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Terni, violenze fisiche e psicologiche su bimbo di 6 anni: coppia in manette

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Terni, violenze fisiche e psicologiche su bimbo di 6 anni: coppia in manette

Emanuele Lombardini
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Ancora un caso di violenza sui minori

TERNI – “Angelo” (lo chiameremo così) viveva in Romania, dalla nonna materna. Nel settembre scorso i genitori, una coppia di origine rumena (30 anni lui, 25 lui), regolarmente residente in città, lo ha fatto venire in Italia, nel’appartamento dove risiedono in zona Ipercoop e da quel momento per il piccolo, che non ha ancora compiuto 7 anni,  è stato un inferno. Violenze fisiche, vessazioni, torture psicologiche, sino quasi all’annullamento della personalità. I due “genitori” (chiamiamoli anche loro così), lui disoccupato con un passato da operaio, lei prostituta, sono finiti in manette con per maltrattamenti e violenze, con l’aggravante per l’uomo di vessazioni e percosse.

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Gli agenti della Polizia

La vicenda. Tutto è scattato dalla segnalazione da parte di una donna che ha visto il piccolo, sempre taciturno, al fianco della madre. Un bambino mai visto prima in giro perchè non era mai uscito dalle mura di casa. Il successivo pianto che si udiva dalle mura domestiche ha fatto scattare l’indagine degli uomini della squadra Mobile, diretti da Angelo Luzi, sotto il coordinamento del pm Elisabetta Massini che in nemmeno 10 giorni hanno messo fine alle turpi pratiche. Attraverso appostamenti ed intercettazioni, è emerso un quadro raccapricciante.

Il bambino infatti non solo veniva costretto ad assistere – da una fessura ricavata sulla parte della stanza accanto – a tutti gli atti sessuali compiuti dalla madre, anche di natura omosessuale, ma veniva anche maltrattato, vessato e trattato alla stregua di un animale, oltrechè picchiato con oggetti atti ad offendere e appellato con aggettivi e nomignoli attribuibili solitamente a persone di sesso femminile. Inoltre, per proseguire nell’azione di annullamento della personalità, era stato completamente rasato. Il piccolo veniva costantemente tenuto in casa, spesso rinchiuso nella stanza buia da dove era costretto ad assistere agli atti sessuali della madre e non era stato scolarizzato (non parla infatti l’italiano): per questo motivo la sua presenza, sino alle indagini era sconosciuta agli agenti ternani. Non è escluso, secondo gli agenti, che tutto questo fosse per i due propedeutico all’avviamento del piccolo alla prostituzione minorile.

Gli oggetti sequestrati: alcuni di questi venivano usati per torturare il bambino

Gli oggetti sequestrati: alcuni di questi venivano usati per torturare il bambino

Abusi costanti e sevizie, oltrechè mancanza di cibo: il piccolo infatti veniva nutrito spesso con dei pezzi di pizza lanciati in terra che era costretto a mangiare nudo, con la bocca. Una pratica, quella di girare nudi per casa, che dalle indagini è emersa come abituale. Non solo. Gli oggetti sequestrati – fra i quali anche un coltello – hanno permesso di risalire anche ad una situazione di costanti liti in famiglia, tanto che ogni volta che il piccolo vedeva i due genitori litigare, prendeva il coltello e simulando il gesto che aveva visto fare dal padre, lo avvicinava al proprio costato, come fosse un gioco. Mai un gesto d’affetto nei confronti del piccolo: la casa era diventata per lui una vera e propria casa degli orrori.

Il piccolo, che in questi giorni si trova in una residenza protetta dove si sta sottoponendo ad accurati esami di natura pediatrica, sarà a breve rimpatriato: la Polizia sta infatti avviando le pratiche per il ricongiungimento con la nonna materna. I due invece sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere a Terni, su ordinanza del Gip Federico Bonagalvagno.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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