CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, tanfo di fogna in città: ecco perché e il Sii chiede (inutilmente) aiuto

Cronaca e Attualità Politica Extra

Terni, tanfo di fogna in città: ecco perché e il Sii chiede (inutilmente) aiuto

Andrea Giuli
Condividi

TERNI – Narici umane a dura prova. Decine e decine di segnalazioni pervenute al Servizio idrico integrato (Sii) e anche – molte – a qualche consigliere comunale, nel corso degli ultimi 15 giorni.

Puzza di fogna Forse qualcuno si sarà pure assuefatto, ma le intense, lancinanti e prolungate zaffate dalla inconfondibile essenza di fognatura urbana che, specie in certi giorni, assalgono a tratti varie zone della città, avvertite distintamente da parecchi cittadini, hanno un motivo, una spiegazione.

Il Sii chiede aiuto Il truce mistero olfattivo è spiegato in due lettere che, in data 16 febbraio e 28 febbraio 2017, il direttore generale del Sii, Paolo Rueca, ha scritto ai competenti uffici della Regione, all’Arpa, al Comune di Terni, alla Prefettura di Terni, all’Ati4, all’Asm, alla società Umbriadue e all’Acea, chiedendo ripetutamente un incontro “urgentissimo” per risolvere la questione; incontro di cui, almeno fino a poche ore fa, non si ha notizia.

Cambiano le norme Nelle missive, Rueca, spiega che, a causa del recepimento delle nuove linee guida dettate dall’Ispra (Istituto superiore protezione ambientale) sui criteri tecnici per stabilire quando il trattamento dei liquami-fanghi urbani sia o meno necessario in discarica, “la società Acea Ambiente con nota del 3 febbraio 2017, comunicava alla Sii la sospensione dei conferimenti dei fanghi di depurazione presso la discarica di Orvieto, fino alla ricezione di caratterizzazione analitica con l’introduzione dei parametri richiesti dalle nuove linee guida. La Sii si è prontamente attivata per produrre la nuova caratterizzazione e ricercare sistemi alternativi di smaltimento rispetto alla discarica”.

Svelato il mistero E qui casca l’asino. Perché l’acre, irrestitibile tanfo sulla città? Perché la richiesta del Sii di un incontro urgentissimo per una soluzione alla “situazione emergenziale, prodotta da una normativa non facile”? Il direttore Rueca afferma di “aver comunicato agli organismi competenti la necessità di gestire il rifiuto nel periodo transitorio come deposito temporaneo. Ma la gestione del deposito, nonostante le misure messe in campo, crea problemi odorigeni”. Odorigeni? Insomma, una travolgente puzza fecale creata dai fanghi in deposito temporaneo presso il depuratore di Terni e in attesa di essere adeguatamente trattati per renderli conformi alle recenti norme di smaltimento. Verosimilmente, in parole povere, colline di cacca ‘parcheggiate’.

Senza risposta Trascorsi, senza alcuna risposta da chi di dovere, oltre 10 giorni, il direttore generale del Sii, ha inviato agli stessi destinatari una seconda lettera (il 28 febbraio) in cui di nuovo “si sollecita un urgentissimo incontro”, visto che la “situazione risulta ancora emergenziale e critica”.

De Luca (M5S) I primi ad intervenire sulla questione sono i consiglieri comunali pentastellati, in particolare Thomas De Luca: “A seguito di quanto apparso su un giornale on line locale, riguardo il forte tanfo di fogna percepito in città, il M5S presenterà un’interrogazione urgente al sindaco. I ternani pagano “profumatamente”, ricevendo in cambio tanfo maleodorante. Le salatissime bollette degli ultimi giorni comprendono infatti, come di consuetudine, la voce relativa al servizio di depurazione. Per questo chiediamo al sindaco spiegazioni, ovvero se il tanfo sia dovuto all’introduzione delle nuove linee guida o all’inefficienza impiantistica dei depuratori. Dopo l’esborso per pagare l’acquedotto senz’acqua, l’invenzione della gabella del deposito cauzionale, non vorremmo dover rimettere mano, nuovamente, al portafoglio per respirare.In base a quanto riferito dalla società Sii, gestore del servizio idrico, la causa del problema sarebbe il repentino cambio del quadro di riferimento normativo, conseguente al recepimento delle nuove linee guida dettate dall’Istituto Superiore Protezione Ambientale, ovvero i criteri tecnici volti a stabilire l’idoneità dei fanghi al conferimento in discarica. In parole povere, non sarebbe ammissibile conferire un fango liquido, senza che esso sia prima disidratato onde evitare che una volta in discarica che esso contribuisca al percolamento. La certezza è che, dopo settimane, l’assessore Giacchetti non si è degnato nemmeno di prendere in considerazione il problema”.

 

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere

Prossimo