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Terni, predissesto a palazzo Spada: Ater e Regione deludono il Comune

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Terni, predissesto a palazzo Spada: Ater e Regione deludono il Comune

Andrea Giuli
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Il consigliere comunale M5S, Thomas De Luca (a sinistra)

TERNI – Secondo l’iper-attivo e indomito consigliere comunale pentastellato ternano, Thomas De Luca, le poste finanziarie previste da palazzo Spada nel piano anti-predissesto sono, in parte, sostanzialmente farlocche.

Alienazioni ‘teoriche’ “Per coprire la voragine di debiti – scrive De Luca – il fantasmagorico piano del Partito Democratico, prevede circa 9 milioni di euro provenienti da alienazioni immobiliari del patrimonio comunale: 2 milioni e 780 mila euro dell’ammontare totale riguardano cessioni di immobili all’Ater (via San Nicandro, via Tre Colonne, Via della Stella, l’ex scuola elementare di Poscargano, l’ex scuola media di Piediluco, l’ex scuola di Maratta, l’ex scuola di Collestatte, l’ex area Prampolini)”.

I paletti dell’Ater Secondo il consigliere comunale di opposizione “Al momento della redazione del piano di riequilibrio però non solo non esiste alcun impegno all’acquisto, ma attraverso una nota del 16 dicembre l’agenzia metteva in chiaro che ogni eventuale negoziazione era subordinata ad “…eventuali risorse e finanziamenti che la Regione Umbria intenderà destinare al recupero e alla riqualificazione di immobili…”. Una speranza venduta all’opinione pubblica come copertura finanziaria”.

La trovata di Cavicchioli e la freddezza della Regione “In occasione dell’approvazione del Dup – scrive sempre De Luca – arriva la “mandrakata” di Cavicchioli con un emendamento: cedere in proprietà le aree già concesse ad Ater in diritto di superficie. In questo modo recuperare circa 3 milioni. Così si sale fino a sei milioni di euro. Tutto sulla carta, però.  Il 27 gennaio viene riunito un tavolo Ater, Comune, Regione per poter discutere nel merito. In primo luogo vengono stralciati da ogni ipotesi di acquisizione gli immobili di via San Nicandro, via Tre Colonne, Via della Stella perché vincolati da specifici obblighi di legge. In seconda istanza, a tutti gli immobili rimanenti, potenzialmente cedibili, viene applicato un costo medio di 1.100 euro al metro quadrato (decisamente generoso): così facendo le stime fatte dal Comune si sgonfiano di 1.062.551 euro. Una chiara dimostrazione delle modalità di valutazione a copertura del predissesto. L’Ater fa marameo. Il 15 febbraio in audizione nella terza commissione regionale c’era il dirigente regionale responsabile dell’edilizia residenziale pubblica. La consigliera M5S, Carbonari, chiede numi su accordi tra Ater e Comuni: “…A Terni, è previsto l’acquisto di beni che ora sono del patrimonio del Comune di Terni?”. Incalzato sulla risposta, in maniera laconica il dirigente risponde “Questo è quello che dichiara il Comune di Terni”. Un piano di predissesto che è un enorme bluff”.

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