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Terni, Teatro Verdi: la Soprintendenza boccia il progetto di recupero, è scontro in Comune

Cronaca e Attualità Terni

Terni, Teatro Verdi: la Soprintendenza boccia il progetto di recupero, è scontro in Comune

Redazione
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Il Teatro Verdi
Il Teatro Verdi

TERNI -Si accende a Terni lo scontro politico dopo il parere negativo preventivo espresso dalla soprintendente ai beni culturali Marica Mercalli sul recupero funzionale del teatro Verdi. Le opposizioni tuonano contro l’amministrazione comunale ed il sindaco Latini. Secondo il parere, che risale al 16 gennaio, ovvero pochi giorni prima dell’accordo fra Comune e architetti per il bando sulla ristrutturazione. La soprintendenza spiega che bisogna “Mantenere per quanto possibile i principi base, ispiratori e organizzatori degli spazi”. Il documento contiene il parere richiesto alla soprintendenza ed ha come oggetto l’intervento di recupero e riqualificazione funzionale dell’edificio: lintento dichiarato è quello di “condizionare in modo significativo il progetto definitivo» attraverso precise indicazioni”.

Uniti per Terni Il primo a ‘sparare’ è Valdimiro Orsini, dal gruppo Uniti per Terni: “La bocciatura della Soprintendenza è netta, quanto finora prodotto dall’assessorato ai lavori pubblici non va. Il progetto fortemente voluto dall’ex assessore Melasecche e approvato dalla giunta comunale non tiene conto della storia di questa struttura, delle sue stratificazioni e ricostruzioni. Da tempo – afferma Orsini – più voci cittadine chiedono che la questione del Verdi non sia affrontata con superficialità ma con grande attenzione in quanto un’opera destinata a rimanere nella storia della città. L’assessore Salvati – chiosa il consigliere – prenda atto di quanto scritto dalla Soprintendenza, si confronti con chi ha veramente qualcosa da dire in materia, eppoi si rifaccia un bando realistico e il più possibile legato alla struttura, così come richiesto dalla Soprintendenza. Le scorciatoie non servono, così come gli ammiccamenti per ricercare consensi che peraltro non arrivano”.

Fiorini. Sull’accordo e la decisione della soprintendeza interviene anche Emanuele Fiorini: “E’ necessario restituire alla città l’antico teatro – spiega – Qualsiasi altro progetto di ristrutturazione sarebbe come dare uno schiaffo alla nostra cultura, magari favorendo qualcuno, ma allo stesso tempo realizzando qualcosa di insignificante, come quel progetto che girava, che più che un teatro era un cinema-teatro di cui la città non ha bisogno. È necessario considerare vari aspetti riguardanti il teatro Verdi, la sua storia, l’identità della nostra città, le sue radici culturali e la possibilità di conciliare questi aspetti con la contemporaneità, che darebbero luogo ad una filiera di produzione culturale e tecnologica in grado di rendere  Terni all’avanguardia”. Ed annuncia un atto di indirizzo nel quale si chiede al Comune di autorizzare il sopralluogo che era stato messo in preventivo, con la consulenza di Vittorio Sgarbi.

Comune. Replica il Comune, a stretto giro. “Non c’è stata alcuna bocciatura da parte della Soprintendenza rispetto alla procedura per la progettazione del Teatro Verdi. Di conseguenza tale procedura, avviata con delibera di Giunta, proseguirà regolarmente, tenendo conto – come è normale che sia – dei pareri espressi dalla Soprintendenza. Lo rende noto l’assessorato ai lavori pubblici rispetto ad alcune valutazioni riportate da media locali.  La procedura intrapresa dall’amministrazione comunale per il recupero del teatro Verdi – viene specificato dall’assessorato – è stata caratterizzata dal continuo confronto con la Soprintendenza regionale che si è espressa con due distinte note: la prima dell’ottobre 2019 con la quale, a seguito del parere espresso dal Comitato Tecnico Scientifico del MIBAC, condivideva quanto emerso negli incontri con i tecnici comunali ed escludeva il ripristino  “anacronistico” dell’impianto ottocentesco polettiano , fatto salvo il  pronao esistente. Nella seconda nota del gennaio 2020 la Soprintendenza forniva una serie di criteri ed indirizzi di carattere generale  – conclude Palazzo Spada – con i quali si segnalava la necessità di porre attenzione particolare alla stratificazione storica, segnalando inoltre l’importanza del tema costituito dal nuovo fronte “tergale” della torre scenica su largo Sant’Agap”. Insomma, la battaglia continua.

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