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Terni, Rosati: “Noi civici puri, slegati dai partiti e legati alla città”

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Terni, Rosati: “Noi civici puri, slegati dai partiti e legati alla città”

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – “Prima Terni”, seconda Perugia. La battuta, più o meno a latere e molto più che meno efficace dalle parti della Conca ternana, l’ha pronunciata il candidato sindaco della lista civica “Prima Terni”, Andrea Rosati, nel finale della conferenza stampa di presentazione della sua candidatura e della lista stessa.

Il candidato Emozionato il giusto, piuttosto sicuro di sè, piuttosto avaro di parole, sorrisi e di proclami, Rosati ha particolarmente insistito nel suo intervento nel ribadire che la sua lista “nasce ed è squisitamente civica, non di destra e non di sinistra e non legata ad alcun carro partitico, ma solo alla città”. In poche parole, una buona dose di pragmatismo liberal e di concretezza lontana dal politichese.

IL PROGRAMMA DI PRIMA TERNI 

Le motivazioni, gli obiettivi “Siamo contenti perché la sala è piena. Sono stato chiamato a guidare un gruppo di persone competenti, libere dai partiti. Questa è una lista puramente civica, non perché  siamo più belli o bravi di altri, ma perché per l’ennesima volta alcuni ci hanno accostato a destra a sinistra, ma così non è. Siamo una lista di cittadini liberi. Perché siamo qui? Basta fare quattro passi in città e rendersi conto del perché e del perché un gruppo di cittadini ha deciso di impegnarsi in prima persona. A questo punto però è necessario guardare avanti, al futuro e rimboccarsi le maniche. Le nostre priorità ? Ne abbiamo individuate addirittura 15 nel nostro programma, senza aggettivi, perché il decoro, la sicurezza, lo sviluppo non sono nè di destra nè di sinistra. Come non lo sono le delicate questioni del futuro dei nostri figli che sono costretti spesso ad andare all’estero. La nostra provincia è al 98esimo posto in classifica per disoccupazione giovanile. La situazione è questa. Dobbiamo dunque pensare, magari nei tanti spazi abbandonati del Comune, a consentire l’avvio di start-up per le giovani generazioni. Certo, le condizioni sono difficili ma non è neppure così vero che non vi siano risorse, mezzi e speranze in questa nostra città. Da qui bisogna ripartire, dimenticando le beghe dei partiti, la corsa alla poltrona. Bisogna mettere le persone giuste al posto giusto. Bisogna mettere fine ad un circolo vizioso. Dove prendere le risorse? Beh, occorre anzitutto prendere il treno dei fondi europei, senza perderli o fare pasticci. Ci sono poi le aziende private con cui interloquire. I modi per fare cose buone a Terni ci sono, i cittadini non attendono altro che essere incoraggiati, servono iniezioni di fiducia. Bisogna ripartire dalla base. Noi ce la metteremo tutta, con il massimo dello sforzo e con tutto il senso civico di cui siamo capaci. Abbiamo costruito una squadra in base alla volontà, alle competenze, all’entusiasmo e alle idee, non promettendo posti di lavoro o chissà cosa. Gireremo la città con tavoli e camper e ci faremo conoscere”. Esatto, forse (consiglio non richiesto) è sulla capillare penetrazione cittadina del personaggio – quanto a conoscenza della faccia – che Rosati e il suo staff dovrà lavorare.

Il Caos, la cultura, il ballottaggio Dopo qualche risposta velenosa e diretta sull’appalto del Caos e sulle politiche culturali delle ultime giunte, Teatro Verdi incluso, Rosati ha lasciato la suspence rispetto agli atteggiamenti e scelte da prendere in caso di ballottaggio. Risposta in parte scontata (“al ballottaggio andremo noi”) e in parte interlocutoria: “Il 10 giugno fermeremo le bocce e guarderemo i risultati, poi ragioneremo”.

 

 

 

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