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Terni, tregua al polo chimico: alla Neofil sciopero rientrato in extremis

Economia ed Imprese Terni

Terni, tregua al polo chimico: alla Neofil sciopero rientrato in extremis

Andrea Giuli
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TERNI – Non più tardi di 48 ore fa i sindacati territoriali della chimica avevano scritto pubblicamente tutto il loro disagio e contrarietà per la situazione in atto alla Neofil, azienda del polo chimico ternano che ha rilevato la vecchia Meraklon Yarn. Una situazione che sabato mattina ha fatto scattare la decisione dello sciopero.

Sciopero annullato Decisione che – nel tardo pomeriggio di sabato – è repentinamente rientrata. Lo spiega una breve nota dei sindacati territoriali di categoria: “Le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec, dopo i colloqui intercorsi tra la serata di venerdì e la giornata di sabato con la società Neofil, dichiarano che si è raggiunto con la stessa un punto di equilibrio sulle questioni sollevate. Con i chiarimenti ottenuti, riteniamo, quindi, in maniera responsabile che lo sciopero di due ore proclamato per lunedì possa rientrare”.

Sciopero “Le segreterie territoriali e regionali Filctem-Cgil Femca-Cisl Uiltec-Uil – si legge in una nota unitaria – ritengono inadeguate le risposte fornite dall’azienda, rispetto all’importanza dei temi sollevati. Prendendo atto che, in attesa di un incontro, la nostre richieste di ripristino di un assetto produttivo che tenga conto delle condizioni di salute e sicurezza, riferite anche ai carichi di lavoro, non sono state accolte, ci vediamo costretti a proclamare lo sciopero dei lavoratori per lunedi 16 gennaio 2017. Lo sciopero sarà articolato in questi intervalli orari:primo turno, ore 12-14; secondo turno, ore 20-22; terzo turno ore 4- 6;  Giornalieri, ultime due ore di lavoro”.

Fibrillazione alta Martedi, infatti, si era svolta una infuocatissima assemblea sindacale, indetta dal Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dopo l’indisponibilità da parte dell’azienda di incontrare le parti sindacali prima del 19 gennaio. Clima teso e nodi ancora tutti da sciogliere dunque e durante l’assemblea i lavoratori hanno manifestato il loro disagio e disappunto in merito a diverse questioni.

Mobilità. Su tutti, quello della procedura avviata di mobilità volontaria che ha visto uscire dall’azienda una decina di lavoratori “le cui professionalità – dicono i sindacati – non sono state reintegrate, non si è mai trovata l’occasione di parlare di nuova organizzazione del lavoro o quanto meno delle ricadute che ci sarebbero state sui dipendenti. L’azienda ha di fatto unilateralmente avviato una riorganizzazione aziendale non tenendo conto dei carichi di lavoro, delle pause contrattuali e di altri aspetti legati all’ambiente ed alla sicurezza. La momentanea assenza dei delegati sindacali aziendali (Rsu), così come del responsabile dei lavoratori per la sicurezza (Rls), non potevano e non possono giustificare atti unilaterali dell’azienda nei confronti dei lavoratori”.

Spettanze non pagate. L’altro nodo è quello delle spettanze non ancora pagate. “Nonostante nel tempo siano stati fatti accordi, mai rispettati, che prevedevano la rateizzazione del pagamento di crediti dei lavoratori- dicono i sindacati – ad oggi, tranne che per il versamento di parte della tredicesima e di uno stipendio previsto per il giorno 13 Gennaio 2017, non abbiamo avvisaglie che le altre questioni possano essere sanate nel breve periodo. A livello di scadenze inoltre l’azienda da più di un anno deve regolarizzare il versamento delle quote sindacali che puntualmente trattiene dalle buste paga dei lavoratori. A quanto sopra descritto si aggiunge il perdurare di atteggiamenti vessatori e intimidatori da parte dell’azienda nei confronti dei lavoratori. Tutto quanto sopra descritto ha contribuito a innescare un clima aziendale molto pesante oggi non più sostenibile”

Le rappresentanze sindacali fanno sapere dunque che l’assemblea coinvolgerà adesso anche la direzione territoriale del lavoro “in attesa di un ulteriore confronto con l’azienda sui punti sopra elencati”. Contestualmente chiedono “l’immediato ripristino degli assetti di marcia degli impianti, tenendo conto dei carichi di lavoro, della sicurezza e di una turnazione consona. Siamo come sempre disponibili al confronto, ma in assenza dei riscontri sopra citati da parte aziendale si vedranno costrette ad intraprendere ulteriori azioni”.

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