa azienda sanitaria. Al centro del dibattito, dopo le riunioni e le polemiche dei giorni scorsi, il nodo della concessione autorizzativa Aia (per la verità un aggiornamento di una autorizzazione unica già esistente dal 2008 e poi integrata) all’impianto di incenerimento TerniBiomassa di Maratta.

Arpa e Usl Dopo l’introduzione tecnica dell’ingegner Simoncini dell’Arpa che ha spiegato come le prescrizioni dell’Agenzia (a seguito delle indagini dei carabinieri) abbiano ulteriormente abbassato i limiti delle emissioni dell’impianto (0, 05 nanogrammi per le diossine; 2,5 nanogrammi a mc per le
polveri) ma che ancora molto resta da fare in termini di controlli e rilievi, il direttore genarale Usl, Fiaschini, ha tentato ripetutamente di spiegare, a fronte di varie sollecitazione dei membri politici della commissione, come l’azienda sanitaria possa dare soltanto risposte tecnico-normative in base alle leggi vigenti e che se la domanda è se i parametri di TerniBiomassa oggi sono in regola, non si possa che rispondere di sì, in base alle norme attuali. Fiaschini ha anche aggiunto che l’azienda sanitaria e pronta ad avviare una indagine epidemiologica completa sul territorio, come chiede agli interlocutori politici da oltre 7 mesi.

I consiglieri regionali Se il capogruppo regionale pentastellato, Liberati, ha ribadito dal suo punto di vista l’urgenza di un blocco dell’impianto, in virtù – ha detto – di una situazione già abbastanza chiara nella Conca e di lampanti evidenze scientifico-sanitarie, il capigruppo forzista, Nevi, ha rilevato i ritardi, a suo dire, delle istituzioni nell’affrontare una questione ch eletto non l’ho riguardare il solo inceneritore di TerniBiomassa, chiedendo, peraltro, al sindaco se “davvero e stato fatto tutto il possibile e se non vi fossero gli spazi per tentare una ordinanza sindacale con la quale si possa almeno bloccare temporaneamente l’impianto in attesa di nuove evidenze”. Anche il leghista Fiorini ha parlato di “situazione paradossale e di un valzer di rimpalli inaccettabile”. Financo il presidente della commissione, Brega, non ha mancato di porre qualche insidioso quesito agli interlocutori in audizione (“Non abbiamo più alibi e la campanella è suonata per tutti”).img_4496

Di Girolamo Anche in risposta ai diversi interrogativi posti, la chiave di volta della seduta è stata in qualche modo rappresentata dall’articolato intervento Di Girolamo il quale ha di fatto chiesto alla Regione se in virtù del principio di precauzione, potrà assumere i provvedimenti del caso rispetto a TerniBiomassa. “Anche se – ha detto il sindaco – si tratta di un impianto già autorizzato e, al momento, non vi sono evidenze sanitarie, epidemiologiche e scientifiche aggiornate, a fronte dello Studio Sentieri di 15 anni fa, io ribadisco il mio parere negativo al rilascio dell’Aia all’impianto. Ma una mia ordinanza di blocco o sospensione, stante così le cose, sarebbe basata su dati insufficienti e non aggiornati che ne minerebbero la solidità. La nostra azione non può essere prescrittiva e ci siamo mossi nella direzione di sostenere e partecipare a due studi epidemiologici approfonditi sul territorio ternano, uno dell’Università di Perugia e un altro a cui prenderanno parte i soggetti più qualificati, come il Cnr e la Usl. Il primo studio partirà presto. Inoltre, il Comune di Terni sta basando la Susan posizione su una sentenza del Consiglio di Stato del 2015 che ha accolto il ricorso del Comune di Follonica e del WWF contro il Comune di Grosseto e un’azienda che voleva realizzare un inceneritore in zona. Un caso che ci è sembrato analogo a quello ternano”. Quindi, Di Girolamo si e rivolto espressamente rivolto alla Regione per un pronunciamento finale (il rilascio dell’Aia è in capo alla Regione stessa) per un eventuale provvedimento.

E così, il cerino torna nelle mani, in questo caso, dell’assessore Cecchini. Lunedì è vicino.

 

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Andrea Giuli
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