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Terni, tanfo di fogna: la Regione dice la sua e spunta il suggerimento

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Terni, tanfo di fogna: la Regione dice la sua e spunta il suggerimento

Andrea Giuli
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TERNI – Il, a volte, impetuoso tanfo di fognatura che avviluppa varie zone della città, va e viene. Nei giorni scorsi, molti cittadini ne hanno rilevato la intensa presenza agli organismi competenti e ad alcuni esponenti politici in consiglio comunale.

La risposta della Regione Arriva, invece, dopo le due accorate lettere del direttore del Sii che chiedeva un “incontro urgentissimo” per affrontare l’ “emergenza odorigena”, la risposta degli uffici competenti della Regione (uno degli enti interpellati dai vertici del Sii), a firma del dirigente interessato. Nella missiva (indirizzata al Sii, Acea, Comune di Terni, Umbriadue, Ati4, Asm, Prefettura Terni, Arpa e Servizio autorizzazioni provinciale), il dirigente regionale – dopo aver ripercorso la vicenda, dovuta alla sospensione da parte di Acea Ambiente del conferimento dei fanghi urbani alla discarica di Orvieto, a seguito del cambiamento delle linee guida in materia, determinando così il sostanziale ‘parcheggio’ dei medesimi presso il depuratore ternano, con le conseguenze olfattive del caso – rende noto che “a seguito della riunione del tavolo tecnico interregionale intercorsa sull’argomento il 10 febbraio 2017, la Regione Sardegna, in qualità di Coordinamento Regioni Commissione Ambiente, ha inoltrato al Ministero dell’Ambiente, per conto di tutte le Regioni e Province la nota del 23 febbraio 2017, con la quale sono stati richiesti chiarimenti in ordine alla valenza giuridica di dette linee guida, alla decorrenza temporale e alle modalità di recepimento negli atti autorizzativi degli impianti interessati”.

La ‘soluzione’ temporanea Quindi sono stati richiesti lumi al ministero competente. E nel frattempo, per la pietà delle nostre narici?  “In attesa del pronunciamento da parte del Ministero – prosegue la lettera della Regione – questo Servizio ritiene che l’ammissibilità dei rifiuti in discarica sia regolata dalle disposizioni di cui al D.M. 27 Settembre 2010 e dalle condizioni e prescrizioni contenute negli atti autorizzativi vigenti. Tenuto conto della ‘gerarchia dei rifiuti’ introdotta dall’articolo 4 della Direttiva 2008/98/CE, recepita dallo Stato all’articolo 179 del D.Lgs. 152/2006, si ritiene che il produttore dovrebbe valutare la possibilità di effettuare eventuali operazioni di recupero piuttosto che di smaltimento dei rifiuti prodotti”. In altri termini, da quel che è dato capire, la Regione consiglia al ‘produttore’, cioè al Servizio idrico integrato (Sii), di recuperare i fanghi e non di smaltirli.

Ai profani, per la verità, non appare molto chiaro il suggerimento. Magari è geniale.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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