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Terni, (quasi) domato l’incendio a Rocca San Zenone: “Ora servono 600 mila euro”

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Terni, (quasi) domato l’incendio a Rocca San Zenone: “Ora servono 600 mila euro”

Redazione
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TERNI – Domato, o quasi, l’incendio. Stamattina la montagna di Rocca San Zenone ha smesso di bruciare, anche se, per la verità, restano attivi ancora due focolai, a Fontana della Mandorla e in prossimità di una delle tre rocche ma le fiamme, almeno al momento, non aggrediscono nuova zona boschiva.

Le fiamme ci riprovano Manco a dirlo, però, anche a causa del forte vento, qualche già di fiamma, preoccupante, è riapparsa sulla parte alta della montagna di Rocca San Zenone.

Ipotesi Mentre si fa avanti l’ipotesi che l’incendio possa essere stato di natura dolosa – su questo evidentemente si sta concentrando l’attività investigativa delle forze dell’ordine – si lavora alacremente anche per cercare di far rientrare a casa almeno una parte degli oltre 200 sfollati, almeno quelli delle zone limitrofe a Rocca San Zenone. Elicotteri sono in volo ancora stamattina a questo scopo, per lo spegnimento definitivo dei focolai.

Rileggi la cronaca delle giornate difficili dell’incendio

Più difficile la situazione per gli 80 residenti di Rocca San Zenone, i quali dovranno attendere l’esito delle verifiche avviate stamattina prima di poter tornare nelle loro case.

Bonifiche: servono soldi dalla Regione. Stamattina sono partite le prime operazioni di bonifica e messa in sicurezza del costone roccioso sovrastante la SP 67 Valserra nei tratti interessati dall’incendio di Rocca San Zenone, a cura dei tecnici  della Provincia. Il servizio viabilità ha incaricato una ditta specializzata che da ieri è al lavoro per rimuovere tutte le potenziali fonti di pericolo. Gli operatori stanno lavorando su più fronti: da un lato per consentire lo svolgimento delle attività di spegnimento in sicurezza attraverso mezzi aerei e terrestri, dall’altro per eliminare possibili fenomeni di crollo o caduta sia di porzioni rocciose resi instabili dall’esposizione al calore, sia di piante ad alto fusto parzialmente combuste.

La ditta ha già effettuato tagli di piante e disgaggi di massi che potevano potenzialmente costituire situazioni di pericolo. Sono inoltre in svolgimento anche verifiche ed ispezioni. Il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi, sottolinea però che si tratta solo di primi interventi poiché le esigue risorse dell’ente non consentono altro. “Ci siamo attivati – afferma il presidente – per mettere in campo immediatamente con i nostri irrisori fondi i primi interventi con l’obiettivo di riaprire la strada al più presto, almeno con un senso unico alternato, ma le nostre risorse non sono sufficienti”.

A tale proposito sempre il presidente ha inviato stamattina una lettera alla Regione dell’Umbria nella quale descrive la situazione di emergenza e ricorda che le condizioni di estrema difficoltà finanziaria dell’ente non consentono margini di manovra ulteriori.

“Chiediamo – scrive nella lettera – di assegnare con urgenza alla Provincia di Terni le risorse necessarie per le opere strutturali di messa in sicurezza al fine di procedere alla riapertura della strada provinciale. Tali risorse, stimate sulla base di rilievi eseguiti dal personale tecnico dell’ente, ammontano a 600mila euro”.

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