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Terni, pozzi inquinati, i Cinquestelle: “Sii e Comune sapevano, ora agiscano”

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Terni, pozzi inquinati, i Cinquestelle: “Sii e Comune sapevano, ora agiscano”

Emanuele Lombardini
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Il consigliere comunale Thomas De Luca

TERNI – Pozzi inquinati, la vicenda torna di nuovo in auge. La sollecitazione è del movimento Cinque Stelle, che in una nota a firma di Thomas De Luca e dell’amerino Romano Banella. Sotto accusa la questione dei livelli di contaminazione delle acque potabili e in particolare la nota che il Sii ha inviato ai comuni di Amelia, Narni e Terni per comunicare o “il perdurare del superamento della soglia di contaminazione nelle acque potabili che riforniscono i comuni dell’amerino e parte del comprensorio del comune di Narni”.

I pozzi in questione sono quelli di Cerasola, a Maratta, i cui valori  al punto di captazione raggiungono anche i 12,64 μg/l, oltrepassando di misura il limite di legge previsto per il consumo umano posto a 10 μg/l. “Seppur all’ingresso in rete – scrivono i pentastellati – i valori risultano inferiori al limite di potabilità essi sono comunque 4 volte e mezzo superiori al limite di contaminazione (CSC) previsto dalla legge. Le analisi sono state svolte il 16 febbraio e solo dopo 7 giorni il gestore ha effettuato debita comunicazione agli organi competenti”.

Dati già noti.”Nella nota – proseguono ancora Banella e  De Luca – si fa riferimento ad “eventi datati”, infatti già in una comunicazione del 2010 lo stesso gestore affermava ‘…dai dati trasmessi si rende evidente l’esistenza di zone critiche relativamente alla presenza di tetracloroetilene individuate nei centri idrici di Fontana di Polo, Cospea, San Martino/Mattatoio e Cerasola’.Risulta quindi chiaro come la possibilità del verificarsi di fenomeni inquinanti per i comuni dell’amerino fosse già nota almeno dal 2010. Come mai i pozzi di Cerasola non sono stati dotati di impianti di potabilizzazione utili a scongiurare il verificarsi di questi fenomeni? Come mai il gestore non è intervenuto in funzione dei propri obblighi contrattuali con investimenti per scongiurare la contaminazione? Forse interventi di questo tipo sarebbero stati molto meno onerosi rispetto ad opere faraoniche decisamente più appetitose come l’acquedotto Terria-Pentima”.

Risposte. “La commissione controllo e garanzia del comune di Terni – dicono ancora – sta procedendo all’analisi istruttoria delle presunte violazioni del D.lgs 31/2001 avvenute nel dicembre 2015 per quanto riguarda i pozzi di San Martino e Mattatoio e nella verifica del rispetto degli obblighi contrattuali da parte del soggetto gestore in tema di potabilità. Da quanti anni sapevano del rischio ma non hanno agito? Ad oggi non abbiamo notizia di programmazione di interventi o di richieste di fondi al Ministero volti a sanare questa situazione. Si continua a perdere tempo, monitorando, analizzando senza adottare soluzioni per individuare gli inquinatori ed iniziare immediatamente le operazioni di bonifica dell’acquifero sotterraneo”. Questioni che saranno  oggetto della conferenza stampa che il Sii terrà venerdì, nella quale si parlerà anche dell’acquedotto Scheggino-Pentima.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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