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Terni, sul futuro di Asm la ricetta di Narciso e le sferzate di Cecconi

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Terni, sul futuro di Asm la ricetta di Narciso e le sferzate di Cecconi

Andrea Giuli
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TERNI – Appena approvato in consiglio comunale il nuovo piano industriale di Asm, il dibattito prosegue.

Narciso (Pd) “Il tema delle ‘partecipate’ è di grande attualità ed interesse -scrive il consigliere comunale del Pd, Fabio Narciso – perché oltre a coinvolgere tantissimi lavoratori e famiglie, interessa i servizi e lo sviluppo della città per il futuro. L’atto che ho presentato insieme a tutto il gruppo Pd, grazie anche al lavoro fattivo dei sindacati e del management aziendale, ha secondo me consegnato alla società indirizzi importanti nel segno di una politica industriale centrata sul controllo pubblico della società da parte del Comune di Terni. Oggi, questi scenari risultano possibili e premianti, sfruttando i percorsi di aggregazioni tra società pubbliche incentivati dalla normativa “Madia”. Il risultato chiaro che è emerso dal percorso è che Asm è completamente fuori dal piano di riequilibrio economico del Comune di Terni. Penso che il percorso più idoneo per potenziare la società e valorizzare le professionalità sia quello proposto dall’atto in questione e non la proposta di fantomatiche società in house. Sono favorevole ad aggregazioni di società pubbliche territoriali che contribuiscono ad aumentare la massa critica di utenze necessarie. Non sono favorevole ad aggregazioni, come propone qualcuno, che porti le decisioni lontano da Terni. L’Asm è un patrimonio di questa città e qui deve rimanere il suo livello decisionale. Mi sembra oltremodo strumentale e privo di fondamento riportare notizie che parlano della vendita della società per il 40% delle quote. Di certo non è assolutamente questa l’interpretazione di “verificando anche la possibilità di alienazioni nelle forme più idonee al rafforzamento dell’azienda e delle business unit”. Dandone una interpretazione autentica come estensore dell’atto, tale dizione si riferisce esclusivamente allo spirito delle aggregazioni pubbliche nel decreto Madia. Penso che sia utile effettuare una attenta valutazione sulla possibilità di poter cedere la sola rete del gas, potenziando con le risorse tutto il resto. Sono invece molto contento che anche parte dell’opposizione ha affermato in sede di dibattito consiliare che il 95% dell’atto d’indirizzo del Pd fosse “pienamente condivisibile” è questa una dimostrazione di maturità. E’ ora di scendere nel merito delle questioni: piano ambientale, piano energetico digitale, sviluppo eco sostenibile in un ottica smart city, possibilità di fibra e di ultra velocità internet, proprietà pubblica della rete. Per tutto questo potenziale, ancora in parte inespresso, è necessario ragionare senza pregiudizi sulle politiche di rafforzamento concrete della società”.

Cecconi (FdI) “Le contraddittorie risposte dell’assessore Bucari – si legge in una nota del capogruppo comunale di FdI, Marco Cecconi – all’atto di indirizzo con il quale ho chiesto che la pubblica illuminazione non venga sottratta all’Asm, confermano il pressapochismo di una gestione che rischia di abbandonare l’azienda alla deriva della svendita. Da un lato la giunta insiste in un percorso di esternalizzazione del servizio, dall’altro, nel piano aziendale dell’Asm presentato dalla stessa giunta, la pubblica illuminazione continua ad essere ricompreso giustamente nel core business della multiservizi. Nel mezzo, un pasticciaccio di nuove imprese create ad hoc da ex notabili del partito democratico (e relativo cerchio magico), proprio per aggiudicarsi questa fetta della torta-Asm. Se questo è il percorso che dovrebbe portare all’ingresso di privati nella compagine azionaria dell’azienda, i motivi di preoccupazione sono troppi. Non si vende un gioiello di famiglia quando alle porte ci sono i debitori e cioè quando lo stato di predissesto di palazzo Spada comporta un disperato bisogno di liquidità. E non si vende un bene con la prospettiva di ricavarne il prezzo più giusto, dopo che si è fatto di tutto per svalutare questo bene, sottraendogli pezzi su pezzi a vantaggio di qualche altra partecipata, carrozzoni di partito fallimentari e costosissimi. Oltretutto, sempre a proposito di debiti, quelli che il Comune ha accumulato in questi anni nei confronti dell’Asm ammontano a milioni e milioni di euro. Palazzo Spada saldi i propri debiti con l’Asm; provveda ad incrementare al massimo il valore dell’azienda, implementandone i servizi”.

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