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Terni, rivolta durissima al Briccialdi contro gli emendamenti Cavicchioli

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Terni, rivolta durissima al Briccialdi contro gli emendamenti Cavicchioli

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Altro che armonia e note alate. Una overture ad alto volume all’indirizzo della politica, dell’amministrazione Di Girolamo, della maggioranza consiliare a palazzo Spada. E il Natale per il Briccialdi si fa cupo.

Il je accuse di Bisconti “Quello che hanno fatto lunedì scorso in consiglio comunale, approvando quegli emendamenti alla convenzione tra istituto e Comune, trattasi di un vero e proprio obbrobrio giuridico, una trappola. Cercherò di rendere procedibile ciò che oggi non lo è. Mi recherò alla magistratura, al Tar e alla Corte dei conti per denunciare il tutto. Poi mi dimetterò”.
Parole di fuoco, sdegnate, definitive. Quelle del presidente del Briccialdi, Vincenzo Bisconti, che suggella con durezza tutta una serie di interventi di condanna senza appello.

LE PAROLE DI CONDANNA DEL PRESIDENTE BISCONTI 

Pioggia di critiche durissime La condanna verso gli emendamenti alla convenzione stessa (tribolata da tempo), approntati dal capogruppo del Pd Cavicchioli, e approvati nell’ultimo consiglio comunale. Un vero e proprio diluvio di critiche, in una conferenza stampa convocata appositamente dalle rsu dell’istituto, davanti da una sala affollata di docenti ed allievi, storditi e inferociti. Al centro della levata di scudi, soprattutto l’emendamento secondo il quale, con un preavviso di 60 giorni, il Comune può rescindere senza discussione e unilateralmente la convenzione in questione. Insieme a questo, altri 5 emendamenti – sempre di rito cavicchioliano – con cui l’amministrazione si ‘cautela’ e pone tutta una serie di paletti procedurali e finanziari.

La rsu Apre le danze, Giuliana Galìa delle rsu: “Dopo tante vicissitudini, è stata finalmente approvata la convenzione. Ma non è quella concordata e condivisa dalle parti dopo un lavoro lungo e intenso. Si è svolto un tavolo tecnico dove era stato concordato un testo, ma in consiglio comunale, il 19 dicembre, sono stati proposti emendamenti da parte dell’avvocato Cavicchioli che hanno modificato molto fortemente il contenuto della convenzione, senza avvertire nessuno. Quello della rescissione senza possibilità di discussione è a nostro avviso il più grave. Siamo senza parole, arrabbiati e molto tristi per tutto ciò. Non sappiamo come definire tale emendamento. Siamo delusi profondamente da questo che non sappiamo definire se non un colpo di mano, deliberatamente confezionato. Non so che cosa abbiamo fatto per meritarcelo. È chiaro che questo impedisce ogni tipo di lavoro sotto ogni punto di vista: programmazione didattica, organizzativa, finanziaria, prospettica. Queste sono le condizioni in cui il Comune ci mette, ma atttenzione, perché la convenzione deve essere firmata ancora, è un esplosivo piazzato sotto la nostra sedia. Ed è difficile firmare un testo siffatto. La firma non è decisione nostra, ma del cda. Firmare significa accettare questo capestro, non firmarla significa non avere la convenzione”.img_4010

Il consiglio accademico Tocca quindi a Silvia Paparelli in rappresentanza del consiglio accademico: “A noi il compito di sottolineare l’impatto didattico di questi emendamenti, con sconcerto, offesa e disagio; registriamo un clima inedito per certi versi, poiché pur nelle difficoltà abbiamo sempre percepito rispetto e apprezzamento verso di noi, ma dopo di ciò non ci pare più di riscontrare ciò. È duro da digerire. Sembra che non ci venga più riconosciuto un ruolo strategico. Siamo sgomenti”.

Il direttore Gatti Prima delle granate lanciate dal presidente, il direttore Marco Gatti arringa la platea: “Concordo in pieno. Sono costernato per questo atto ingiusto. È un momento veramente difficile per l’istituto, invoco la massima saggezza del cda. Ricordatevi, allievi, che questo pezzo di carta, questo emendamento mette in discussione un vostro diritto fondamentale, il diritto allo studio. Alzate la vostra voce a difesa del vostro istituto. Io non accetto da direttore e da cittadino questa situazione. Non esiste. Siamo stati ingannati”.
Sic transit gloria Briccialdi. E non solo.

Le reazioni politiche 

Cecconi (Fdi) “Siamo con il Briccialdi oggi – scrive il capogruppo comunale di FdI, Marco Cecconi – così come lo siamo stati ieri, lo saremo sempre e, per restare al tema, così come lo siamo stati in consiglio comunale nella seduta in cui, contestualmente alla convenzione, sono stati approvati – senza il nostro voto – quegli emendamenti targati PD che di fatto quella convenzione la riscrivono e la stravolgono, tradendo gli accordi presi da mesi con i vertici dell’Istituto. Saremo al fianco del Briccialdi in tutte le iniziative legali che decidesse di intraprendere. E ribadiamo quello che abbiamo già detto in aula a chiare note. Si è lasciata incancrenire la questione per due anni, fino al punto di discuterne solo ora che il Comune è affogato nei debiti. E ai vertici del Briccialdi, alla ricerca di soluzioni e magari di alleanze, voglio solo fare una viva raccomandazione: non fidatevi più dei bugiardi”.

Lega Nord “La questione Briccialdi – scrive Federico Cini, coordinatore leghista di Terni – che sembrava ormai aver visto rientrato l’allarme lanciato mesi fa dal presidente Bisconti, rischia di trasformarsi rapidamente in un’altra tegola che cade in testa all’amministrazione comunale e alla maggioranza tutta. Una tegola di quel palazzo, che poi è la città di Terni, che ormai sembra essere rimasto spoglio e senza protezione dalle intemperie. Seppure risulta giusta e di evidente importanza la necessità da parte del Comune di tutelarsi economicamente nel rapporto con l’Istituto, non si capisce francamente il perché dell’emendamento che prevede che “con 60 giorni di preavviso il Comune in qualsiasi momento può risolvere la convenzione senza necessità di motivazione e penalità alcuna”. Tale clausola assomiglia molto ad una pistola puntata alla tempia dell’istituto, pronta a far fuoco. Occorre dunque ritornare ad un dialogo di buon senso, magari trovando una soluzione che tuteli le già sovraccariche casse pubbliche, ma che soprattutto tuteli e rispetti il lavoro di insegnanti, amministrativi e studenti dell’Istituto, consentendo una serena e proficua attività didattica”.

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