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Terni, per la chiusura dell’Anno Santo Messa in Duomo con gli sfollati di Norcia

Cronaca e Attualità Terni

Terni, per la chiusura dell’Anno Santo Messa in Duomo con gli sfollati di Norcia

Emanuele Lombardini
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don Stefano Mazzoli, il vescovo di Tenri monsigor Piemontese, e il direttore della Caritas Ideale Piantoni

TERNI – Il Giubileo della Misericordia si chiude in Diocesi domenica pomeriggio, alle ore 17.30 con una Santa Messa solenne alla quale il vescovo monsignor Piemontese ha invitato anche gli sfollati di Norcia ospiti presso le strutture alberghiere ternane. Si chiuderà la porta santa, ma come ha tenuto a precisare il presule parafrasando un vecchio detto “l’auspicio è che si apra un portone”. Tradotto: “L’anno santo della misericordia non finisce qui”. Il perdono e la comunione. Attorno a questi concetti il vescovo fa ruotare il cammino della Diocesi e dei fedeli anche dopo la chiusura dell’Anno Santo: “Abbiamo seminato semi di speranza – ha spiegato monsignor Piemontese – adesso bisogna raccoglierne i frutti e questo passa solamente attraverso una maggiore comunione e  fratellanza. Mettere da parte ciò che ci divide e ritrovarci uniti in Dio”. Un chiaro riferimento alle vicende dei nostri tempi, ma anche a quelle ben più terrene, che inaugurarono il Giubileo in Diocesi, leggasi l’incredibile sit in di protesta dei fedeli di San Valentino per evitare che l’urna delle reliquie del santo fosse spostata in cattedrale per il triduo.

 “L’impegno – ha detto monsignor Piemontese – è a vivere all’impegno delle comunità pastorali questo clima di maggiore comunione per una vita cristiana sempre più intensa”. Il vescovo ha poi annunciato che dopo la chiusura dell’Anno Santo Straordinario partiranno le visite pastorali nelle varie parrocchie: il presule si fermerà per alcuni giorni nelle varie realtà per conoscere i problemi, parlare con parroci e fedeli e vivere la realtà parrocchiale.

Opere segno. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare la partenza di nuove strutture, il consultorio familiare Amoris Laetitia, destinato ad accompagnare con l’aiuto di operatori qualificati  le famiglie con problemi – o che semplicemente avessero bisogno – e che è già aperto  due giorni a settimana presso i locali messi a disposizione della Curia diocesana in Piazza Duomo, (il lunedì ed il mercoledì dalle ore 16 alle ore 19); inoltre tutto quello che è già partito attraverso la Caritas, vale a dire l’Empoio della solidarietà e quello dei bimbi, ma anche la Cittadella della Solidarietà “don Sandro Bigi” ad Amelia, dove oltre all’emporio a breve  partiranno un servizio socio-assistenziale, a carattere residenziale e semi-residenziale diretti a soggetti in età minore, con particolare riferimento a minori stranieri non accompaqnati di età che va dai 16 ai 18 anni  (entro giugno 2017), un centro di accoglienza per i neo maggiorenni che da minorenni sono stati accolti nel centro per minori, così da poterli assistere e guidarli nella loro autonomia e indipendenza acquisita con la maggiore età ; uno spazio per l’accoglienza dei pellegrini; laboratorio sartoriale delle donne immigrate che è già attivo in Amelia e alcuni altri progetti che la Diocesi sta mettendo a punto per immigrati e anziani in difficoltà: “Queste saranno opere segno destinate a restare come simbolo della misericordia”, è stato detto.

Situazione chiese post sisma. L’incontro è stata anche l’occasione – visto che il vescovo è giunto con ritardo proprio perchè si trovava alla riunione indetta a tale scopo in Prefettura – per fare il punto sulla situazione di agibilità delle varie chiese ancora chiuse (“alcune per decreto, altre per precauzione”, ha spiegato): “Ci è stato chiesto di adoperarci per la loro messa in sicurezza- ha detto il presule – ma io i soldi non li ho. Aspettiamo la nuova legge che sarà approvata e che dovrebbe facilitare proprio questa cosa. Le chiese riapriranno a mano a mano che saranno fatte le nuove verifiche come è stato fatto per la Cattedrale di Narni”

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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