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Terni, proroga dell’appalto sulle mense, il Cosec: “Chiariscano su derrate e costi”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, proroga dell’appalto sulle mense, il Cosec: “Chiariscano su derrate e costi”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Inevitabilmente, la decisione – peraltro scontata – del Comune di Terni di prorogare sino a Pasqua la concessione in appalto per la refezione scolastica alla società che attualmente lo detiene, cioè la All Foods, in attesa che le indagini facciano il suo corso e soprattutto, che l’Autorità Nazionale Anti Corruzione si esprima sul nuovo capitolato di appalto, comincia a far discutere. In particolare è intervenuto il Comitato Servizi Educativi (Cosec) che punta l’indice sulla fornitura delle derrate e sui costi.

“La cosa che più ci sorprende è come, ad oggi, non sia stata fornita alcuna indicazione su chi si occuperà della fornitura delle derrate alimentari per i nidi e le scuole materne, dove esiste la refezione a gestione diretta da parte del Comune – dicono – Perché non è stata fatta alcuna menzione delle forniture dirette in scadenza al 15 dicembre, come da Delibera n.37 del 16-3-16, all’interno di una proroga che molto realisticamente avrà termine alla scadenza dell’anno scolastico?”.

Accuse pesanti. Il Cosec affonda ancora di più la lama: “Il nostro sospetto è che si voglia sancire in anticipo la morte della gestione diretta: se così fosse, non si starà allora prorogando il sistema attuale, ma si starà mettendo in atto parte di quello stesso capitolato, ad oggi sotto osservazione dell’Anac. Del resto è un anno ormai che assistiamo e costantemente denunciamo le opacità nella gestione di otto anni di servizio e nella relativa procedura di rinnovo: nessuno di noi ha scordato la pantomima partecipativa messa in atto dall’amministrazione, allo scopo di silenziare una protesta nata dalla volontà, è bene ricordarlo, di creare un unico centro di cottura che servisse pasti trasportati a tutte le scuole del ternano”.

Conti che non tornano. Ma è sul fronte dei costi che il comitato dei genitori  è ancora più netto: “Ci è sempre stato detto- dicono – senza documenti che lo dimostrassero, che la gestione diretta comunale era troppo costosa per le casse dell’amministrazione, ma i costi dove sono? Ad oggi,  possiamo dire che il costo superiore ai 10 euro a pasto, che veniva attribuito a tale servizio, era ancora una volta sinonimo di mala amministrazione di un servizio pubblico. Un euro per ogni bottiglia d’acqua fornita, 6,49 euro al chilo per l’aglio e più di 8 euro per un chilo di burro: sono questi alcuni dei prezzi ‘all’ ingrosso’ che il comune paga per l’approvvigionamento delle derrate alimentari destinate alle scuole a gestione diretta; un vero e proprio salasso che aumenta i nostri sospetti. E che dire dei bollettini pagati dai genitori? Nonostante sia emerso un introito di più di un milione e 400 mila euro per il solo anno del 2015, ad oggi il Comune si appresta a sancire un debito fuori bilancio verso la stessa All Foods, relativo a tale anno, dell’entità di 1.523.151,55  euro. Dunque, che fine hanno fatto i nostri soldi?”. Il Cosec annuncia poi la presenza al consiglio comunale di lunedì, quello caldissimo nel quale si parlerà anche del Briccialdi: “Ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato- concludono- è necessario che l’amministrazione inizi a fornire delle risposte”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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