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Terni, alla scuola Carducci scade la convenzione per il trasporto degli alunni

Cronaca e Attualità

Terni, alla scuola Carducci scade la convenzione per il trasporto degli alunni

Redazione
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TERNI – Si apre un problema per quanto concerne la scuola primaria Carducci di Borgo Rivo. Come è noto da ormai diverso tempo i bambini stanno facendo lezione in alcune classi dell’Ipsia in vista che la scuola venga messa a norma dopo il sisma del 2015. Oggi scade però la convenzione che ha finora permesso agli alunni della scuola primaria appartenente all’istituto comprensivo Giovanni XXIII di usufruire del contributo comunale per il trasporto pubblico necessario a portare i bambini da Borgo Rivo, quartiere della loro scuola, fino all’altro capo della città.

Tempi A gennaio, entro fine mese, come annunciato dall’assessore ai lavori pubblici Melasecche, si apriranno  le buste per l’assegnazione dei lavori che riporteranno la Carducci all’agibilità, ma per tutta la durata dell’intervento (si parla di anni) i bambini continueranno a fare lezione al Pertini. La Cgil quindi chiede di fare chiarezza sul fronte trasporti. “Nel 2017 – dicono- i sono stati interamente a carico del Comune, nel 2018 metà a carico delle istituzioni e metà delle famiglie, ma nel 2019 non si sa che succederà”,

Costi Interviene la segretaria Cgil Terni Valentina Porfidi: “Finora– commenta – l’amministrazione comunale si è fatta carico, almeno in parte, di assorbire i costi del trasporto, anche perché la decisione di spostarsi dalla Carducci non è stata delle famiglie, alle quali anzi la cosa ha causato e causa disagi, ma d’ora in poi nessuno sa che cosa accadrà. Al momento –– da parte del Comune ci sono state promesse di impegni, ma di ufficiale al momento non c’è nulla, e il risultato è che l’anno si apre con le famiglie dei bambini che ancora non sanno né se ci sarà il servizio di trasporto urbano per i bambini della Carducci, né chi dovrà pagarlo. Una situazione devastante anche per l’istituto, le cui iscrizione, anche per questa situazione di grande incertezza, calano drasticamente anno dopo anno, col rischio di ridurre la presenza scolastica nella zona più popolosa della città”.

 

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