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Terni, verde pubblico e polemiche: “Gare bloccate, si rischia il caos”

Terni Politica

Terni, verde pubblico e polemiche: “Gare bloccate, si rischia il caos”

Andrea Giuli
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TERNI – L’organizzazione e gestione della manutenzione del verde pubblico, oggetto peraltro di una spinosa indagine giudiziaria in corso che coinvolge anche importanti pezzi della giunta comunale attuale, continua a suscitare fervori. E questo nonostante (anzi, forse proprio per questo), l’atto d’indirizzo dell’esecutivo di palazzo Spada, datato lo scorso 7 febbraio, in cui affida temporaneamente il servizio del taglio erba all’Agenzia forestale regionale, in attesa che il Comune vari presto un nuovo bando pubblico e aperto, non più frazionato ma in un lotto unico.

De Luca La bacchettata immancabile viene dal consigliere comunale del M5S, De Luca: “Portare la città nel caos per giustificare le proprie colpe e incapacità. Il Comune sta bloccando le gare per l’affidamento di numerosi servizi riguardanti il verde pubblico, il decoro urbano e le manutenzioni. Ritardi insostenibili che avranno come conseguenza l’esplosione dell’abbandono: erba alta tre metri e degrado ovunque. Nel mentre si mandano a spasso i lavoratori. Leggiamo in queste ore annunci da parte della giunta: “A marzo faremo le gare…”, dice il sindaco. Si determina persino una improbabile delega alla Agenzia forestale regionale per gestire l’intero verde pubblico della città; se così fosse ci sarebbe da chiedersi perché non averlo fatto prima? Le gare si sarebbero già dovute fare, le procedure concluse e gli appalti affidati in maniera trasparente. Che la situazione sia andata oltre non siamo noi a dirlo, ma gli stessi consiglieri del Partito Democratico nell’atto presentato dal consigliere Piccinini. Non vogliamo credere al fatto che la giunta possa utilizzare l’emergenza creata come strumento da barattare, in maggioranza, in cambio dell’approvazione del bilancio preventivo. Tantomeno vogliamo immaginare che possa essere giustificativo di ulteriori affidamenti diretti. Non siamo più disposti a tollerare ulteriori comportamenti di questo genere, anche alla luce del conflitto d’interessi tra chi è indagato e contemporaneamente dovrebbe decidere in merito a materie oggetto dell’indagine. È compito dell’amministrazione inserire all’interno dei bandi europei la massima tutela con le clausole di salvaguardia per i lavoratori e delle fasce più deboli. Ecco perchè chiederemo che venga al più presto calendarizzata in terza commissione la discussione sull’atto presentato dal consigliere Piccinini”.

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Andrea Giuli
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