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Terni, stretta sulle case popolari: “Prima i residenti”. Gentiletti attacca

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Terni, stretta sulle case popolari: “Prima i residenti”. Gentiletti attacca

Redazione politica
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TERNI – Monta la polemica di nuovo sul fronte delle case popolari. L’assessore delegato Marco Celestino Cecconi in una conferenza stampa ha segnato la propria linea sulla questione, che poi è quella iniziata l’anno scorso dai banchi dell’opposizione ma che ovviamente dalla maggioranza assume un altro valore: più case agli italiani, meno agli stranieri. Cecconi parla chiaro: “In generale saranno introdotte regole più chiare e trasparenti, maggiori controlli e più garanzie. Le case vanno date prima a chi ha effettivamente bisogno e a chi ha deciso di mettere su famiglia a Terni. Quindi ci sarà un punteggio maggiore per chi risiede a Terni da almeno 15 anni”. Ovvero cinque anni in più rispetto al passato, rispetto al precedente atto di indirizzo che l’allora consigliere di opposizione presentò: una mossa che taglia fuori tutta una fetta di popolazione residente”.

Bando. Cecconi prende le mosse dall’ultimo bando: “Gli uffici comunali della direzione Servizi Sociali – ha detto – ricevuto circa 550 domande rispetto a una disponibilità di 80 alloggi da assegnare. Tra queste 550 domande, circa 300 sono di cittadini stranieri, quindi ben oltre lka metà. E nel Comune di Terni i cittadini stranieri residenti sono il 12% della popolazione. La commissione assegnazione alloggi si è riunita tre volte dall’inizio del 2018. Al termine delle istruttorie sono stati assegnati 23 alloggi, 12 dei quali a cittadini stranieri”

Obbligo Cecconi punta a diversi cambiamenti: l’obbligo di comunicare pubblicamente il nome e il cognome di tutti gli assegnatari – per quanto riguarda il protocollo per il rilascio della idoneità abitativa, le norme relative agli stranieri ma anche per i proprietari si faranno molto pià stringenti: vengono introdotti criteri che si basano sulla stabilità; della durata contrattuale e sui rapporti con la pubblica amministrazione, il regolare pagamento della Tari e di altre imposte/tributi comunali sia da parte dei proprietari che dei conduttor. Elementi che saranno costantemente verificati dal Comune prima del rilascio del certificato. Inoltre, viene introdotta una norma che permette al Comune di chiedere autorizzazione in caso di aumento dei residenti per via del ricongiungimento familiare. Inoltre Cecconi ha affermato che il comune sarà capofila per chiedere il cambiamento della legge regionale: “La Regione – ha ricordato Cecconi – ha introdotto il criterio di accesso alle graduatorie relativo alla residenza anagrafica o attività; lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell’ambito territoriale regionale da almeno 5 anni consecutivi. In tal modo i residenti nei piccoli Comuni dell’Umbria possono in teoria presentare domanda per l’assegnazione di alloggi nei Comuni più grandi, Perugia e Terni, ad esempio, penalizzando i residenti”. Inoltre secondo Cecconi è indispnsabile la certificazione di non avere proprietà da parte di cittadini comunitari e non anche che si trovino su territori esteri e anche da parte di cittadini comunitari e extra comunitari e non solo in Italia”.

Gentiletti attacca. A Cecconi risponde il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti: “La proposta di modifica del regolamento per gli alloggi popolari è l’ennesima prova che alla destra di governo non interessa tutelare prima i ternani ma solo rendere inospitale la città.  Il motivo è semplice: se gli alloggi non sono sufficienti è perché l’amministrazione non intende investire su un piano di riqualificazione dell’edilizia popolare né intende prevedere il fondo di emergenza più volte richiesto. La matematica inoltre non è una opinione.  Se su cinquecento richieste gli alloggi disponibili sono 81 e gli stranieri a richiederli sono poco pià della metà, è di tutta evidenza che il fenomeno migratorio non c’entra nulla.  Insomma siamo davanti all’ennesimo specchietto per coloro che la maggioranza considera allodole, ma non lo sono, ovvero i ternani. Inoltre da notare che mentre se un consigliere comunale che non ha pagato i tributi può regolarizzare la sua posizione e restare in carica, chi ha bisogno di un alloggio popolare – secondo il regolamento – non potrà farlo. Insomma tutti gli animali sono uguali ma alcuni più degli altri.  Fin quando continueranno ad abusare della nostra pazienza?”.

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