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Terni, dibattito accesso sul Palasport: “Troppe beghe, fate presto”

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Terni, dibattito accesso sul Palasport: “Troppe beghe, fate presto”

Redazione
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TERNI – Si accende nuovamente il dibattito sul palasport. Mentre la Giunta Latini deve fare i conti con due progetti separati e le beghe interne che coinvolgono due assessori, da più parti arriva la richiesta perchè la struttura si faccia, vista l’importanza vitale per lo sviluppo di Terni. Ne aveva parlato il presidente del Coni Lupi, che senza prendere posizioni aveva auspicato lo sblocco della vicenda e  adesso da più parti, dal mondo politico e sportivo, arrivano prese di posizione.

Centro di coordinamento Ternana Club. Sul fronte sportivo, si registra la presa di posizione di Luciano Faustini, presidente del centro di coordinamento Ternana Clubs, che si schiera nettamente a favore del progetto di Melasecche al Foro Boario: “Qualcuno ostacola la realizzazione del Palazzetto dello Sport che potrebbe partire con un progetto approvato anche fra 3 mesi– scrive su facebook –   Il fatto che venga proposto di realizzarlo nell’area della Polveriera questa cosa non è fattibile; è un’area vincolata e stanno usando questo solo una perdita di tempo per depistare la realizzazione imminente presso l’area già predisposta  Terni perderà l’occasione ancora una volta di essere pari a Perugia e a Foligno che hanno il palazzetto da circa 30 anni. Sarebbe tutto pronto ma c’è chi ostacola non si capisce il perché siete vergognosi scandalosi senza ritegno”.

Pastura. Interviene Rossano Pastura, segretario del Psi: “Una vicenda, quella del Palasport, che sta assumendo contorni paradossali, che sfiorano il ridicolo, certificando per l’ennesima volta – dicono i socialisti – le carenze progettuali e l’incapacità da dilettanti allo sbaraglio della Giunta e della maggioranza a trazione leghista, capace solo di misure coercitive verso gli “ultimi” e di prove di forza, motivate da spirito di vendetta contro associazioni socio-culturali che fino ad oggi sono stati un elemento fondamentale della nostra città. La questione legata alla realizzazione del Palasport – non fa altro che confermare l’esistenza di una lotta interna tra assessori, che mostra il pressapochismo e la faziosità di alcuni di loro, elemento nettamente negativo per un’amministrazione pubblica!. Vorremmo ricordare che per il Palasport c’è stato un regolare bando della precedente amministrazione, a seguito del quale è pervenuta l’offerta di un’importante azienda italiana di costruzioni che è in attesa, da troppo tempo, di una risposta» precisano i socialisti.

Fondazione “All’offerta della SALC, regolarmente protocollata- proseguono-  si è aggiunta la manifestazione di interesse della Fondazione CARIT a contribuire alla sua realizzazione. Ma mentre l’assessore competente Melasecche sta lentamente portando avanti l’iter procedurale, ecco che altri tre assessori contattano un altro imprenditore (amico?) chiedendogli di presentare un altro progetto da realizzare in altro sito (Maratta). Scoperta la scellerata mossa è scoppiata la bagarre interna. Come rappresentanti di un partito politico ma soprattutto come cittadini, non possiamo che condannare fermamente questo modo di fare che danneggia gravemente la città. Terni – sottolineano – è in attesa da troppo tempo di una struttura sportiva che sia da supporto alle tante eccellenze che possiamo vantare in diverse discipline, e bloccare tutto proprio nel momento in cui emergono elementi favorevoli, solo per guerre interne alla giunta, ci sembra indegno da parte di chi dovrebbe pensare solo al bene della comunità”.

Senso Civico. “Basta con questo indegno siparietto che danneggia la città. – dichiara il capogruppo di Senso CivicoAlessandro Gentiletti- sul palazzetto dello sport il sindaco batta un colpo. Seguo da giorni la vicenda relativa alla procedura e alla realizzazione del nuovo palazzetto dello sport. Fino ad ora non sono intervenuto ma adesso è ora di farla finita. L’ennesima rissa in giunta fra gli assessori competenti per dimostrare chi comanda, vista l ‘assenza del sindaco, ha assunto ormai i tratti del grottesco. (…) Chiediamo rispetto delle procedure amministrative in corso che non sono di competenza della politica ma dei tecnici comunali, in particolare riteniamo che la commissione esaminatrice e il rup vadano lasciati lavorare serenamente nell’ambito della normativa vigente e delle regole della pubblica amministrazione. È ora che il sindaco di Terni intervenga e dica qualcosa. Se ci sei, batti un colpo. Se non riapparirà chiederò al presidente del consiglio comunale di convocare il consiglio”

Unione Civica. Interviene l’Unione Civica per Terni, schierata che definisce ‘cattedrale nel deserto il progetto dell’assessore Dominici: ” Questa scelta folle, così lontana dalla logica, così vecchia da far pensare a scelte urbanistiche che negli USA hanno abbandonato per disperazione 40 anni fa, qualche pregio ce lo dovrà pur avere, ci siamo detti, ma quale? Non è l’economicità, perché a Maratta le infrastrutture sarebbero da realizzare tout court. Non è la velocità di realizzazione, perché stiamo parlando di terreni demaniali, tempi ipotizzabili: 10-15 anni, quando di Terni non saranno rimaste che le macerie. Non è la fruibilità: un palazzetto a 5 km dal centro vivrebbe solo 1 giorno alla settimana. Non è il valore aggiunto per la città, perché il mattatoio resterebbe dov’è ancora per altri anni, compresi i tetti di Eternit, la puzza e le grida disperate. Perché il degrado di quell’area resterebbe immutato. Perché un’area a vocazione sportiva, già in parte realizzata, rimarrebbe monca per sempre. Non è la sostenibilità economica, perché un privato che realizzasse una cattedrale nel deserto non potrebbe fare utili con altre attività come quelle commerciali. E come è nella logica del mercato, chi non fa utili chiude. Poi abbiamo avuto un pensiero semplice e lineare (perché non amiamo la dietrologia e la logica del sospetto): che l’unica forza motrice sia il livore? L’astio a cui certuni (e non tutti, grazie al cielo), calpestando gli interessi delle città, e accecati dall’irrazionale voglia di rivalsa, asservono i loro progetti? Il palazzetto dello sport al Foro Boario è un’idea dei nemici e quindi va azzerata? Guelfi contro Ghibellini? Lo scontro per lo scontro? Vincere lasciando solo macerie? Una città civile e moderna si riconosce dalla continuità che le varie amministrazioni che si succedono, nel rispetto dell’alternanza democratica, sanno dare al progetto condiviso dalla città intera.Noi tifiamo Terni, sempre e comunque”.

Andrea Fabi. Il professor Andrea Fabi sottolinea la necessità di intervenire in fretta: “Sono circa trenta anni – scrive – che la città è in spasmodica attesa di un tale impianto.  Il capoluogo di regione ne è dotato da oltre 35 anni e proprio in questi giorni l’amministrazione Romizi sta deliberando un’operazione di restyling per rendere la struttura sempre più adeguata alle esigenze del territorio perugino, con una spesa programmata di oltre 1,6 milioni di euro. Anche questo settore Terni è stata sempre cenerentola per ragioni di sudditanza politico istituzionale, ma anche per assenza di una visione complessiva delle esigenze vere di una città di oltre 110mila abitanti. In queste settimane, dopo l’avvento della nuova amministrazione che governa la città, il tema Palasport è ritornato prepotentemente all’ordine del giorno con la concreta possibilità di rendere possibile, in tempi relativamente brevi, questa struttura attraverso la conclusione di un bando di gara, predisposto dalla precedente amministrazione, che prevede la realizzazione della struttura nell’area del foro boario nei pressi dello stadio Libero Liberati. Avendo passato la mia intera vita nel mondo dello sport come praticante ed insegnate ho letto queste notizie con l’entusiasmo di chi può finalmente vedere realizzata un’opera fondamentale nell’interesse di tutti i cittadini”.

Proposta Fabi nella lunga nota, parla di essersi confrontato con altri addetti ai lavori e aver valutato che la proposta di Melasecche si la sola fattibile: “Il terreno della ex Polveriera a Maratta – spiega – è decentrato rispetto alla città e soprattutto sottoposto, da quanto risulta, a un vincolo da parte della sovraintendenza oltre ad essere di proprietà del ministero della difesa. Tutto questo considerando i tempi per la concessione, la bonifica, il superamento del vincolo, gli studi fattibilità, la preparazione di un nuovo bando europeo dovremmo aspettare almeno altri venti anni”.

 

 

 

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