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Terni, Popoli e religioni, bilancio con stoccata: “Noi cresciamo, sindaco assente”

Terni Cultura e Spettacolo

Terni, Popoli e religioni, bilancio con stoccata: “Noi cresciamo, sindaco assente”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Si prepara al gran finale in trasferta a Roma il Terni Film Festival Popoli e Religioni, ma stamattina il direttore artistico Arnaldo Casali ha tirato le somme dell’edizione 2018: “E’ stata – ha detto una edizione ancora più ricca, nonostante un budget ridotto, abbiamo avuto eco importante anche sui giornali e le riviste europee: vuol dire che il lavoro è stato apprezzato”. Poi la stilettata al sindaco: “Per la prima volta il sindaco non è venuto ad alcuna serata e anche la regione ha latitato: senza l’appoggio delle istituzioni è difficile portare avanti un festival come questo. Cresciamo ogni anno, nonostante i pochi mezzi, ma abbiamo bisogno del loro sostegno”.

Casali ha usato la diplomazia, ma va detto che nei giorni del festival, dal suo profilo social si era scagliato molto più duramente contro Latini, in particolare in relazione alla serata dedicata ai migranti e all’incontro con le comunità straniere della città. Monsignor Piemontese, vescovo di Terni, ha parlato oggi di “Piccolo seme” gettato sul fronte della società multietnica e multirazziale, in contrapposizione a quanto si sta assistendo in questi giorni: “E’ stato un bel momento di dialogo fra generazioni ma anche fra società, popoli e culture: spero che serva a rilanciare questo tema”, ha spiegato. Presente anche Michele Castellani, direttore del Cityplex che ha ospitato le proiezioni: “Abbiamo dimostrato con le tantissime presenze (600 al giorno di media ndr) che il cinema è sempre più un luogo di incontro e sono contento di aver contribuito a questa rassegna”.

Il festival ha coinvolto tre ambasciate: quella della Nigeria, quella di Israele e quella della Repubblica Ceca con cui sono stati celebrati i 50 anni della Primavera di Praga.

Premio Angeli. La Notte degli angeli ha visto trionfare Alessandro D’Alatri con tre premi vinti da In punta di piedi (Film dell’anno, miglior regia e miglior colonna sonora di Marco Zurzolo), due premi sono andati a Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (migliore attore protagonista Adriano Tardiolo e premio della critica), al cortometraggio Apri le labbra di Eleonora Ivone (miglior sceneggiatura di Angelo Longoni e miglior canzone di Sergio Cammariere), alla biografia di Jan Palach (migliore attrice non protagonista a Denisa Baresova e migliori effetti speciali) e La partita di Frank Jerky (premio L’età imperfetta e migliore attore non protagonista ad Alberto Di Stasio); tra gli altri premiati Marina Occhionero per L’età imperfetta, Antonio Braucci per In the name of a God, l’attore nigeriano Wisdom Onoghemhenoser per il corto Meshack mentre la cantautrice Marialuna Cipolla ha ricevuto il premio Gastone Moschin e Terence Hill l’Angelo alla carriera.

Due serate (quella dedicata agli immigrati e le premiazioni) sono state riprese e trasmesse integralmente da Radio Radicale mentre papa Francesco, per la prima volta, ha mandato un messaggio agli organizzatori e ai partecipanti. Molto forte è stata anche la risonanza internazionale che ha avuto questa edizione, con segnalazioni sulla stampa polacca, slovacca, ungherese, francese e olandese.

La video intervista ad Arnaldo Casali

TUTTI I VINCITORI 

  • Angelo alla carriera: Terence Hill e Fondazione Ente dello Spettacolo
  • Premio “Gastone Moschin”: Marialuna Cipolla
  • Miglior film: Un saison en France di Mahamat Saleh Haorun (Francia-Ciad)
  • Miglior documentario: Amr – Storia di un riscatto di Maria Laura Moraci (Italia)
  • Miglior cortometraggio: Are you Volleyball? di Mohammad Bakhshi (Iran)
  • Gran Premio della Giuria: One day in Aleppo di Ali Alibrahim (Siria)
  • Film dell’anno:In punta di piedi di Alessandro D’Alatri
  • Migliore regia: Alessandro D’Alatri (In punta di piedi)
  • Migliore attrice protagonista: Marina Occhionero (L’età imperfetta)
  • Migliore attore protagonista: Adriano Tardiolo (Lazzaro felice) e Wisdom Onoghemhenoser (Meshack)
  • Migliore sceneggiatura: Eleonora Ivone e Angelo Longoni (Apri le labbra)
  • Migliore attrice non protagonista: Denisa Baresova (Jan Palach)
  • Migliore attore non protagonista: Alberto Di Stasio (La partita)
  • Migliore fotografia: In the name of a God di Antonio Braucci
  • Migliore colonna sonora: Marco Zurzolo (In punta di piedi) e Sergio Cammariere (Apri le labbra)
  • Premio Signis: Geula – Redemption   di Joseph Madmony & Boaz Yehonatan (Israele)
  • Premio “Come ci vedete”: The Delivery – La consegna di Suranga Deshapriya Katugampala (Sri Lanka)
  • Premio “L’età imperfetta”: La partita di Frank Jerky (Italia)
  • Premio “Nuovi sguardi”: Watu Wote – All of us di Katja Benrath (Kenya-Germania)
  • Premio della critica: Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (Italia), Tolu di Nadine Ibrahim (Nigeria) e La sacralità di Gubbio di Claudio Sannipoli (Umbria)

 

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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