CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Terni, sfollati di via degli Arroni fuori anche dall’hotel: “Abbandonati da tutti” (Video)

Video Attualità Terni La Notizia Quotidiana TV

Terni, sfollati di via degli Arroni fuori anche dall’hotel: “Abbandonati da tutti” (Video)

Redazione
Condividi

TERNI – Dalle 11 di mercoledì 8 gennaio cinque dei sei sfollati dalla palazzina di via degli Arroni, dove l’esplosione di una bombola ha devastato un intero piano, sono in mezzo ad una strada. Sono scadute infatti le 48 ore di permanenza all’interno del Class Hotel concesse per il periodo di emergenza (nell’immediatezza, il 29 dicembre erano stati portati al Garden sempre a spese del Comune) e per adesso non è stata trovata una soluzione alternativa. Si tratta di una donna col suo cane, una ragazza (quella che per scampare alla morte si era gettata dal tetto), un uomo di 87 anni (“nonno Giulio”, come lo chiamano) e una coppia nella quale la ragazza è incinta al quinto mese, quella che nei giorni scorsi sembrava erroneamente aver trovato una sistemazione ‘offerta’. La sesta persona coinvolta è invece andata a vivere a casa della madre.

Nessuno molla: si trovano infatti di presidio, con tanto di valigie, davanti al Class Hotel: “Non ce ne andremo da qui fino a quando non sarà trovata una soluzione. Non tanto per noi, che alla fine qualche notte in macchina la passiamo e prima o poi una casa la troviamo, quanto per Nonno Giulio”. Che è solo ed al quale stanno provvedendo gli stessi sfollati che oggi gli hanno pagato il pranzo (una di loro, la donna col cane, è disoccupata e percepisce il reddito di cittadinanza) e continueranno a prendersene cura”.  E specificano:”Non vogliamo nulla gratis, cerchiamo una soluzione temporanea, che siamo disposti a pagare”

Colpisce la dignità di queste persone, che nonostante le rispettive situazioni di difficoltà – le case sono sequestrate e per ora non possono recuperare nemmeno ciò che si è salvato – stanno affrontando un disagio a testa alta, preoccupandosi prima di tutto del più anziano di loro: “Se il Comune non è in grado di gestire sei persone, che farebbe in caso di terremoto?”.

San Martino. I tentativi di trovare una soluzione abitativa sono sinora andati a vuoto: “Ci avevano proposto gli alloggi dell’emergenza freddo, ma alle 7 del mattino avremmo dovuto lasciare la casa, per rientrare alle 20”. Francesco Venturini, presidente dell’associazione San Martino che gestisce le opere segno della Caritas però dice: “Avevamo avuto un primo contatto tramite il comune per la coppia la cui ragazza è in cinta ed avevamo messo a disposizione la casa, ma poi quando abbiamo saputo che la cosa si era risolta, non ci siamo più preoccupati. Ci sono alcuni appartamenti, si potrebbe organizzare un incontro e vedere cosa si riesce a fare”.

Il sindaco Il primo cittadino Latini spiega: “Stiamo sentendo i servizi sociali, stiamo facendo tutto il possibile nell’ambito della normativa. Purtroppo  a meno che non si evidenzi un conclamato disagio sociale in grado di far scattare le relative cautele, il Comune non è nella possibilità di impegnarsi in altre spese”. Ma come gli stessi residenti dicono, non vogliono nulla gratis, solo un tetto dove poter stare, a pagamento, per un tempo limite.

Video interviste agli sfollati

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere