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Terni, San Valentino, il vescovo Piemontese: “Amore e protezione in questo tempo di pandemia”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, San Valentino, il vescovo Piemontese: “Amore e protezione in questo tempo di pandemia”

Redazione
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TERNI – Presenze contingentate ma comunque sempre grande partecipazione emotiva per la solennità di San Valentino, celebrata nell’omonima basilica alla presenza delle autorità civili e militari, in prima fila il sindaco di Terni Leonardo Latini. Accanto al vescovo monsignor Giuseppe Piemontese, presenti come concelebranti il cappellano dell’ospedale di Terni padre Angelo Gatto, il vicario monsignor Salvatore Ferdinandi e ad animare liturgicamente, il coro di Giulia della basilica di San Valentino.

L’omelia del Vescovo. Nella sua omelia, il vescovo torna sull’affidamento della città al Patrono per superare le difficoltà della pandemia:  “Parte della passione che ci accompagna dice- la nostra missione è uscire vittoriosi nella lotta contro il male, in qualunque aspetto e in qualunque dimensione esso si mostri e si manifesti: nella malattia, nelle umiliazioni, nelle privazioni, nel peccato e nella morte. Il segreto della vittoria è quello che ci ha insegnato Gesù e che San Valentino ha conosciuto e sperimentato nella sua lunga esistenza fino alla morte: seguire la volontà del Padre, lottare contro il male, coltivare la viva speranza che il male più grande, la morte, non è l’ultima parola. Il segreto che ci insegna Gesù è fare la volontà di Dio e soprattutto l’amore, sentimento potente messo da Dio nel nostro cuore che può scalare ogni montagna e superare ogni ostacolo. Innanzitutto l’amore per Dio, cercato, conosciuto amato e accolto nella nostra vita come sommo bene, secondo la stessa rivelazione che ci ha dato Gesù. Ma anche l’amore per gli uomini tutti, come dice Papa Francesco sulla scia di San Francesco d’Assisi “Fratelli tutti” creati da Dio sue creature, redenti dal sangue di Cristo. L’amore anche che il Signore chiama a condividere nel matrimonio, benedetto nel sacramento del matrimonio, un amore che cresce che diventa un fuoco, un incendio. Chi lo ha scoperto e provato, trova in sé l’esplosione della felicità”.

San Valentino per la città. San Valentino patrono dell’amore ma anche protettore della città, “non per caso”: “E’ per la volontà di Dio che San Valentino è approdato qui a Terni e ha dato la sua testimonianza d’amore a favore della nostra città e della nostra chiesa. E San Valentino da qui rinnova a tutti noi la testimonianza della strada vera dell’amore, per i bambini, per i giovani, gli adulti, gli anziani, i poveri. Ecco noi siamo venuti qui in pellegrinaggio celebriamo l’Eucaristia e sperimentiamo il sacrificio di Gesù, insieme al sacrificio di Valentino, ponendo sull’altare tutti i nostri sacrifici e preghiere, quelli che ognuno sperimenta nella sua esistenza, nella sua comunità, nella sua professione, nella sua missione, perché siano carichi di amore”

Niente feste ma… Il presule ricorda come nonostante l’assenza di eventi pubblici, la festa possa essere ancora vissuta al meglio “in un clima di più piena spiritualità di sincera devozione e di più prolungata preghiera che vuole invocare intercessione del nostro Santo per ottenere salute per i malati, conforto ai sofferenti, rinnovo degli stili di vita, la pace in Italia e nel mondo, lavoro onesto per i disoccupati, futuro equeo per i giovani, solidità per l’amore dei coniugi e benessere per tutti. I cristiani, cittadini ternani hanno l’onore e il compito di custodire i resti mortali di San Valentino a nome di tutti anche di coloro che nel mondo intero, direttamente o solo per mera tradizione laica, festeggiano San Valentino di Terni, Santo degli innamorati.”

Infine, ha ricordato i 40 anni dalla visita dell’attuale San Giovanni Paolo II a Terni il 19 marzo 1981: il lavoro sarà filo conduttore che parte dalla festa ed arriva fino alla festa di San Giuseppe Lavoratore.

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