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Terni, parco Cardeto, si dimette il direttore dei lavori: Comitato sul piede di guerra

Cronaca e Attualità Terni

Terni, parco Cardeto, si dimette il direttore dei lavori: Comitato sul piede di guerra

Emanuele Lombardini
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Il parco del Cardeto

TERNI – Parco di Cardeto, punto e a capo. La notizia è che l’architetto Mauro Bernardini si è dimesso da direttore dei lavori per la ristrutturazione del parco, nonostante l’accordo che era stato trovato fra Comune di Terni e che  prevedeva l’abbattimento di dieci arbusti pericolanti e l’ok da parte della società concessionaria alla riprogrammazione delle fasi di lavoro mancanti con l’obiettivo di riaprire progressivamente l’area verde ad uso della collettività. Un accordo trovato solo pochi giorni fa  e che adesso potrebbe essere in qualche modo rimesso in discussione da queste dimissioni arrivate come un fulmine a ciel sereno, a quanto emerge dalle dichiarazioni del comitato civico, per contestazioni sull’operato.

Residenti sul piede di guerra. Il comitato Cardeto si scaglia ancora una volta – tramite il presidente Raffaele Mastrogiovanni- contro il Comune: “Ancora una volta tante chiacchiere e poi tutto si è vanificato. Eppure, nel trattare l’argomento in I Commissione, tutti si facevano pregio che da parte del Comune vi era tutta l’intenzione di portare a compimento i lavori con celerità nella massima sicurezza per chi poi avrebbe frequentato il parco. Non crediamo più a queste fandonie e siamo arrabbiatissimi”. E minacciano di fare causa per “danno estetico”. Poi proseguono: “Il 22 Marzo 2017 sono 4 anni che il Parco é chiuso ed é una vera beffa per noi. Ormai di incompiute ne abbiamo fatta una grossa scorpacciata, vedi la fontana di Piazza Tacito, Il teatro Verdi e tante altre. Invece di portare a conclusione queste opere si delibera per il nuovo palazzetto dello sport. Al Cardeto invece dopo un sopralluogo fatto il 9 Febbraio ancora non si fa la delibera sugli alberi da abbattere o potare e tutto ristagna”.

“Basta prese in giro”. “Ci risulta – prosegue Mastrogiovanni – che ci siano altre 36 criticità. Ma due anni fa quando il parco ha avuto uno stop per ben 7-8 mesi per la  stessa questione,  non ci si é accorti che vi erano altri alberi da controllare ed eventualmente abbattere? Da non dimenticare poi che gli alberi da potare possono subire questo intervento solo ed esclusivamente entro il 30 di Marzo. Intervento che con l’entrata dei camion, per portar via il materiale coinvolgerà anche il terreno ‘ìbuono’, è costato circa 100000 euro. Fino a quando vogliamo giocare con i cittadini e prenderli per i fondelli ?. Le varianti richieste tra l’altro non verranno fatte e quindi gran parte del parco non sarà riqualificato. Era meglio quando era peggio ci domandiamo ? Il concessionario nel frattempo ha speso fior fior di denari e pertanto riteniamo che si entrerà in quel famoso contenzioso che a suo tempo noi temevamo . A nostro avviso il parco non riaprirà i suoi cancelli e per i cittadini, tutti, sarà una enorme delusione”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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