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Terni, progetti Sprar, Cecconi avverte: “Richiedenti asilo lavoreranno”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, progetti Sprar, Cecconi avverte: “Richiedenti asilo lavoreranno”

Redazione
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Assessore Marco Cecconi

TERNI – Un diverso ruolo del Comune nella gestione degli Sprar e nel sistema di protezione dei richiedenti asilo. E’ quello che ha presentato stamattina in conferenza stampa l’assessore ai servizi sociali ed all’immigrazione Marco Celestino Cecconi. “Eserciteremo il ruolo di comune capofila – ha detto – convenzionato con il Ministero, le sue funzioni di monitoraggio nei confronti dei soggetti  che gestiscono le strutture, prendendo anche delle decisioni chiare, come quella di non procederà a rinnovi per i servizio di accoglienza per i richiedenti asilo che denunciano disagio mentale”.

La fase emergenziale – lo ha detto più volte anche il presidente della Associazione San Martino Francesco Venturini, è finita e da tempo il numero degli accolti è sotto la soglia. Attualmente, come emerge dai dati forniti dal  Comune sono 89 le  persone che beneficiano dei progetto Sprar per un finanziamento da 5 milioni di euro (partecipato dallo stesso Comune) dal Ministero dell’Interno. Fra i 70 ordinari, ovvero migranti e richiedenti asilo ci sono invece 14 minori non accompagnati e 5 persone con disagio mentale. Per loro il Comune impegna rispettivamente 150000 euro, 62000 euro e 35000 euro.

Progetti Tra i progetti, finanziati da Ministero, cofinanziati dal Comune tramite l’apporto della forza lavoro del proprio personale, quello che sta dando maggiori criticità è quello per il disagio mentale, stando anche alle relazioni del ministero dell’Interno. Da qui la decisione di non procedere a rinnovo, mentre per le altri due progetti la scadenza delle convenzioni è prevista per la fine del 2019. I soldi risparmiati da questo ultimo progetto – 35.000 euro- saranno destinate, ha detto l’assessore ‘ai cittadini italiani’.

Decisione Ma Cecconi ha illustrato un progetto più ampio, che prevede la possibilità di impiego dei richiedenti asilo in lavori per la collettività: ” Questa mattina – ha dichiarato l’assessore – ho incontrato il rappresentante delle cooperative che gestiscono i servizi comunicandogli la decisione del Comune e chiedendo anche una politica diversa nella gestione dei richiedenti asilo, in una dimensione meno assistenziale e più incentrata sull’utilità, sul contributo alla propria sussistenza e al cura della città. Ho chiesto, nell’ambito dell’istituto della partecipazione, che i richiedenti asilo partecipino al progetti Orti Urbani, prendendosi cura dei terreni che non  hanno visto richieste, in maniera tale che possano ricavarci parte della loro alimentazione e che, soprattutto, possono bonificare porzioni di terreno altrimenti degradato. Ho chiesto loro altresì di farsi parte attiva in un progetto, sempre tramite l’istituto della partecipazione, della ripulitura delle tante, troppo scritte che imbrattano i muri cittadini”.

Quindi ha spiegato l’approccio che vuole dare al progetto: “Lo Sprar -spiega  non può avere solo una dimensione assistenziale, una dimensione che non ha alcuna utilità per i richiedenti né tantomeno per la comunità ospitante. Occorre infatti gestire con grande attenzione tutti gli aspetti legati alla sicurezza e tutte le risorse economiche messe in campo, sia quelle del cofinanziamento comunale ma anche quelle dello Stato, i soldi della tasse dei cittadini italiani”.

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