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Terni, scontro sul consiglio comunale da remoto. M5S lascia l’aula virtuale, Ferranti: “Tutto nella norma”

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Terni, scontro sul consiglio comunale da remoto. M5S lascia l’aula virtuale, Ferranti: “Tutto nella norma”

Redazione politica
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TERNI – Bagarre a Palazzo Spada. Mercoledì il Movimento 5 Stelle ha abbandonato l’aula virtuale del Consiglio Comunale e si è presentato per un sit in a Palazzo Spada in segno di protesta. Il tutto fa seguito alla lettera inviata dai capigruppo di opposizione al Prefetto Sensi per chiedere il ripristino delle sedute in presenza, visto che la città è ripartita. Si sta discutendo non solo del del Dup, cioè la programmazione per i prossimi anni e del bilancio (in particolare oggi si discuteva del bilancio consuntivo), in una modalità che per legge, non permette  di presentare emendamenti in corso di seduta o di inserire atti all’ordine del giorno in corso di seduta,

Botta  e risposta. Pd, M5S, Senso Civico e Terni Immagina hanno chiesto quindi l’intervento del Prefetto, ma hanno invece ricevuto a stretto giro la replica di Francesco Ferranti, presidente dell’assise di Palazzo Spada. Ferranti ha risposto che “il sistema da remoto legittimato da norme di rango primario tutt’ora vigenti, visto che l’emergenza sanitaria non è ancora finita” e che i sopralluoghi per trovare una sede idonea hanno dato esito negativo. Quanto agli emendamenti, l’esponente azzurro precisa: “Si è applicato il regolamento ordinario del consiglio comunale che prevede gli emendamenti siano presentati non oltre 15 giorni dal deposito del Dup e del bilancio previsionale presso la segreteria generale; va sottolineato come la presentazione di altri atti in corso di seduta non sia fattibile per regolamento di questo consiglio comunale che prevede che le sedute relative i bilanci consuntivo, preventivo e Dup siano riservare esclusivamente alla trattazione di questi argomenti suddetti”.

Colpo di scena. Poi come detto, il colpo di scena: Simonetti, Pococacio e Pasculli ‘staccano la connessione’ e si recano davanti a Palazzo Spada: “Crediamo che non sia possibile affrontare una tematica così complessa e delicata da ‘remoto’ – sostengono – ma soprattutto che la sala del consiglio comunale sia usata per eventi e conferenze stampa con decine di persone e non per consigli comunali e commissioni. Riteniamo che quella da ‘remoto’ sia stata una modalità doverosa durante la fase del lockdown, ma che oggi risulta essere lesiva del mandato attribuito dagli elettori ai componenti del consiglio comunale. Una situazione che desta preoccupazione visto che la prassi di riunire le commissioni ed i consigli da ‘remoto’ nei prossimi giorni costringerà gli eletti a seguire tramite supporto informatico l’iter di approvazione del Dup e del bilancio preventivo”.

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