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Terni, Tajani tra Confindustria e Confcommercio, acciaio e turismo

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Terni, Tajani tra Confindustria e Confcommercio, acciaio e turismo

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Il presidente dell’Europarlamento in visita a Terni, diviso tra Confindustria e Confcommercio, tra industria e turismo, tra acciaio e Università dei sapori.

In Confindustria Antonio Tajani in giaccavvento blu, accompagnato dalla squadra dei candidati forzisti umbri (il fido Raffaele Nevi in testa), ha partecipato, presso la sede di Confindustria ternana, ad una sorta di incontro-intervista sui temi essenzialmente dell’economia e dell’impresa. Preceduto da una breve introduzione-saluto del leader degli industriali umbri, il ternano Alunni, l’intervista di Carmignani ha in realtà spaziato a tutto campo ed ha dato modo a Tajani (per alcuni il prossimo candidato premier per il Centrodestra italiano) di parlare di digitalizzazione per la competitività del sistema industriale, di cooperazione con l’Africa e controllo del fenomeno migratorio, di investimenti sulla formazione e sull’agricoltura, di terremoto e politiche siderurgiche, agenzia del farmaco.

La platea In platea, il “gotha” del potere umbro e ternano, le autorità civili, il vicepresidente della giunta regionale Paparelli e perfino il candidato del Pd nel collegio uninominale dinTerni, Cesare Damiano, diretto concorrente del tajaniano Raffaele Nevi. Circostanza che ha dato la stura a prevedibili quanto sussurrati teoremi su suggestivi “Patti della ciambella”.

Damiano Tanto deve essere piaciuto a Damiano l’intervento del presidente dell’Europarlamento, da ricavarci un comunicato di sostanziale elogio: “Ho apprezzato – scrive Damiano – il fatto che finalmente anche il presidente Tajani abbia fatto emergere alcune indicazioni che vanno nella direzione che ho sempre sostenuto: l’esigenza di superare una logica nella quale il mercato è in grado di autogovernarsi per passare, invece, alla definizione delle regole del gioco. Questo vale soprattutto per le multinazionali che non possono usare risorse comunitarie a loro piacimento, chiudendo stabilimenti nazionali per rincorrere offerte di Paesi a basso costo di manodopera in giro per l’Europa. Inoltre, ritengo opportuno che gli aiuti di Stato del governo cinese al settore acciaio siano compensati con dazi che ristabiliscano l’equità degli scambi commerciali. E chiederemo che l’acciaio diventi una produzione di rilevanza strategica nazionale”.

I temi cardine “Avevo promesso – dice Tajani – nel momento della mia elezione all’Europarlamento, dedicandola alle popolazioni terremotate, che avrei fatto di tutto per svincolare più fondi comunitari per quelle zone. E ci sono riuscito”. Dopodiché, non è mancata una tirata d’orecchi contro la burocrazia tecnocrate europea “che deve applicare ciò che decide il potere politico-legislativo, e questo anche e soprattutto in tema di controlli sulle banche che non possono essere erga omnes. Il Parlamento europeo non fa il passacarte, qualche mio screzio con Junker non era a caso, ma bisogna rimettere al centro la funzione democratica dell’Europarlamento e al centro della politica deve tornare il cittadino, altrimenti il rigetto dei cittadini ci sommergerà. Non è la burocrazia che decide i destini”.

Quindi, un peana agli imprenditori, senza esagerare peró: “Senza gli imprenditori non c’è lavoro, non c’è crescita. Io sono contento se i vostri affari crescono, ma noi dobbiamo pensare soprattutto ai nostri figli, dargli una prospettiva, creare sviluppo, combattere per avere un futuro. Industria e turismo devono essere per i giovani ternani”.

Acciaio e multinazionali Acciaio, punto forte della dialettica Tajaniana, da tempo: “Mettiamo pure una tassa a chi esporta acciaio senza rispettare le regole ambientali. Le multinazionali benvengano ma devono rispettare le regole, come deve valere per i colossi del web. Non ci stiamo alla concorrenza sleale, non si deve fare dumping sociale, magari utilizzando soldi nostri. L’Europa deve cambiare le regole sulla concorrenza che sono ormai obsolete. Tutta la vicenda Outokumpu non ha nessun senso industriale e politico. È stata una follia e un danno per Terni e per l’acciaio italiano. Dobbiamo essere in grado di affrontare l’invasione dell’acciaio cinese in sovrapproduzione. Poi, bisogna concentrarsi sull’industria del turismo, con nuova mentalità, formazione, attività in bassa stagione, strategie digitali”. Non senza un profetico accenno personale del tipo: “Sono a disposizione della patria”.

In Confcommercio Dopo Confindustria, Tajani si è recato alla nuova lottizzazione di Corso del Popolo dove è stato accolto dal presidente di Confcommercio Terni e numero due della Confcommercio umbra, Stefano Lupi, per visitare l’Universita dei sapori. Assaggi, turismo, gastronomia, brindisi, sorrisi, una breve passeggiata sul vicino ponte sul Nera. E, dopo poco, si materializza Luisa Todini. Tutto si compie. Il quadro è perfetto.

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Andrea Giuli
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