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Terni reti, cambia lo statuto, torna possibile il cda: scoppia la polemica

Cronaca e Attualità Terni

Terni reti, cambia lo statuto, torna possibile il cda: scoppia la polemica

Redazione politica
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TERNI –  Approvate dal Consiglio comunale, con 17 voti a favore e 15 contrari, le modifiche allo statuto di Terni Reti Srl, società partecipata al 100% dal Comune di Terni.
L’Amministrazione Comunale ha ravvisato la necessità di dotarsi di un organismo partecipato cui affidare la gestione di servizi facenti capo all’Ente necessari al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche in circostanze di urgenza e contingibilità, ed ha inteso conferire a Terni Reti anche la gestione di asset del patrimonio comunale disponibile e indisponibile.
In ragione del possibile aumento delle attività gestite da Terni Reti, si è reso quindi necessario modificare l’oggetto sociale della società al fine di consentire l’esercizio delle nuove funzioni, valutando anche l’eventuale modifica della composizione dell’organo amministrativo per adeguarlo alle mutate esigenze organizzative, sia sotto il profilo quantitativo che quantitativo, esaminando la possibilità di dotare la società di un Consiglio di Amministrazione composto da tre o cinque membri.

Polemiche. La vicenda è stata oggetto come ovvio, di polemica politica, visto che la decisione di sopprimere il cda era stata presa dall’amministrazione Di Girolamo in ossequio alla legge Madia per ridurre i costi della pubblica amministrazione. Durissime le prese di posizione.

Latini. Il sindaco Leonardo Latini ha risposto sui contenuti e le modificazioni contenute nelle delibere: “Noi non reiteriamo le condotte del passato. Terni Reti è amministrata da un amministratore unico e sarà condotta da un unico amministratore. Sarà eventualmente l’assemblea sociale, in caso di aumento degli asset aziendali, ad esplicitare le ragioni di adeguatezza per ampliare il numero degli amministratori. Adesso non ci sono le esigenze, abbiamo semplicemente prevista una possibilità”. Ma questo non è bastato a placare le polemiche

Fiorini Il consigliere Emanuele Fiorini, insieme ai colleghi del misto D’Acunzo e Pincardini parla di un comune che non riduce i costi della politica. Fiorini ha parlato di “poltronificio, allargando il cda di Terni Reti si viene meno al mandato di cambiamento che l’elettorato ha chiesto alla nuova amministrazione. Invece il sindaco Latini torna addirittura indietro rispetto a quanto aveva previsto il sindaco Di Girolamo che aveva nominato un solo amministratore. E’ un tradimento del risultato elettorale. E’ una vergogna a fronte dei cittadini che già pagano le tasse in maniera massima per colpa del dissesto e ora si trovano costretti a farsi carico di nuove indennità. Ebbene la riforma Madia prevede nella sua ratio, per le partecipate, un risparmio per l’ente pubblico. Così si fa l’esatto contrario si va ad aumentare sensibilmente i costi che finiranno inevitabilmente per ricadere sui cittadini. La legge Madia parla di risparmio, questo atto  è dunque una presa in giro perché prevede aumento dei costi. Facendo un calcolo a spanne ci sarà quantomeno un aumento di 300 mila euro. Forse il sindaco si vuole tutelare , con le nomine, su problemi politici. Alla fine pagheranno i cittadini pagando con più multe comminante dagli ausiliari del traffico”.

Orsini e Simonetti Il Pd ha parlato di “atto indicente. Nel 2017 la giunta Di Girolamo fu previsto il solo amministratore unico, ebbene quella delibera fu ritenuta corretta dal punto vi sta tecnico contabile. Voterò  – ha detto il consigliere comunale Valdimiro Orsini – a favore degli emendamenti, contro alla modifica dello statuto che aumenta il numero degli amministratori. Il nuovo modello di gestione della maggioranza, aumenterà le poltrone”.
I Cinque stelle hanno chiesto quali siano le motivazioni che portano ad un aumento dei membri del Cda di Terni Reti. La normativa prevede che ci siano argomentazioni comprovate. Luca Simonetti: “Vedremo chi sarà nominato, questa è una delibera sfonda poltrone, si vuol far credere che la quantità degli amministratori corrisponda alla qualità. Smettetela con la retorica che un Cda con più persone garantisca qualità”.

Alessandro Gentiletti (Senso Civico): “Il sindaco ha detto lui stesso che motivazione per l’aumento del Cda non ci sono. Si aumentano le poltrone, su questo non c’è stata risposta. Unico obiettivo è dare possibilità al sindaco di avere quattro poltrone in più per fronteggiare le esigenze di collocazione degli avvoltoi che ronzano intorno a lui”.

Dominica (FI) Favorevole, ovviamente, tutta la maggioranza. Dice la capogruppo Dominici di Forza Italia:  “Stiamo cercando di cambiare rotta, dateci opportunità di farlo. Non vedo poltronificio. L’oggetto sociale ampio necessità di un assetto organizzativo ampio, commisurato all’azione amministrativa. Voto contrario all’emendamento che annulla i Cda. Il compenso è legittimo:  il Cda non può lavorare a gratis. Terni Reti deve essere utilizzata al meglio”.

Rossi (Terni Civica) : “Non nascondo di avere avuto forti dubbi, ma voglio credere nella opportunità di una visione futura dell’azienda, rimanere aperta la possibilità di una gestione più ampia. Sono stato convinto anche dalle parole che ho scambiato con il sindaco che mi ha detto che il cda verrà ampliato solo necessario” Ceccotti e Brizi, della Lega parlando di ampliamento dell’operatività dell’azienda.

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