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Terni, spiragli per la vertenza ‘InViaggi’: possibili meno esuberi e più investimenti

Stamattina l'incontro tra azienda, dirigenti regionali, rappresentanti aziendali e sindacati presso gli uffici ternani della Regione. Il Gruppo ha presentato una bozza di piano industriale di rilancio

TERNI – Con cautela e (assai) moderato ottimismo, ma sulla vertenza della InViaggi sembra proprio che si vede più di qualche luce. Insomma, da una situazione che stava rapidamente precipitando, si aprirebbe ora qualche spiraglio concreto per salvare il salvabile. Anzi, rilanciando l’azienda, seppur con dei sacrifici.

Spiragli, il piano industriale E’ questo l’esito sostanziale dell’incontro tenutosi stamattina negli uffici ternani della Regione, presso l’ex Centro multimediale, tra i rappresentanti aziendali, i dirigenti della Regione e i sindacati. L’azienda cioè si è presentata con una sorta di bozza di piano industriale di 40 pagine, con su scritti dei numeri e in cui si impegna a ridisegnare il Gruppo, attraverso una serie di investimenti nel triennio 2017-2019 (si parla circa di 1,5 milioni di euro), di sviluppi tecnologici on line e, soprattutto, con la concreta possibilità di ridurre sensibilmente il numero degli esuberi alla metà circa degli attuali dipendenti, forse qualcosa di più. Insomma, meno dei 35 licenziamenti annunciati su 44 dipendenti attuali. Non solo. I manager hanno riconosciuto la centralità del tavolo regionale, tanto che le parti si sono aggiornate – per un ulteriore approfondimento – al prossimo 2 novembre, sempre presso gli uffici ternani della Regione.

Slitta il licenziamento Nel pomeriggio di oggi, 25 ottobre, inoltre, sindacati e azienda dovrebbero siglare un accordo in cui si proroga (secondo la legge) di 30 giorni la procedura di licenziamento collettivo, che, dunque, slitta di un mese. In queste settimane, perciò, non solo si tenterà di gestire nella maniera più indolore possibile la fase, con permessi e ferie, ma, in base agli impegni e alle carte presentate stamattina dall’azienda, è probabile che i licenziamenti da affrontare – i sindacati hanno chiesto all’azienda modalità di accompagnamento alla fuoriuscita e alla Regione un supporto formativo – saranno di meno.

La situazione ad oggi La crisi dello storico tour operator ternano che opera nel territorio da oltre 35 anni è cominciata negli ultimi 3-4 anni, per una serie di ragioni. I 44 dipendenti rimasti sono da due anni in cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione societaria, cassa che termina il prossimo 31 ottobre. L’azienda, nel precedente incontro di settembre scorso, aveva annunciato l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo per 35 lavoratori, a partire dal 3 novembre 2016. Nei primi mesi di quest’anno, conclamata una situazione di difficoltà progressiva del tour operator, avevano acquisito il 52% della società tre soggetti diversi e operanti nel settore (Uappala, Promoviaggi e Alessandro Notari) riuniti sotto la sigla Lot, mentre il 48% era rimasto al fondatore di InViaggi, Renato Martellotti. I nuovi azionisti, da quanto risulta, avevano stanziato 500 mila euro che, però, non sono probabilmente bastati a far ripartire il Gruppo.

 

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Andrea Giuli
Redattore

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