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Terni, rilancio Santa Maria Maddalena, i residenti: “Fateci vedere la convenzione”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, rilancio Santa Maria Maddalena, i residenti: “Fateci vedere la convenzione”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Monta di nuovo la protesta nella zona di Santa Maria Maddalena, il  quartiere a ridosso dell’ospedale che da oltre un decennio è alle prese con un cantiere senza fine che sta ormai riducendo la zona al degrado. Tanto che lo scorso novembre, in una infuocata riunione in Prima Commissione scoppiò il caos.

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Il comitato di quartiere torna ad alzare la voce ad un anno e mezzo dall’approvazione dell’atto di indirizzo che impegnava il Comune ad una serie di interventi necessari a sanare lo stato di degrado in cui versava il quartiere: “Ad oggi – dicono – non è successo niente”. In particolare, puntano l’indice sulla convenzione scaduta e che il comune vuole riproporre: “Ci hanno detto che la stanno facendo firmare a tutti i costruttori – dice Stefano Romani, portavoce del comitato, abbiamo chiesto anche di avere i dettagli della stessa ma non ci è stata consegnata. Chi sta firmando il rinnovo della convenzione, se molte delle aziende sono nel frattempo fallite?”. Richiesta ribadita anche l’11 gennaio, nell’ultima riunione della Prima Commissione.

Così da ieri chi passa nella zona trova dei cartelli di protesta che i residenti hanno messo per attirare l’attenzione e tenerla desta sul problema: “Alle nostre richieste – dicono – l’assessore Bucari e i tecnici hanno sbarrato gli occhi. Ribadiamo ancora una volta, come sia prerogativa la stipula non solo di impegni certi, ma anche di termini stringenti, a carico delle ditte sottoscriventi, se non vogliamo che si ripeta il teatrino a cui hanno dovuto assistere i residenti in tutti questi anni. E’ per ciò necessario, che quanto prima assessore e tecnici vengano riconvocati in seduta di Commissione, per rendere pubblici i contenuti di detta convenzione, prima ancora che qualsiasi firma vi venga apposta”.

Eterna incompiuta. I lavori, è bene ricordarlo, non riguardano solo le palazzine ma l’intera riqualificazione di un quartiere che nel frattempo, soprattutto col sopraggiungere della stagione fredda, deve fare i conti anche col maltempo che provoca enormi disagi anche lungo la strada, col mancato drenaggio dell’acqua. Resta aperta per esempio anche la questione dei lavori per la bretella di collegamento tra la rotonda di via VIII Marzo nei pressi dell’ospedale e quella Bianchini dinanzi alla Coop: ” Un’opera fondamentale che aspetta ormai da più di 10 anni – dice Romani – ora ci è stato detto che si attende il parere dell’Anac per dare un’accelerazione ai lavori e che appena partiranno saranno necessari 10 mesi. Succederà tutto questo? Noi lo speriamo ma non possiamo certo dire che ci siano i presupposti per fidarci: più di dieci anni di cantieri incompiuti, strade mai realizzate e la totale assenza di qualsiasi spazio verde e luogo aggregativo. Senza contare che ad oggi centinaia  di famiglie, sono prive delriconoscimento del certificato di agibilità sulla propria casa”.

Controllori e controllati. “Se questo ennesimo tentativo non dovesse trovare alcun seguito, entro il termine del 2017 – dice il Comitato – Comune sarà costretto a farsi carico dell’adempimento di quanto evaso dalle ditte competenti e sappiamo come questo, non sia certo un periodo felice per le casse comunali. Per questo vogliamo, che il percorso prestabilito all’interno della Commissione venga portato all’attenzione del Consiglio Comunale, di modo da accelerare i tempi affinché chi di competenza, possa fornire delle risposte tangibili. Non basterà certo però la stipula di un foglio di carta a garantire la risoluzione dello scempio compiuto: se non ci saranno le dovute verifiche, cosa mai fatta in tutti questi anni, assisteremo ancora una volta ad un esplicito atto di complicità tra controllore a controllati”.

Ultimatum. “L’amministrazione- concludono- ha utilizzato fino ad oggi i certificati di agibilità, come arma di ricatto verso i costruttori inadempienti, non tenendo minimamente in considerazione come tutto ciò ricadesse doppiamente sulle spalle dei residenti: non solo il mancato riconoscimento di un documento fondamentale, ma anche la frustrazione di dover vivere in un quartiere in totale degrado. Tutto questo non è più accettabile e se la situazione non dovesse sbloccarsi ricorreremo ad ogni mezzo necessario, affinché gli artefici del disagio e del degrado quotidiano a cui sono relegate centinaia di famiglie, vengano ricondotti alle loro responsabilità”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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