domenica 24 Ottobre 2021 - 10:45
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Terni, segregano in casa tre connazionali e le fanno prostituire: moldavi in manette

I due uomini avevano convinto le giovani, in difficoltà economiche a venire in Italia, con la promessa di un lavoro

TERNI – Il refrain è purtroppo di quelli già sentiti più spesso ma si inserisce in un contesto, quello europeo, che non ci si aspetterebbe. Perchè di solito, quando si parla di giovani che vengono convinte a venire in Italia con la promessa di un lavoro e poi finiscono in strada si pensa generalmente alle africane. Le vittime in questo caso sono moldave, tre ragazze giovanissime di 22 e 23 anni.  Il paese della ex Unione Sovietica è infatti il più povero del Continente e le tre ragazze, madri di figli piccolissime erano state convinte dagli amici connazionali a venire in Italia per migliorare la vita.

Ed invece si sono ritrovate chiuse dentro un appartamento di Terni  in via Lungonera: è lì che i militari del Nor dei Carabinieri le hanno trovate dopo aver fatto irruzione a seguito di movimenti sospetti di uomini. Alla vista dei militari le donne si sono sentite “in salvo” ed hanno immediatamente denunciato la loro condizione di sfruttamento e di segregazione. Insieme a loro nell’appartamento c’era l’aguzzino, un uomo, loro connazionale, ventunenne incensurato che è stato accusato dalle donne di sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione insieme ad un altro connazionale trentunenne, che al momento non era in zona.

La storia. Le donne hanno raccontato di essere arrivate in Italia, per la precisione a Latina, per cercare lavoro in modo da aiutare economicamente le loro famiglie d’origine, lasciando anche i loro figli piccolissimi in patria, e di essere state prelevate dai due connazionali con la promessa di trovare un lavoro. Il tutto si è trasformato in un incubo quando le donne sono state portate a Terni e letteralmente rinchiuse nell’appartamento di Via Lungonera Savoia, dove sono state costrette a prostituirsi e a dare tutto quanto guadagnavano ai loro sfruttatori, ricevendo solo una minima parte del denaro, sotto minaccia di morte e di gravi conseguenze per i loro familiari.

Gli arresti. Il ventunenne è stato arrestato in flagranza per la gestione di una casa di prostituzione, il reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e condotto presso il carcere di Sabbione. L’altro è stato rintracciato a Latina: nei suoi confronti il procuratore di Terni Alberto Liguori ha chiesto la misura cautelare, emessa dal Gip Barbara Di Giovannantonio e così è stato anch’egli recluso, ma nel carcere della città pontina.

Le tre donne sono state invece collocate presso una struttura protetta per evitare qualsiasi tipo di ritorsione da parte del complice dell’arrestato o suoi amici.

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