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Terni, tanfo di fogna: Acea risponde ‘picche’ e il Sii invoca il prefetto

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Terni, tanfo di fogna: Acea risponde ‘picche’ e il Sii invoca il prefetto

Andrea Giuli
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La discarica Le Crete di Orvieto

TERNI – Niente da fare. Per colpa della crudele burocrazia che non si cura delle nostre fisiologie, dovremmo intrattenerci e trattenerci in esercizi di autocontrollo zen, o sufi. Chissà ancora per quanto. E ciò che aveva anticipato nei giorni scorsi lanotiziaquotidiana.it prende – come dire – sempre più corpo.

Acea non cede Una lettera formale del responsabile degli impianti di Acea Ambiente (la società che controlla e gestisce anche la discarica di Orvieto), indirizzata in risposta al Servizio Idrico Integrato di Terni che aveva chiesto urgenti lumi sul da farsi (e per conoscenza ad una serie di interlocutori istituzionali) ribadisce che “ci vediamo costretti, nostro malgrado, a non poter accettare la vostra richiesta in merito al conferimento dei fanghi prodotti nei vostri impianti di depurazione”, ovvero il depuratore di Terni. Acea Ambiente, poi, lascia un piccolo margine operativo, ma solo a ben precise condizioni, qualora i fanghi (liquami) di depurazione siamo, carte alla mano, trattati in un certo modo. Il tutto, conferma Acea, in attesa di dell’ “eventuale pronunciamento del ministero dell’Ambiente”. Insomma, seppur garbatamente, una bella risposta a picche rispetto all’emergenza ‘odorigena’ richiamata più volte per iscritto dal Sii.

LA LETTERA DI RISPOSTA DI ACEA AMBIENTE 

Puzze, emergenza Infatti, decine di cittadini si erano rivolti nei giorni scorsi allo stesso Servizio Idrico e a singoli consiglieri comunali per denunciare persistenti e nauseabondi odori di fognatura in varie parti della città. A quanto pare, la causa che ha fatto traboccare il vasetto sta in recenti linee guida dell’Ispra (Istituto superiore di protezione ambientale) che hanno modificato modalità e requisiti per il conferimento dei fanghi e liquami urbani in discarica. Di conseguenza, Acea Ambiente non ha potuto che sospendere il trasporto dei fanghi prodotti dal depuratore ternano (gestito dal Sii) presso la discarica di Orivetto per lo smaltimento consueto. Stop. In attesa delle disposizioni e chiarimenti ministeriali. Nel frattempo, però, il Sii aveva scritto due lettere allarmate a tutta una serie di enti locali ed istituzioni competenti per far presente l’emergenza odorigena, dovuta allo stazionamento, di fatto, dei fanghi presso il depuratore. Il dirigente competente della Regione aveva risposto, cercando di offrire una soluzione temporanea. Ma tant’è. La situazione si fa temeraria.

Il Sii spiega Nella tarda mattina di lunedì, il direttore generale del Servizi Idrico, Rueca, si fa vivo con una nota ufficiale: “In relazione alla gestione dei fanghi prodotti dai depuratori dei reflui fognari urbani, con particolare riferimento a quelli dell’impianto di Terni, il direttore generale Paolo Rueca ha inviato una lettera al prefetto, Angela Pagliuca, chiedendo la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale con Regione dell’Umbria, Acea-discarica di Orvieto, Comune di Terni, Arpa Umbria e tutti gli altri soggetti interessati. La richiesta è stata inoltrata per discutere la situazione creatasi dopo l’emanazione delle nuove linee guida Ispra che hanno introdotto nuovi parametri di caratterizzazione per alcune tipologie di rifiuto. Le linee guida non hanno ancora beneficiato dei conseguenti decreti attuativi, creando una situazione di incertezza che non vale solo per Terni. Anche la Regione Umbria ha chiesto formalmente lumi al ministero dell’Ambiente circa la legittimità dell’immediata adozione della normativa. La discarica di Acea di Orvieto, a seguito delle suddette, nuove linee guida dell’Ispra, ha cautelativamente vietato il conferimento dei nostri fanghi presso il sito. In particolare, dall’oggi al domani i fanghi, per poter essere smaltiti, devono essere conformi ad un nuovo parametro sulla putrescibilità e pertanto devono essere assoggettati ad un ulteriore trattamento. Questo ha comportato una serie di problematiche per la gestione dei fanghi nel nostro impianto, caratterizzato dallo spargimento sui letti di elevata quantità di prodotto finale per assoggettarlo ad un trattamento di stabilizzazione. L’alternativa consiste nel trovare impianti autorizzati al trattamento, ma ad oggi non si trovano strutture con le volumetrie necessarie ed in più i costi stanno elevandosi. Tale situazione ha creato presso il nostro impianto di Terni una seria problematica di emissioni odorigine, in quanto il fango rimane deposto sui letti per molti giorni, creando notevole disagio alla popolazione”.

 

 

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Andrea Giuli
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