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Terni, Usb contro i tagli ai Servizi Educativi: “Dimostrare la statalizzazione”

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Terni, Usb contro i tagli ai Servizi Educativi: “Dimostrare la statalizzazione”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Torna sotto i riflettori la vicenda relativa ai Servizi Educativi Comunali. Ad occuparsene stavolta è la Usb -Unione sindacale di base che punta l’indice sui tagli agli stessi, finalizzati, a dire del sindacato ‘all’azzeramento dei Sec come pubblici, a vantaggio della crescita del privato del settore”

In una nota, la Usb mette in luce quelle che ritiene essere le  caratteristiche di questa operazione: “è stata man mano ridotta l’offerta, con la chiusura di scuole dell’infanzia o la loro presunta (e mai dimostrata!) statalizzazione, ma soprattutto con azioni di indebolimento generale: autorizzazione degli open day solo perché messi alle strette dalle richieste di personale e utenti, finalmente programmati prima dell’apertura dei termini di iscrizione, mentre fino a due mesi fa erano stati calendarizzati ad iscrizioni praticamente concluse; comunicazione delle ammissioni ai nidi e ai centri per bambini/e solo a ridosso dell’apertura dell’anno scolastico, quando molte famiglie ormai si erano già rivolte ai privati; riduzione “di fatto” del numero di posti disponibili nelle sezioni lattanti, non per mancanza di iscrizioni, ma per evitare di sostituire il personale assente, creando un danno tanto alle famiglie, quanto alle casse comunali per  mancati introiti che derivano dalle rette di frequenza;  inserimento nel modulo di iscrizione delle scuole dell’infanzia, con un linguaggio volutamente ambiguo ed omissivo, di un divieto a presentare più di una domanda di ammissione; discriminazione di alcune zone della città per l’accesso a quelle scuole comunali sopravvissute momentaneamente alla prima decimazione; redazione tardiva delle graduatorie di ammissione alle scuole comunali dell’infanzia, rendendo difficoltosa la redazione delle graduatorie stesse da parte del personale della segreteria, ma soprattutto costringendo chi non si era lasciato intimidire dal “divieto” sopra descritto, ad accettare il posto nella scuola statale, vista la risposta tardiva da parte comunale”.

Laboratori. La Usb poi punta l’indica sui laboratori, dove “tutto è possibile”: ” Si è riusciti persino ad assegnare un’ulteriore unità di personale educativo prendendola dalle cooperative – scrive – dopo che a settembre gli era stata già assegnata un’insegnante in più e una unità di personale ausiliario a tempo pieno: Laboratori che ricordiamo, sono a supporto di tutte le altre strutture educative dei Sec. Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia invece si nega una supplente anche nel caso di assenza prolungata di un’insegnante/educatrice, persino di un mese o più, perché si è voluta dare un’interpretazione del tutto singolare all’autorizzazione alle assunzioni concessa dal Ministero, rendendo giorno dopo giorno sempre più complesso e pesante fare funzionare i servizi, visto il costante rapporto adulto/bambini al limite massimo e la conseguente assenza di compresenza in orario scolastico. L’elenco potrebbe continuare, ma quanto descritto ci sembra sufficientemente esplicativo della situazione, che genera un clima di incertezza nelle famiglie potenziali utenti”.

Nessun ampliamento. Per il sindacato di base “nonostante gli annunci poco credibili di un fantomatico ampliamento dell’offerta, si va verso la sottrazione di risorse di ogni tipo” ed accusa l’amministrazione locale: “Un esempio – prosegue – è lo sbandieramento del compimento della fase progettuale di un servizio aggiuntivo. Se poi si va a ben guardare, non solo risulta essere la fotocopia di servizi già esistenti, ma la sua attivazione viene subordinata al reperimento di nuove risorse economiche, necessarie per la ristrutturazione della sede prescelta, quella della scuola dell’infanzia comunale Grillo Parlante. Una scuola che, nonostante funzionasse egregiamente e che avrebbe potuto coabitare senza alcun problema con il “nuovo” servizio, è stata recentemente chiusa. Viene forte il sospetto che l’obiettivo sia altro. Magari si “sacrificherà” qualche altra scuola dell’infanzia comunale per fare spazio a questo “nuovo” servizio, che altrimenti avrebbe impegnato tante risorse inutilmente! Anche perché, visto che il Comune quando poteva assumere non lo ha fatto, (ed oggi ovviamente non può farlo) dato che con la chiusura delle scuole dell’infanzia, si è dirottato il personale in quei servizi nei quali operava personale non comunale, domandiamo: dove si reperiranno le figure necessarie per attuare un tale innovativo e mirabolante progetto, che prevede, oltre al centro educativo, laboratori per le più diverse fasce di età e utenze?”.

 Lettera su BCT. Sempre la Usb, in una lettera, sollecita il commissario prefettizio ad intervenire sulla biblioteca comunale. In particolare, contestano gli aumenti di alcuni servizi, ritenuti ingiustificati: “Solo per fare qualche esempio, il prezzo stabilito per le fotocopie, più che quadruplicato, è del tutto “fuori mercato” e si tradurrà in un mancato introito, perché gli utenti si rivolgeranno altrove, mentre il prezzo esorbitante, anch’esso più che quadruplicato, della navigazione, graverà evidentemente su chi non può usufruire della wi-fi gratuita, perché, non possedendo smartphone o tablet, ha ancora bisogno di postazioni fisse, come quelle della sala Interzona. Attenzione particolare meritano gli aumenti delle penali per i ritardi nella restituzione dei “prestiti”, che risultano esclusivamente punitivi, mentre erano stati introdotti con l’obiettivo positivo di scoraggiare la scorrettezza di chi non teneva in considerazione le esigenze di altri utenti di ottenere il prestito del medesimo documento. Chiediamo a Lei, dunque, una riflessione e magari un ripensamento, rispetto a quelle parti della Delibera n. 13/2018, che evidentemente non sono state oggetto di adeguato approfondimento”

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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