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Terni, predissesto in Comune: ecco la lettera del Viminale con i ‘rimproveri’

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Terni, predissesto in Comune: ecco la lettera del Viminale con i ‘rimproveri’

Andrea Giuli
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A.G. 

TERNI – Eh sì, l’amministrazione dovrà darsi una mossa (30 giorni dall’11 gennaio scorso) ed avrà il suo bel da fare per rispondere alle non poche osservazioni giunte fresche fresche dalla direzione ‘Finanza locale’ del ministero degli Interni, in ordine al piano di riequilibrio pluriennale per uscire dal predissesto economico, inoltrato da palazzo Spada al Viminale.

La lettera del ministero La comunicazione formale del ministero (inviata anche alla lrefettura di Terni e alla Corte dei conti Umbria) elenca in 5 pagine ben 18 richieste tra  rilievi critici, mancanze, omissioni, specifiche e documenti contabili. Richieste alle quali il Comune dovrà rispondere presto e dettagliatamente, pena – quanto pare di capire – la non accettazione del piano stesso. In tal caso, naturalmente, arriverebbe il commissario e giunta a casa. Ma è solo un’ipotesi, al momento.

LA LETTERA DEL MINISTERO CON I 18 RILIEVI

Ben 18 osservazioni I rilievi ministeriali sono vari e, in alcuni casi, di sostanza, dirimenti. Si va dalla definizione della massa passiva che non tiene conto dei circa 11 milioni di euro delle 6 annualità di disavanzo derivante dal riaccertamento dei residui (quindi palazzo Spada lì deve inserire nel piano) al monitoraggio del raggiungimento del saldo di finanza pubblica; dal fornire informazioni sull’equilibrio dei fondi a gestione vincolata (con eventuali squilibri) ai chiarimenti sulle anticipazioni di liquidità di cassa; dalle discrepanze su alcuni dati di bilancio corrente 2016 ai dettagli sulla capacità effettiva di riscossione dell’ente; dall’obbligo per il Comune di riconoscere tutti i debiti fuori bilancio alle informazioni su eventuali accordi transattivi con i debitori; dalla mancanza della nota dell’Avvocatura comunale su 4 milioni per coprire passività potenziali alla specifica di tutti i servizi a domanda individuale, loro copertura, costi e ricavi; dalle informazioni sulla copertura e riscossione 2013-15 della tassa smaltimento rifiuti alle informazioni su accertamenti e riscossioni di ciascuna entrata tributaria; dalla spesa per il personale negli anni dal 2011 al 2016 (con l’eccezione del 2014 e 2015); dai chiarimenti su eventuali rinegoziazioni dei mutui alle informazioni sugli esiti della verifica crediti-debiti delle società partecipate e controllate; dalle informazioni e stime dettagliate su tutti gli immobili comunali da alienare fino a tutta una serie di delucidazioni sulla revisione di spesa corrente (piano triennale di contenimento), sul ripiano del disavanzo di amministrazione e su quello della massa passiva corrente e di parte capitale.

“In ogni caso – si legge nel documento ministeriale – per comprovare l’operatività delle misure di risanamento, occorre acquisire il preconsuntivo 2016, il bilancio di previsione 2016-2018 in forma analitica con tutti i pareri  e gli allegati e il Dup 2017-2019”.

Scadenze Da quanto si apprende, la commissione ministeriale competente, dovrebbe riunirsi per esaminare il “dossier Comune di Terni” tra il 31 gennaio e la prima settimana di febbraio prossimo. La Giunta divrà dunque lavorare sodo per rispondere alle richieste del Viminale. Sono già state fissate, in tal senso, riunioni dell’esecutivo municipale e nella seduta del consiglio comunale del 23 gennaio si dovrà approvare il Dup. E forse non solo quello.

Monito di Melasecche “Una volta che il sindaco – scrive il consigliere comunale di minoranza, Melasecche – ha deciso di impostare il piano di rientro dal predissesto in 5 anni ne deriva la necessità di includere nel piano tutti i debiti per circa 70 milioni. Il Ministero ritiene evidentemente che il piano non ricomprenda tutti i debiti reali. Si continua a manipolare le cifre. I revisori dei conti anche questa volta non fanno bella figura perché avrebbero dovuto loro fare gli stessi rilievi del Ministero, prima del Ministero, sottolineando le molte criticità del piano, invece di firmare il placet. Il Ministero fa emergere, da un lato, rilievi pesantissimi, dall’altro chiede chiarimenti e documenti che secondo me porteranno ad ulteriori significativi rilievi. Veniamo ai dettagli. L’aver escluso dal piano, come sostiene il Ministero, le rate annuali da 1.830 del primo disavanzo del gennaio 2015 è cosa che appare frutto di dilettantismo. Inoltre, l’aver escluso il disavanzo 2016 con la scusa che il consuntivo non è stato ancora approvato è segno di poca affidabilità, nella speranza che nessuno se ne accorgesse. Infatti, il Ministero chiede il preconsuntivo 2016 che, a detta dello stesso assessore Piacenti, si preannuncia con una altro disavanzo corrente. In terza commissione si apre la informativa sul Dup, ma la lettera del Ministero sarà necessariamente argomento scottante, perchè quelle osservazioni obbligheranno il sindaco a prendere provvedimenti finora negati. Caso singolare il fatto che la dirigente al Bilancio è in ferie di prepensionamento, con una giunta che non ha previsto per tempo la sua sostituzione, nonostante il mare in tempesta. Chiederò una audizione urgente con gli stessi revisori dei conti, affinché si assumano anche loro le proprie responsabilità alla luce delle osservazioni del Ministero. A questo punto, quei consiglieri di maggioranza che hanno votato il piano di rientro, dovranno rendersi conto che non basta approvare il solito atto di indirizzo paracadute a tutela delle proprie responsabilità, perché quando si è coscienti che una delibera è falsata, la colpa da lieve diventa grave e dovranno risponderne, oltre che politicamente, anche personalmente di fronte a chi di dovere”.

 

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Andrea Giuli
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