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Terni, verso le comunali: la Lega ‘avverte’ gli alleati. Il Pd affronta la base

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Terni, verso le comunali: la Lega ‘avverte’ gli alleati. Il Pd affronta la base

Andrea Giuli
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Una manifestazione della Lega a Terni

TERNI – Archiviate – si fa per dire – le elezioni politiche che hanno stravolto la geografia politica nazionale e locale, i principali partiti cittadini cominciano a tessere la tela delle imminenti elezioni comunali anticipate di fine maggio.

Tempi stretti per i partiti, Centrodestra Il tempo a disposizione per afferrare e mettere a frutto il bandolo della matassa è strettissimo. Sul fronte del centrodestra, in attesa di capire le reali intenzioni di Forza Italia, fa la prima mossa il partito della coalizione che è uscito indubbiamente vincitore il 4 marzo, pure nella Conca ternana, la Lega di Salvini. Ed il messaggio, in vista di incontri a stretto giro, è chiaro: la colazione di centrodestra, anche nella corsa per conquistare palazzo Spada, non può che partire dalla Lega. Un avvertimento rispetto ad eventuali, paventate tentazioni “civico-secessioniste” di parti importanti del centrodestra ternano verso altri lidi non meglio specificati.

La Lega avverte Il telegrafista “verde” è il segretario cittadino della Lega, Federico Cini, il destinatario principale, evidentemente, gli alleati berlusconiani: “La Lega Terni – scrive Cini in una nota – si prepara alle elezioni di fine maggio con molte certezze. La prima sono i numeri: 11056 sono i cittadini ternani che il 4 marzo ci hanno scelto per il rinnovo del Parlamento. Un numero che, se paragonato con quello delle politiche 2013, un misero 204, ha davvero dell’incredibile. Sia chiaro, non è vanteria, ma una mera constatazione di come finalmente nelle case dei ternani sia arrivato il buonsenso. Oltre 11 mila cittadini ternani che hanno individuato la Lega come punto di riferimento in cui riconoscere i propri valori e le proprie idee e su cui costruire un solido futuro. In vista delle elezioni di maggio, alla luce del risultato cittadino e del conseguente tracollo del PD, è opportuno che la politica tutta faccia delle accurate riflessioni sullo stato della città. È chiaro, numeri alla mano, che la proposta del centrodestra a trazione leghista può crescere e convincere; si tratta ora di costruire un percorso a livello cittadino che possa porre rimedio alla tremenda situazione lasciataci dai governi precedenti, duramente bastonati alle elezioni. In questa nuova alleanza per la città, la Lega avrà il compito di essere protagonista di una coalizione che oggi come non mai ha i numeri per diventare maggioranza assoluta e governare la città. In questi mesi che ci separano dalle elezioni comunali ci prendiamo un impegno serio: quello di aggregare intorno alla nostra proposta tutti quei soggetti politici e civici compatibili con la nostra visione che riconosceranno la necessità per la città di un cambiamento radicale. Per portare a termine questo impegno ci stiamo adoperando alla costruzione di una rete di contatti intorno al nostro partito nell’ambito della società cittadina, con lo scopo di individuare tutte le personalità e le competenze necessarie per dare un futuro alla nostra città. Trasparenza, serietà e onestà saranno le armi per la nostra battaglia per finalmente costruire la Terni che vogliamo”.

Pd, parola agli organismi di partito Sul fronte opposto, dopo addii più o meno definitivi di importanti esponenti del Pd locale, schermaglie a mezzo stampa tra big vari del partito, è il momento di fare i conti negli organismi deputati: giovedì pomeriggio è il turno della direzione comunale del Pd (alla quale potrebbero non andare tutti o quasi i membri delle minoranze interne che fanno capo ad Eros Brega, Gianluca Rossi ed Antonello Fiorucci), mentre lunedì prossimo sarà la volta dell’assemblea comunale del partito ternano. Si preannuncia una sorta di “lavacro”. Per il momento, la segretaria cittadina del Pd, Sara Giovannelli, resta saldamente in sella. Anche se, con ogni probabilità, dovrà difendersi da alcune intemerate interne.

L'ingresso della sede del Pd di Terni

L’ingresso della sede del Pd di Terni

Napolini Intanto, dice la sua, interpretando forse un sentimento serpeggiante nella base e in alcuni settori della classe dirigente del Pd ternano, Folco Napolini, regista e militante democratico: “Il problema è che queste elezioni non si sono perse solo per gli elettori ma soprattutto perchè non sono state elezioni unitarie, il partito ternano non era compatto. Ora devono cambiare i volti che devono parlare credibilmente alla gente, guardare dentro il partito a quelle voci che sono state escuse prima. Proprio i cosidetti capi bastone devono mettersi da parte, il partito deve essere gestinto in questa fase da un movimento unitario, senza capi e capetti. In altre parole, adesso il partito deve aprirsi a figure capaci e credibili, soprattutto deve essere in grado di dialogare realmente con il movimento civico e ampio della città, tessere con esso un disegno e un asse trasversale unitario per il bene di Terni, senza sudditanze perugine”.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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