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Terni, predissesto in Comune: sindacati e forze produttive bocciano la stangata Imu e Tasi per proprietari, negozi e capannoni

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Terni, predissesto in Comune: sindacati e forze produttive bocciano la stangata Imu e Tasi per proprietari, negozi e capannoni

Andrea Giuli
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TERNI – Una gragnuola di no e di scenari cupi per le categorie produttive della Conca. Seppure con diverse sfumature e con toni misurati. Ma la sostanza resta e, forse, l’amministrazione comunale lo aveva messo nel conto.

La stangata L’audizione nella competente commissione consiliare di palazzo Spada dei sindacati e delle categoria produttive (artigiani, imprese, commercianti, industriali), nella mattinata di mercoledì, in merito alle decisioni della Giunta comunale di arginare il dissesto economico dell’ente con la richiesta di accesso al fondo di rotazione governativo, basato sul rialzomal massimo delle aliquote dell’Imu e della Tasi per seconde  e terze case, attività commerciali, produttive, capannoni e aree edificabili.

Salvati (Confapi): “Quello che abbiamo letto certo non ci rende felici. Il sistema delle pmi è in crisi, non vediamo la ripresa che si dipinge se non timidissimi segnali. Tutto ciò che aggrava la tassazione per noi è negativo. Penso sia ora di fare chiarezza sulla situazione reale di questo Comune. Certo, noi non ci aspettiamo un ulteriore aggravio di tasse e non ne abbiamo bisogno. Anzi, ci aspettavamo alcune agevolazioni. Così non si può andare avanti. Le imprese ternane non sono quelle perugine, ci sono altre caratteristiche ed altre esigenze. Vorremmo un po’ più di decoro di questa zona industriale: controllo, igiene e ordine. Alcune situazioni certo non fanno ben figurare quando da fuori Terni arrivano nostri clienti”.

Lupi (Confcommercio): “Certamente ci saremmo aspettati di essere convocati prima e meglio, così rischia di essere una mera presa d’atto. Come Confcommercio stigmatizziamo anzitutto è la mancanza di una concertazione vera, affinché le categoria potessero dare una loro visione prima e con sostanzialmente a cose fatte. Siamo dunque statimprivati della,possibilità di dare un nostro contributo ad un assunto dell’amministrazione. Quindi facciamo uno sforzo qui e ora. La situazione data non ci piace. Non piace ai nostri iscritti e non piace essere ancora una volta tartassati. Ci troviamo di fronte ad un documento comunale meramente ragionieristico, senza visione complessiva. Potremmo anche fare ulteriori sforzi, ma non con questi metodi. Il provvedimento del Comune ci penalizza e non si è parlato con noi di investimenti sul territorio, di Area complessa, di piano della mobilità e delle infrastrutture. Questa manovra incide pesantemente su tutto un settore economico già vessato e trascurato. Una manovra iniqua. Noi pensiamo di poter dare un contributo nella rimodulazione della Tari, per il comparto turistico per esempio”.

Franceschini (Confartigianato): “Avremmo preferito anche noi una concertazione preliminare. Ma tant’è. L’aumento dell’Imu sugli immobili di categoria D, con un aumento del 30%. Ma il meccanismo non è chiaro. Come vengono fatti i conti dall’amministrazione? Sono preoccupato. Condanno questa manovra che va ad uccidera una pur velata ripresa economica di questa città, compresi gli incrementi Imu su seconde case, spezzandomle va be al settore edilizio già provato. La riduzione Tari è un contentino di cui beneficia il conduttore non il proprietario dell’immobile. E poi quali sono gli elementi concreti che fanno prevedere al Comune di far durare questo piano un solo anno?”. img_6047

Stellati (Confesercenti): “Abbiamo già espresso le nostre perplessità. Non è chiaro nel documento comunale che è quinquennale come facciamo a rientrare, secondo il Comune, nell’arco di un anno. Se non concordiamo una linea comune, rischiamo una sorta di lotta sociale e di vanificare gli sforzi fatti. Allo stato attuale, con gli elementi che abbiamo, non ce la sentiamo di approvare con leggerezza una manovra di questo tipo”.

Meucci (Confindustria): “Noi comprendiamo la necessità dell’amministrazione, ma non ne condividiamo le finalità e le scelte. Non condividiamo l’impianto e siamo disponibili ad aprire un confronto con l’amministrazione per cercare di uscire dall’empasse. Con questa manovra il 64% delle attività produttive si caricherà degli oneri previsti. Una scelta così importante andrebbe condivisa e metabolizzata. La Tari non può essere vista come una compensazione. La commissione non è la sede per entrare nel merito tecnico e numerico, ma noi siamo disponibili al confronto”.

Venturi (Uil): “Abbiamo le idee molto chiare sulle cause e le responsabilità di tale situazione. Ma ora è più importante capire così si può fare. Abbiamo per primi sollevato il tema delle conseguenze del dissesto finanziario del Comune e pensiamo che sia anche doveroso evitare, oltre al dissesto, il fondo di rotazione. Noi non crediamo che sia possibile uscire da tale situazione in un anno. Va fatto ogni sforzo per evitare il fondo di rotazione, si cerchi una soluzione politica”.

Romanelli (Cgil): “Ripetiamo che consideriamo tale manovra sbagliata, alla quale non possiamo dare il nostro assenso. Un piano di riequilibrio pluriennale non può non tenere conto della situazione complessiva in cui vive la comunità che lo subisce e deve avere una visione prospettica che non penalizzi elementi di novità. Il Comune è stato piuttosto distratto in relazione alle implicazioni dell’Area di crisi complessa, così come oggi vediamo su tale strumento conversioni con tripli salti carpiati. Ma su questo terreno l’amministrazione comunale deve svolgere un ruolo protagoniste. E ciò non mi pare. Interessante ritengo la proposta di Lupi di un percorso comune. Nel merito, mi sembra che se c’è crisi non si possa rispondere solo con una mera iniziativa strumentale. Noi pensiamo che poteva essere possibile un altro percorso, altre strade per recuperare i debiti. Non c’è stato confronto e questo è quello a cui ci troviamo oggi di fronte. Una posizione estremamente chiusa da parte del Comune che approverà il tutto”.

De Piccoli (Cisl): “Sono d’accordo con ciò che hanno finora detto la Uil e la Cgil”. Conciso, essenziale.

Silenzi e rassegnazione La palla alla Giunta e alla maggioranza. Ma la partita sembra (quasi) chiusa. Mercoledì pomeriggio, infatti, a meno di clamorose quanto improbabili sorprese, il consiglio comunale approverà a maggioranza l’aggiornamento del piano di riequilibrio basato sul fondo di rotazione e sull’aumento fiscale. Nel frattempo – non si può non notare, anche come mero dato di cronaca – neanche il minimo canonico in una democrazia dialettica e normale si è visto finora. Si alzano dolorosamente (inevitabilmente?) le tasse per precise categorie e fasce di cittadinanza. E neppure un sussulto, una manifestazioncina, uno striscioncino, una protestina da parte di chi avrà il portafoglio alleggerito. Ha ragione, pertanto, chi alza le tasse. Auguri.

 

 

 

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Andrea Giuli
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