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Terni, Telfer pericolante: il Comune chiude al traffico la SR 209 Valnerina: ecco le alternative

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Terni, Telfer pericolante: il Comune chiude al traffico la SR 209 Valnerina: ecco le alternative

Redazione
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TERNI – Nel pomeriggio di oggi, il sindaco Leonardo Latini ha emesso un’ordinanza contingibile ed urgente a tutela della incolumità pubblica, relativa alla messa in sicurezza dell’area sottostante la passerella Telfer di Papigno. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della segnalazione di pericolo rilevata dai vigili del fuoco e confermata dalla perizia elaborata dal tecnico incaricato dal Comune di Terni. Dal manufatto, una struttura in ferro  che collega due edifici industriali da anni abbandonati, è staccato un pezzo di metallo.

Con questa ordinanza il sindaco ha disposto, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza:

  • l’interdizione alla sosta ed alla navigazione del tratto di fiume sottostante la passerella in questione per una lunghezza di ml. 25 a monte e ml. 25 a valle della passerella;
  • l’interdizione alla sosta ed al transito di pedoni e veicoli di ogni natura nell’area che si estende alla sinistra idrografica del fiume Nera, per un tratto di lunghezza di ml. 25 a monte e ml. 25 a valle della passerella e per la larghezza di ml. 25 misurati a partire dal muro d’argine sinistro del fiume Nera.

Alternative. La Provincia di Terni, a seguito del provvedimento ha disposto, per quanto di propria competenza, la sospensione della circolazione sulla SR 209 Valnerina, nel tratto interessato. Sono stati individuati alcuni percorsi alternativi:

  • SS 3 Flaminia e SP 4 Arronese (tratto bivio SS 3 Flaminia – bivio S.R. 209 con esclusione dei mezzi con massa complessiva superiore a 5t);
  • SS 3 Flaminia e S.S.685 Tre Valli Umbre (Galleria di Forca di Cerro) alternativa per mezzi pesanti e per tutti i veicoli in direzione Norcia-Visso;
  • S.R.79 Ternana, Ex S.S.79 Ternana e SP 4 Arronese (tratto Piediluco bivio S.R. 209 Valnerina) percorso alternativo anche per mezzi pesanti

Demolizione. Gli ingegneri comunali hanno annunciato la demolizione della struttura, provvedimento che peraltro il Comune aveva in animo già dalla precedente amministrazione. Del resto il manufatto è logoro e anche il distacco di un bullone può provocare gravi danni all’incolumità delle persone.

Cicchini: demolizione non è un dilemma. “Dopo la tragedia di Genova – provocata dall’incuria “sublime” di chi avrebbe dovuto controllare la funzionalità della struttura (e assurdamente non l’ha fatto) – il buon senso imporrebbe di evitare sterili polemiche nei confronti degli amministratori solerti che, responsabilmente, si adoperano per prevenire il verificarsi di altre situazioni di morte o magari solo di pericolo. Purtroppo a Terni non accade”. Lo scrive il consigliere Paolo Cicchini (Lega) in una nota diffusa oggi in merito al caso della passerella Telfer.  “La mancanza di buon senso – come direbbe il filosofo Pascal – è l’anticamera dell’omicidio. E l’insistenza con la quale ci si ostina a trovare cavilli per ritardare la ormai inevitabile demolizione della passerella Telfer, può rivelarsi – Dio non lo voglia – condizione di eventi dei quali già chiaramente si intravedono i possibili effetti”.
“Il materiale ferroso della Telfer,  morso dalla ruggine di decenni di incuria, ha cominciato da tempo a mostrare segni cedimento: spada di Damocle di un incombente pericolo che pesa addosso a chi si trovi a percorrere, ignaro, quel tratto della Valnerina”.
“Il rischio non vale la candela. La passerella Telfer, a mio modestissimo parere, è espressione “estetica” di una archeologia industriale alla quale tutti ci sentiamo culturalmente ed emotivamente legati. Tuttavia, quando si parla della artisticità connessa ad un manufatto, è necessario considerare fino a qual punto quel bene sia meritevole di conservazione”.
“Ritengo, in questo caso, che cancellarne la presenza non costituisca un  attentato alla sacralità dell’arte. Tante possono essere le opinioni in proposito, tutte legittime e degne di considerazione. Personalmente considero la passerella Telfer come un qualcosa di eliminabile da un paesaggio celebrato in altri tempi, nella sua assoluta purezza, da Corot e dai viaggiatori del Grand Tour”.
“La struttura in ferro, della quale tanto si discute, non è purtroppo opera del genio di Gropius. Piuttosto, comunque la si pensi, su un punto è necessario essere d’accordo: quando ci si trova di fronte ad un pericolo, la situazione che lo provoca deve essere rimossa. La responsabilità di quanto potrebbe altrimenti accadere è di tutti, non solo di chi è preposto ad amministrare. Le polemiche – conclude Cicchini – non servono quando la verità si staglia davanti agli occhi di chi abbia l’onestà intellettuale e morale di volerla riconoscere”.

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