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Terni, rilevazione prezzi: frutta e verdura più care a febbraio, sale l’inflazione

Economia ed Imprese Terni

Terni, rilevazione prezzi: frutta e verdura più care a febbraio, sale l’inflazione

Emanuele Lombardini
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L'interno di un supermercato

TERNI – Sale ancora l’inflazione a Terni. Lo comunica la commissione   prezzi comunale che si è riunita per il rilevamento mensile. In tre mesi, da valori negativi è salita a +1,6%, la variazione più alta registrata da marzo 2013. A livello congiunturale l’incremento medio dei prezzi rispetto a gennaio è risultata essere pari a +0,3%.

“Questo rialzo dell’inflazione- dice l’ufficio statistico del Comune-  non è però determinato da un aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi facenti parte del Paniere Istat, ma sostanzialmente è da imputare quasi esclusivamente ai rincari dei prodotti petroliferi e di alcuni alimentari freschi. Infatti l’inflazione di fondo, ovvero calcolata al netto dei beni energetici e gli alimentari, è molto più contenuta e pari a +0,4%.”  Frutta e verdura, dunque, costano di più. Molto di più se rapportati al Febbraio del 2016, addirittura si registra un aumento del 25%. Fra le cause dell’aumento esponenziale c’è il maltempo che rende più difficili le coltivazioni, tanto è vero che i rilevatori comunali sottolineano come nella seconda metà del mese negli scaffali dei negozi, terminato il periodo di maltempo che ha investito un po’ tutta l’Europa, i prezzi stanno tornando a livelli più bassi.

Trend nazionale e non solo. La situazione registrata nella rilevazione dei prezzi effettuata a Terni è in linea con quanto si sta verificando a livello nazionale e dei Paesi dell’Eurozona. Dopo un lungo periodo di stagnazione, i rincari dei prezzi de prodotti alimentari, in particolare quelli freschi, e dei carburanti, ma anche di alcuni servizi ricettivi e di ristorazione, e il conseguente aumento dell’inflazione rischiano però di incidere negativamente sulle tasche delle famiglie.

Questo anche perché all’interno del paniere, i capitoli di spesa prodotti alimentari e bevande analcoliche, trasporti, e servizi ricettivi e di ristorazione sono quelli che hanno un peso maggiore nel sistema di ponderazione. Infatti il primo ha un peso percentuale del 16,5%, il secondo del 13,9% e il terzo dell’11,5%. Complessivamente rappresentano il 42% del totale dei 1.481 prodotti che compongono il paniere Istat aggiornato al 2017.

Frequenze d’acquisto.  Analizzando l’inflazione secondo la frequenza d’acquisto dei prodotti e servizi, quella calcolata per i soli prodotti ad alta frequenza d’acquisto, ovvero quelli necessari per la vita quotidiana delle famiglie, si attesta bel oltre il valore di quella generale salendo fino a 3,7%. Ancora negativa quella che misura le variazioni dei prezzi dei prodotti acquistati con minore frequenza (-0,5).

A livello tendenziale, rispetto a febbraio 2016, quattro divisioni di spesa mantengono ancora il segno meno, mentre variazioni maggiori dell’inflazione generale (+1,6%), si sono registrate oltre che per Prodotti alimentari e bevande analcoliche e trasporti anche per bevande alcoliche e tabacchi +1,9% e servizi ricettivi e di ristorazione +1,8%.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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