venerdì 18 Giugno 2021 - 23:57
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Terni, partita a scacchi per la poltrona dell’assessore Bordoni: Monotti in pole, ma Lega e FdI scalpitano

Scatta il toto-assessore, ma potrebbe non essere l'unico cambio in Giunta: in ballo anche la poltrona di vicesindaco attualmente ricoperta da Giuli

TERNI – La parola d’ordine è ‘nessun diktat’ o almeno questo è quello che fanno circolare negli ambienti di Palazzo Spada le forze di maggioranza dopo le dimissioni dell’assessore all’urbanistica e mobilità Leonardo Bordoni. Ma è chiaro che al di là delle parole di circostanza, per la sua sostituzione è lotta intestina. Forse anche per questo in un primo momento il sindaco Leonardo Latini sembrava deciso a tenere per sè le deleghe e non procedere alla surroga, ma le deleghe appunto sono troppo pesanti ed importanti perchè se ne occupi da solo il primo cittadino.

Dunque un nuovo assessore ci sarà e non sarà una scelta facile perchè deve prendere in mano la patata bollente che fu di Melasecche e che nei prossimi mesi dovrà gestire l’organizzazione della mobilità nell’area attorno al PalaTerni e se tutto fila liscio anche per il progetto stadio, senza contare tutto quello già in essere.

I nomi. Le chiavi di lettura principali sembrano essere due: un tecnico, oppure un politico della Lega (quindi compagno di partito di Bordoni).

Latini potrebbe alla fine optare per la prima scelta e andare su Simone Monotti, presidente dell’ordine degli ingegneri di Terni e per mettere tutti d’accordo potrebbe spacchettare le deleghe (Urbanistica, Edilizia privata, Suape, Peep, Paip, Pianificazione strategica, Area vasta, Viabilità, Mobilità) rispolverando il manuale Cencelli. La Lega vorrebbe lanciare Federico Cini, giovane consigliere di Avigliano Umbro entrato coi rimpasti che quindi farebbe scalare un altro posto in consiglio al Carroccio, ormai arrivato quasi al ventesimo classificato. Ma se scelta politica dovesse essere, è più facile che Latini vada su Leonardo Fausti (altro leghista, designato dal sindaco nel comitato di indirizzo della Fondazione Carit e che conta anche qualche ‘sponsor’ importante fra Terni, Perugia e la Valnerina)

Fratelli d’Italia reclama almeno una delega per il capogruppo Maurizio Cecconelli o per Patrizia Braghiroli, che in questo caso farebbe il salto triplo, visto che è stata eletta in quota Movimento 5 Stelle. Probabile anche che alcune deleghe possa prenderle l’attuale assessore al welfare Cristiano Ceccotti

Difficile invece che possano rientrare in questo gioco esponenti di altre forze politiche (Michele Rossi di Terni Civica bussa sempre alle porte).

Rimpasto. Attenzione però perchè la nomina del sostituto di Bordoni, a quanto sembra, potrebbe dare il via ad un clamoroso giro di valzer. In ballo c’è la poltrona di vicesindaco, attualmente ricoperta da Andrea Giuli: Fratelli d’Italia la chiede per sè candidando l’assessore al bilancio Orlando Masselli, ma scalpita anche Benedetta Salvati, assessore ai lavori pubblici neoleghista. Giuli è anche assessore alla cultura: non è legato ad alcun partito – forse è l’unico vero tecnico della Giunta – ma è uomo di fiducia del sindaco. Alle sue spalle però spunta l’ombra del settantacinquenne Paolo Cicchini, storico dell’arte e consigliere della Lega, che aveva già ricoperto l’incarico nella giunta Ciaurro.

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