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Terni, scaricabarile sulle due discariche inquinate di Valle: le lettere di Ministero e Comune

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Terni, scaricabarile sulle due discariche inquinate di Valle: le lettere di Ministero e Comune

Andrea Giuli
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TERNI – Botta e risposta, seppure in parte per interposta persona, tra Ast e Comune di Terni sulle cause in qualche modo prevalenti e originarie dell’inquinamento, ormai assodato in termini di Concentrazione delle soglie di superamento di Nichel, Alluminio, Manganese, Nitriti e Cromo esavalente, dei terreni e delle falde su cui posano la discarica aziendale di Valle e la ex discarica comunale dei rifiuti urbani. Una contaminazione, mediante percolato, che negli ultimi anni ha sciaguratamente coinvolto la nuova galleria del Tescino. E non solo.

La situazione Ebbene, lo scambio di lettere recente tra ministero dell’Ambiente e il dirigente comunale competente appare sintomatico di una situazione di inquinamento ormai urgente e che deve essere concretamente risolta. In effetti, dalla lettura delle due missive si evince che studi sono stati fatti – ma devono essere approfonditi – e che alcune soluzioni sono pronte o in via di elaborazione. Ciò nonostante, il dato che risulta dai documenti è uno stato di profonda e diffusa contaminazione del suolo in quei paraggi la cui causa Ast e palazzo Spada sostanzialmente si rinfacciano.

LA LETTERA DEL MINISTERO E I PARERI DI ARPA E ISPRA

Le mani avanti di Ast e la lettera ministeriale La lettera del ministero dell’Ambiente (Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque), datata alla fine di dicembre scorso e indirizzata ad Ast, Regione, Comune di Terni, Provincia, Arpa Umbria, Usl2, Iss e Ispra, ha come oggetto “Sito di bonifica di interesse nazionale Terni-Papigno, studio idrogeologico dell’area della discarica di località Valle trasmesso da Ast”. Lo studio è quello commissionato in loco dall’azienda di viale Brin ad una società pugliese ed è stato illustrato da Ast agli esponenti del Ministero nel novembre 2016. Nella lettera ministeriale si parla dei “nuovi dati acquisiti mediante la realizzazione di 6 nuovi sondaggi con piezometri”, laddove “si ritiene necessaria l’esecuzione di nuove indagini integrative, attraverso la realizzazione di nuovi 9 piezometri”. Il punto è che, si legge nella lettera, “gli esiti dello studio, in sintesi, riportano che l’origine della contaminazione è da ricondursi all’erea della ex discarica rsu”. Nella missiva, il Ministero, in vista degli interventi a monte della ex discarica che Ast si è impegnata a fare per conto del Comune, richiede pareri in merito ad Arpa e all’Ispra (che si allegano) e all’Ast un piano integrativo di indagine entro 30 giorni.

LA REPLICA DEL COMUNE

La risposta del Comune Quel passaggio della lettera ministeriale che cita lo studio dell’Ast sulle responsabilità delle cause inquinanti in quell’area, non poteva sfuggire all’ufficio competente del Comune che, a firma del dirigente Fattore, risponde con una lettera del 20 gennaio scorso al ministero: “In merito a tale conclusione che deriva da un complesso quadro idrogeologico che si basa sulle risultanze di molteplici studi effettuati nell’area, si precisa che tale affermazione non implica che la responsabilità sia da ricondursi esclusivamente agli abbancamenti effettuati dal Comune negli anni 90″. Il dirigente, dunque, motiva tutto ciò con una serie di argomentazioni che perlomeno prefigurano una responsabilità condivisa, in relazione allo stato di inquinamento di falde e terreni della zona, tra la ex discarica comunale rsu e la discarica Ast di Valle (le due discariche sono nella stessa area). Infine, Fattore fa riferimento ad azioni e strumenti di prevenzione che il Comune ha intenzione di effettuare, così come alla necessità di svolgere ulteriori verifiche nell’area incriminata.

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