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Terni, tagli al trasporto pubblico: il Pd contro il Pd. Dura la Lega

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Terni, tagli al trasporto pubblico: il Pd contro il Pd. Dura la Lega

Andrea Giuli
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TERNI – Il Pd contro il Pd. O meglio, il circolo Trasporti del Pd ternano, per bocca del suo segretario Massimiliano Fiocchi e l’amministrazione comunale dello stesso partito.

Sospensione dei tagli “Il Circolo trasporti Pd di Terni – si legge nella nota del Circolo – esprime il proprio rammarico e contrarietà al taglio del servizio di linea urbano e di quello a chiamata della città di Terni ufficializzato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale e dalla Società Busitalia che dovrebbe aver luogo dal 12 novembre prossimo e chiede con forza un’immediata sospensione di tale decisione, in attesa di un confronto che non attenga ad una sola questione di bilancio che evidentemente non può garantire un’adeguata risposta alle reali esigenze di mobilità cittadina. Siamo consapevoli che committente e gestore del servizio debbano far quadrare i loro conti, ma riteniamo inconciliabili le giuste misure di limitazione con la zona “Zero” e allo stesso tempo tagli al trasporto pubblico che potranno causare solo gravi ricadute in termini di qualità dell’aria e del servizio offerto”.

Le zone colpite da novembre Infatti, continua il comunicato, “molti quartieri della città come Borgo Bovio, Torre Orsina, Collestatte e Polymer a partire dai giorni festivi del mese di novembre saranno completamente privi di collegamenti con le altre zone, mentre a dicembre, nel periodo natalizio, subiranno un drastico ridimensionamento e soprattutto un isolamento totale con via Bramante, dove è la sede Asl2. Per questi motivi chiediamo sia a Busitalia che all’amministrazione comunale di adoperarsi per individuare una soluzione condivisa che non penalizzi i cittadini e che consenta di avviare una volta per tutte il percorso per la definizione del piano urbano della mobilità, evitando che ciclicamente tagli lineari al trasporto pubblico ricadano su cittadini e maestranze”.

Devid Maggiora

Devid Maggiora

Lega Nord Sull’argomento interviene la Lega Nord Terni con Devid Maggiora: “Inaccettabile il taglio del trasporto pubblico locale operato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale. La decisione si pone come l’ennesimo tentativo, privo di ogni logica e programmazione, per cercare di far quadrare i conti dissestati da anni di malgoverno, i cui nefasti effetti ricadranno sulle spalle dei cittadini. Una scelta scellerata, soprattutto tenuto conto dell’approssimarsi delle festività, per cui sarebbe stato, al contrario, necessario fare di tutto per facilitare gli spostamenti dei cittadini. Una scelta inconcepibile, tenuto conto dei ben noti livelli di inquinamento che imporrebbero di puntare sul servizio pubblico, anziché diminuire frequenza e numero delle corse dei bus. Una scelta contraddittoria, per una amministrazione che ha deciso di istituire una estesa “zona zero”. Ma siccome a Terni sembra che i drammi debbano per forza assumere profili di grottesco, ecco che il Circolo Trasporti del PD locale alza i toni contro la decisione presa dall’amministrazione dellonstesso segno. Chiediamo che la decisione sia immediatamente sospesa e sia ripristinato integralmente il servizio di trasporto, scongiurando il rischio di isolamento di vari e popolose zone della città”.

 Yari Lupattelli

Yari Lupattelli

Lupattelli Ma, in qualche modo da sinistra, si fa sentire anche la voce di un cittadino disabile, Yari Lupattelli, piuttosto noto e attivo in città nell’associazionismo e in ambito politico, che, a proposito dei tagli al trasporto per disabili e sulle polemiche legate alla possibile adozione del fondo di rotazione, vuole dire la sua: “Mi ritrovo per l’ennesima volta a dover rispondere ad una pesante critica all’amministrazione comunale, soprattutto esternata da alcuni esponenti locali del M5S e che ho appreso a mezzo stampa. Il consigliere comunale pentastellato, De Luca, sostiene che si verificherebbero di fatto sfaceli con la scelta sbagliata del fondo di rotazione. Ebbene, vorrei dire ricordare a questi detrattori permanenti che molti Comuni italiani si trovano nelle condizioni del Comune di Terni ed hanno già fatto ricorso al fondo stesso, piuttosto che dichiarare il fallimento. Non è semplice, ma l’arrivo di un commissario prefettizio adotterebbe misure ancora più diffuse e draconiane. Poùnsegnatamente, però, mi interessa sottolineare alcune cose sui tagli al trasporto scolastico e alla chiamata per i disabili di chi si parla. Purtroppo, il periodo delle vacche grasse è finito, troppo facile sbraitare. Vorrei però anche muovere qualche critica all’amministrazione comunale che forse non ha avuto abbastanza coraggio, quando era in tempo per farlo, per estendere una maggiore compartecipazione economica delle famiglie e dei cittadini interessati al servizio di trasporto a chiamata, cosa che oggi avviene solo per il trasporto ai Centri diurni. Non vedrei difficoltà nel chiedere un sostegno alle famiglie. L’assistenzialismo diffuso non è più possibile. Per quanto attiene al trasporto scolastico i bambini della scuola Carducci dovevano, purtroppo, essere necessariamente spostati, per problemi strutturali dell’edificio e anche qui l’amministrazione doveva chiedere una compartecipazione maggiore ai genitori. Non è più il tempo di temere scelte impopolari. Infine, in riferimento all’intervento recente del senatore Lucidi sul fondo di rotazione, voglio dire che se se c’e dialogo e collaborazione tra diversi enti non c’è nulla di male e dunque se l’Anci propone degli emendamenti che valgano per tutti gli enti in difficoltà, Terni compresa, non vedo lo scandalo. Mi rendo conto che il mestiere dell’opposizione è fin troppo semplice per certi aspetti, ma io mi chiedo perché il M5S che invoca con tanta semplicità l’arrivo del commissario a Terni, non chiede altrettanto per il Comune di Roma il cui bilancio è stato recentemente bocciato dagli organismi deputati? Faccio allora un ulteriore invito alla nostra amministrazione ad andare avanti con sicurezza e senza mal di pancia verso l’adozione del fondo di rotazione, per quanto doloroso e auspico che la cittadinanza possa comprendere, anche se so che non è facile, che il fondo di rotazione è una misura che non ha colore e che adotterebbe qualunque primo cittadino che vuole bene alla propria città”.

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Andrea Giuli
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