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Terni, strade e manutenzione: “Non c’è un euro”. Ed è scontro sui canoni idrici

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Terni, strade e manutenzione: “Non c’è un euro”. Ed è scontro sui canoni idrici

Redazione
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Palazzo Spada

TERNI – La questione della manutenzione delle strade diventa tema caldissimo, anche alla luce del conclamato dissesto del Comune di Terni. A lanciare l’allarme era stato l’assessore Enrico Melasecche che – a dire il vero sin dal primo secondo del suo insediamento –  aveva sottolineato l’assenza di denaro a questo scopo anche per via di mutui accesi e mai utilizzati.

Il consigliere del Pd Filipponi gli risponde: “Il gruppo consigliare del Partito Democratico, in merito alle difficoltà riportate da note stampa sulla disponibilità modesta di risorse per le manutenzioni, intende contribuire alla discussione ricordando il protocollo con la Regione Umbria per le risorse derivanti dalla legge 3 del 2016, ovvero sull’uso dei canoni idrici. Da quanto ci risulta ci sarebbero difficoltà legate alla progettazione, alla spesa, ed alla rendicontazione delle risorse legate ai canoni idrici per diverse centinaia di migliaia di euro spendibili per l’assetto del territorio. E’ opportuno quindi individuare le migliori soluzioni per poter progettare, spendere e rendicontare interventi sulla base di queste risorse utilizzabili anche per le manutenzioni necessarie”.

La replica Melasecche replica: “Non solo, non esiste un solo euro utilizzabile immediatamente per le manutenzioni stradali nonostante ci siano mutui contratti dal 2014 e mai utilizzati in quattro anni dalla giunta Di Girolamo, il che prova, se mai ce ne fosse bisogno, il livello di efficienza di chi ci ha preceduti. Esistono anche somme abbastanza risibili erogati dalla Regione per le strade dai c.d. “canoni idrici”, cioè le somme che la Regione incassa dalla ERG per l’utilizzo del Velino e del Lago di Piediluco per produrre energia elettrica a Galleto ma non solo. Quanto ai canoni idrici, si tratta di meno di 400 mila euro che, visto lo stato delle strade, costituiscono una briciola rispetto  alle reali necessità; inoltre il dissesto finanziario, eredità della consiliatura in cui era già capogruppo ci impedisce al momento di utilizzarli, salvo effettuare una complicata variazione di bilancio a cui stiamo lavorando da tempo per la quale occorrono numerosi passaggi fino al consiglio comunale, per cui sarà possibile effettuare la gara non prima di ottobre”.

L’attacco Poi va all’attacco della Regione: “Noi intendiamo mantener fede alle promesse fatte in campagna elettorale e chiediamo a gran voce alla Regione, governata per ora dal Pd, di retrocederci tutti i milioni sottratti a Terni in questi anni, con il beneplacito del partito ternano, per lo sfruttamento del Velino e del Lago di Piediluco come bacino idroelettrico. Si tratta di almeno 30/40 milioni incassati dalla privatizzazione ad oggi per nostro conto.

La Regione viceversa negli ultimi cinque anni è scappata da Terni, ha distrutto l’ATC, fatto fallire l’ISRIM e licenziato i dipendenti, liquidato Umbria Innovazione, il Consorzio Aree Industriali e l’ICSIM, tiene a bagnomaria un inutile BIC, ha ridotto i propri uffici a Terni a fantasmi, dimezzato il Polo Universitario, altrettanti milioni risparmia quindi per il minor impegno. Ma succhia il sangue della città trattenendo gli introiti che paga la ERG e che rivendichiamo con orgoglio per fare strade, piste ciclabili, bonifiche, sviluppo, politiche sociali, nuova occupazione. Una battaglia sacrosanta che intendiamo riprendere dopo quelle fatte con Ciaurro perché la Regione riconosca a Terni la totalità di quei “canoni idrici” di nostra spettanza lasciando che siano i ternani a decidere cosa farci e non vincolandoci con una burocrazia asfissiante in bandi e sottobandi per farci perdere tempo prezioso da dedicare alla ripresa. Apriamo la “Vertenza Terni/Regione” per reclamare le nostre risorse ed un ruolo non più subalterno, che danneggia i nostri interessi, marginalizza Terni e il suo territorio”.

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