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Terni, tavolo a vuoto per la Treofan: sciopero e presidio contro il rischio smantellamento

Economia ed Imprese

Terni, tavolo a vuoto per la Treofan: sciopero e presidio contro il rischio smantellamento

Redazione economia
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TERNI – La vicenda della Treofan assumento contorni sempre più neri. Il tavolo tecnico fra sindacati e azienda di venerdì scorso è andato a vuoto e dalla mattina di lunedì è scattata la mobilitazione. Sciopero e presidio davanti alla portineria, proclamati da Rsu e Filctem Cgil,  Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl chimici dopo che l’azienda non ha chiarito le intenzioni del gruppo Jindal sul futuro del sito del polo chimico di Terni.

Per quattro ore i dipendenti dello stabilimento hanno incrociato le braccia, con presidio davanti all’entrata degli automezzi per impedirne l’accesso. Presenti anche il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, il senatore di Italia Viva Leonardo Grimani, il senatore della Lega Valeria Alessandrini, il consigliere regionale della Lega Daniele Nicchi ed i consiglieri comunali Francesco Filipponi (Pd) ed Alessandro Gentiletti (Senso Civico-LeU). “Non abbiamo avuto le risposte che ci attendevamo – ha spiegato la segretaria provinciale della Filctem Cgil, Marianna Formica – ci aspettiamo che vengano riportati gli ordini presso questo sito, che si sta svuotando, mentre si stanno portando le produzioni verso gli altri stabilimenti, quello di Brindisi e quelli di Germania, Belgio e Olanda”.

Sindacati I sindacati chiedono anche che “vengano portate a Terni attrezzature e materiale presenti nel sito chiuso di Battipaglia”. “Ne abbiamo necessità – ha continuato Formica – e non vogliamo che vengano spostati su altri siti. Crediamo che il sito di Terni sia molto profittevole e fondamentale per il polo chimico e per la chimica dell’Umbria. Lotteremo affinché non venga chiuso”. Martedì la protesta di una delegazione di lavoratori e sindacalisti si sposterà proprio a Battipaglia, dove è atteso il management del gruppo per una delle visite che saranno dirimenti per decidere la distribuzione dei macchinari. “Troviamo strano che macchinari ancora Treofan – ha commentato il segretario della Femca Umbria, Fabrizio Framarini – visto che la fusione con Jindal non c’è stata, possano andare in altri siti. Ci aspettiamo un diretto interessamento del Mise”.

Interrogazione in Parlamento e non solo.La Lega ha annunciato due iniziative. Laprima riguarda un’interrogazione parlamentare urgente del senatore Alessandrini rivolta al Ministero dello Sviluppo Economico e dove si sollecita il Governo ad “azioni di sua competenza, anche nell’ambito del tavolo di crisi già attivato”, da intraprendere “per la tutela dello stabilimento Treofan di Terni
e dei lavoratori ivi impiegati”. Porta invece la firma di tutti i consiglieri regionali della Lega Umbria, la mozione che verrà discussa a breve in Assemblea Legislativa che impegna la giunta
regionale “ad avviare un percorso che consenta al Gruppo Treofan Italy Spa di creare sinergia con altre aziende del comparto chimico” e ad “inserire il Gruppo Treofan Italy Spa all’interno dei programmi di investimento produttivo dell’Area di crisi complessa di Terni-Narni”.

Nevi. Così Raffaele Nevi: “Oggi ho portato la mia solidarietà a nome del gruppo parlamentare di Forza Italia ai lavoratori della Treofan in sciopero a causa della interruzione unilaterale delle relazioni industriali da parte del gruppo jindal, proprietario della azienda ternana. La assoluta mancanza del rispetto del percorso stabilito presso il Ministero dello sviluppo economico impone al Ministro Patuanelli di riprendere in mano con decisione la vertenza. L’Italia non può permettersi di farsi prendere in giro da una multinazionale straniera in modo così spudorato. Al territorio, ai lavoratori e anche al nostro Paese serve chiarezza e investitori seri e non predatori che vogliono solo delocalizzare produzioni anche importanti come il film di propilene. Per questo annuncio che predisporrò una interrogazione parlamentare urgente al Ministro dello Sviluppo economico”.

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