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Terni, tanfo in città: ora i liquami vanno fuori Regione. Spettro del caro-bolletta

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Terni, tanfo in città: ora i liquami vanno fuori Regione. Spettro del caro-bolletta

Andrea Giuli
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TERNI – Siete avvertiti. Salvo il nostro naso, ma forse non il nostro portafogli. Se in questi giorni vi capiterà, magari, di captare acri e potenti zaffate di fogna in giro per la città, potrà al massimo trattarsi di un tombino malfunzionante o di qualche sciacquone malandrino di una palazzina nei pressi. Niente proteste, dunque, nei confronti del Servizio Idrico o delle istituzioni.

Il problema, il rischio Semmai, le proteste e i rodimenti riservateli per dopo. Quando nella bolletta idrica potrebbero, eventualmente, spuntare amare sorprese. Perché? Nelle settimane scorse lanotiziaquotidiana.it aveva più volte sollevato il problema, anche a seguito di ripetute segnalazioni di cittadini, di reiterati episodi, in varie zone urbane, legati ad un forte e persistente tanfo di fogna. Si è quindi scoperto che si trattava di un pasticcio squisitamente burocratico-normativo: in base a recenti modifiche legislative in materia – ovvero le nuove linee guida dell’Ispra -, Acea Ambiente aveva scritto al Sii che non poteva, di punto in bianco, più accogliere presso il depuratore orvietano i fanghi e liquami provenienti dal depuratore ternano (gestito dal Sii), fino almeno a quando la questione non fosse chiarita. Niente smaltimento. Risultato? Il Sii, che nel frattempo aveva scritto lettere accorate agli interlocutori tecnici e istituzionali (prefetto compreso), è stato costretto di fatto a stoccare montagne di cacca e affini (per quanto trattati) nei piazzali del depuratore, denunciando forti ‘problemi odorigeni’ e chiedendo incontri e soluzioni.

LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI: LETTERE E RISPOSTE 

La soluzione, costi extra Sono passati oltre 15 giorni dai fatti ed oggi la situazione sembra essere la seguente: dal Sii fanno sapere – opportunamente sollecitati – che la situazione è di fatto in netto miglioramento. Da alcuni giorni, il Servizio Idrico Integrato di Terni ha stretto accordi, più o meno temporanei, con altre società che controllano o gestiscono siti di depurazione per conferire presso di loro i fanghi e i liquami ternani. Ne sono partiti, dal depuratore della Conca, già 150 tonnellate circa, e altrettante ‘viaggeranno’ a breve. Peccato che – affermano sempre dal Sii – tali siti di depurazione si trovino in Toscana e in Emilia Romagna, per esempio. Ovvero, più lontani di Orvieto. A detta del Sii, con ovvi, conseguenti maggiori costi di trasporto del materiale che lo stesso Servizio idrico dice di non poter sostenere. La conseguenza è chiara: se le cose dovessero permanere in questo stato – concludono dal Sii – sarebbe inevitabile caricare questi maggiori e imprevedibili costi sulla tariffa. E, quindi, sulla bolletta che arriva ai cittadini-utenti di Terni e provincia.

 

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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