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Terni, Ridha è stato massacrato con calci e pugni, arrestato l’omicida

Il procuratore di Terni Alberto Liguori ha fatto il punto nel corso di una conferenza stampa presso il comando dei Carabinieri

TERNI – Massacrato a calci e pugni, per aver tentato di sedare una rissa. E’ morto così Ridha Jamaaoui, carpentiere tunisino residente a Terni, ucciso nella notte fra lunedì e e martedì. Per il fatto è stato fermato un ventiseienne nigeriano  con l’accusa di omicidio volontario.

Il procuratore di Terni Alberto Liguori martedì mattina ha fatto il punto nel corso di una conferenza stampa presso il comando dei carabinieri. Gli inquirenti hanno tra l’altro spiegato che si sta valutando se in quanto successo abbia avuto un ruolo l’eventuale abuso di alcol.
Secondo il procuratore “la difficile convivenza tra i popoli, in un periodo storico complicato stretto tra pandemia e crisi economiche anche derivanti dal conflitto russo-ucraino, unitamente all’abuso di sostanze alcoliche, hanno fatto da detonatore al fatto di sangue”. “Terni è una città tranquilla e serena” ha aggiunto.

“Eventi come quelli del 27 sera – ha sottolineato ancora Liguori – sono estranei alla cultura di un popolo come quello ternano e che anche in questa circostanza ha reagito collaborando con le forze dell’ordine per fare chiarezza sull’accaduto, dimostrando di avere gli anticorpi per reagire nel rispetto dei diritti di tutti”.

Le indagini in corso

Il fermato, recluso ora nel carcere di Terni, a quanto si apprende sarebbe sposato con due figli, mentre la vittima era sottoposta agli arresti domiciliari come misura cautelare in attesa di processo per maltrattamenti in famiglia. La notte in cui ha trovato la morte nel quartiere di Borgo Bovio, posto che aveva dei permessi di uscita per lavoro, probabilmente non avrebbe potuto trovarsi in strada. Vittima ed assassino, secondo quanto emerge, sarebbero stati in bicicletta insieme anche nelle ore precedenti il fatto.

Le indagini intanto proseguono, la Procura di Terni sta verificando la presenza di altri eventuali protagonisti e si stanno valutando eventuali provvedimenti nei confronti degli altri soggetti coinvolti e con massima attenzione vengono analizzate le testimonianze sin qui raccolte perché se i sistemi di videosorveglianza si sono rivelati preziosi per individuare il presunto assassino, nell’aiuola dove è stato ucciso invece non ce ne sono.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini
Giornalista, cittadino d'Europa

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