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Terni, sale la tensione alla Treofan: “La Jindal disattende gli impegni”

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Terni, sale la tensione alla Treofan: “La Jindal disattende gli impegni”

Redazione economia
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TERNI – Le rassicurazioni non erano bastate, ai lavoratori della Treofan. I timori più neri si vanno consolidando per quanto riguarda le prospettive del gruppo indiano Jindal, che a quanto sembra, non ha intenzione di dare corso agli accordi raggiunti relativamente all’investimento di 1,5 milioni per due anni (comunque ritenuto insufficiente per lo sviluppo dell’azienda) e che quasi certamente sposterà diverse produzioni.

Davide Lulli, delegato della Filctem Cgil nelle Rsu spiega: “I prodotti della Treofan saranno immessi sul mercato con marchio Jindal, mentre gli ordini di Terni saranno realizzati altrove”. Quasi certamente a Brindisi, dove con i finanziamenti della regione Puglia c’è un impianto più moderno ed attrezzato rispetto a quello ternano e dove qualche produzioni è già stata trasferita: “I nostri timori – dice Lulli – è che possano essere a rischio posti di lavoro, visto che il gruppo ha tre impianti simili a quello della Polymer ed il mercato è in contrazione.  Proprio a Brindisi sono stati fatti gli ultimi investimenti e Terni a lungo andare rischia di non reggere il confronto sul mercato”.

I sindacati tornano con forza a chiedere chiarezza sul futuro dello stabilimento ternano: “Vogliamo un piano industriale chiaro, che salvaguardi le produzioni che sono sempre state realizzate qui al Polo chimico”.

Domani intanto, un nuovo incontro al Mise, i rappresentanti sindacali e le istituzioni delle due regioni coinvolte, dovrebbe servire – o almeno si spera –  a dissipare qualche dubbio: in ballo c’è il futuro dei 145 lavoratori (degli originari 850). I sindacati chiedono la presenza della multinazionale “con pieni poteri decisionali”, ma non sarà semplice.