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Terni, una via per Adriano Garofoli: il fabbro che divenne grande imprenditore

Cronaca e Attualità Terni

Terni, una via per Adriano Garofoli: il fabbro che divenne grande imprenditore

Andrea Giuli
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Paolo Garofoli, i figli e i nipoti sotto la targa

A. G.

TERNI – Adriano Garofoli, il ‘fabbro ferraio di piazza Clai’, ne avrebbe probabilmente sorriso – certo contento – e avrebbe condito il tutto con qualche battuta sdrammatizzante e sardonica delle sue. Oggi, a poco più di sette anni dalla morte, uno dei più importanti imprenditori ternani e umbri ha una via tutta per sè, intitolata a lui. Via Adriano Garofoli, non casualmente la strada che si trova davanti alla sede confindustriale di Terni.

La celebrazione a palazzo Spada La via è stata inaugurata venerdì pomeriggio, quasi all’imbrunire, ma prima, i figli Paolo e Filippo, continuatori delle attività industriali del padre, hanno voluto ricordarlo con una celebrazione nella sala del consiglio comunale, affollatissima: non solo i componenti della famiglia, il sindaco Di Girolamo, il prefetto Pagliuca, il sottosegtario Bocci, ma alti rappresentanti delle forze dell’ordine, imprenditori, l’attuale presidente di Confindustria Terni, Urbani, e quelli precedenti (da Bernardini a Salvati), i vertici delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali locali, vecchi compagni di ventura, i dipendenti, i ragazzi della Ternana e della Narnese, parlamentari, e tanta gente che lo ha conosciuto. Su tutto, una atmosfera di emozione e commozione palpabili che solo le personalità complesse e che hanno lasciato un segno sono in grado di generare. Tanti personaggi e tanta gente perché Garofoli, nella sua non breve vita (si è spento nel maggio 2009 a 79 anni), e’ stato capitano d’industria e fondatore di nuove aziende, presidente della Ternana Calcio, presidente di Confindustria Umbria e Terni, presidente di Unioncamere regionale, guida del Consorzio delle aree industriali, vicepresidente di Umbria Export, ad di Teleterni, membro del cda di TerniResearch.image

I ricordi commossi Il ghiaccio lo ha rotto il figlio Paolo, gran cerimoniere della giornata, con un breve e denso ricordo del padre che ha preceduto un altrettanto breve filmato con alcune delle immagini più significative della vita e della carriera di Adriano. Poi i ricordi, ugualmente informali e profondi, del sindaco, del professor Sergio Sacchi, del presidente della Camera di  commercio, Flamini, dell’avvocato Mole’ (amico degli anni giovanili nelle Acli), dell’avvocato Carignani e della sindacalista Lucia Rossi. Molti, ma coerenti e legati da un unico filo temperamentale, gli aneddoti e i ricordi dell’imprenditore. Il democristiano Garofoli aveva anche una passione politica, anche praticata, per quanto impolitico di carattere; il Garofoli familiare e nonno negli ultimi anni; il Garofoli appassionato di sport e dei valori che esso trasmette; il Garofoli anticipatore e quasi visionario nell’impresa come nell’attenzione al mondo della comunicazione. Un Adriano Garofoli, soprattutto mattatore, sempre presente, super-attivo, spiazzante. Un carattere tagliente, diretto, ruvido. Capace di suscitare controversie. Eppure capace di premure inattese, di confidenze inaspettate e di consigli illuminanti. Era così. E molte altre cose ancora. Per chi lo ha conosciuto. Adriano Garofoli, il fabbro ferraio capace di inventare e di contribuire alla crescita di una comunità difficile.

 

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