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Terni, proposte per la sicurezza: scontro tra Lega e Pd in Consiglio

Cronaca e Attualità

Terni, proposte per la sicurezza: scontro tra Lega e Pd in Consiglio

Redazione politica
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Il cortile interno di Palazzo Spada

TERNI – Scontro sulla sicurezza in consiglio comunale. E’ stato infatti bocciato un atto di indirizzo presentato dai consiglieri del Pd e di Terni Immagina sulla sicurezza in città, tema presente nel Documento programmatico di indirizzo 2018-2020 che chiedeva di adottare strumenti come la videosorveglianza e il potenziamento della pubblica illuminazione.

Scontro Lo scontro ha visto da una parte il capogruppo della Lega Cristiano Ceccotti e dall’altra quello del Pd Francesco Filipponi. Comincia il leghista: ” L’atto di indirizzo proposto è completamente inopportuno ed inaccettabile poichè ricordo, alle forze politiche che lo propongono, che l’azione amministrativa enunciata nel Dup è frutto di un programma di governo condiviso da tutte le forze politiche della maggioranza, un programma votato dai cittadini di Terni che ha portato alla vittoria della coalizione di centrodestra. Rammento al Pd che, nella precedente amministrazione, agli innumerevoli atti di indirizzo delle allora minoranze  le risposte della maggioranza andavano tutte nella stessa direzione ovvero dichiaravano che non c’era nessuna situazione di criticità particolare. Le proposte dell’atto sono già superate dai fatti, ricordo le varie delibere e ratifiche di bilancio che sono già state proposte e approvate da questa amministrazione che vanno nelle linee tracciate dal Dup. Ricordo anche il finanziamento regionale relativo al patto Terni Sicura che permetterà di implementare il sistema di controllo delle telecamere”.

Replica Replica di Filipponi: “”E’ ormai chiaro che la Lega vuole parlare di sicurezza solo quando la può strumentalizzare, utilizzare cioè per diffondere una immagine di una città non sicura, per diffondere terrore nella cittadinanza. Noi avevamo chiesto di affrontare il tema in maniera seria e propositiva, iniziando dallo studio dei dati, dal confronto con le forze dell’ordine e con tutte le autorità statali che si occupano di sicurezza quali primi e più autorevoli protagonisti di questa materia, dall’incentivo degli strumenti che hanno portato a risultati tangibili quali la videosorveglianza, la pubblica illuminazione, le pattiuglie della municipale, la collaborazione con i locali sul fronte antialcol. A tutto questo la Lega ha detto di no per il semplice fatto che non ne poteva fare un post o un twit sui social”.

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