CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, Paparelli e Brega per ‘staccare la spina’ all’amministrazione Di Girolamo. E Corsi fustiga tutti

EVIDENZA Terni Politica Extra

Terni, Paparelli e Brega per ‘staccare la spina’ all’amministrazione Di Girolamo. E Corsi fustiga tutti

Andrea Giuli
Condividi

Il cortile interno di Palazzo Spada

A.G.

TERNI – Che l’abbiano detto, magari per provocazione, tattica o paradosso a questo punto appare francamente secondario. Più essenziale è che l’abbiano detto. E chi era ad un metro giura che non scherzavano per nulla.

Paparelli e Brega vedono le dimissioni Chi stancamente origlia dai corridoi ha potuto, infatti, recepire quanto basta: durante la scarsamente partecipata e mesta assemblea provinciale del Pd ternano, tenutasi giovedì pomeriggio e convocata per parlare soprattutto delle candidature alle politiche, due “big” del partito, il vicepresidente della giunta regionale Paparelli e il consigliere regionale, Brega, si sono sbilanciati sostenendo l’opportunità – se non addirittura l’auspicio – delle dimissioni del sindaco Di Girolamo; dimissioni, come noto, già consegnate formalmente lo scorso 30 gennaio e da confermare o meno entro 20 giorni da quella data.

Ma, attenzione: se nel caso di Paparelli le auspicate dimissioni del primo cittadino sarebbero tendenzialmente propedeutiche alle elezioni anticipate tra maggio e giugno, nel caso di Brega il “passo d’addio” potrebbe portare allo stesso esito elettorale, ma, magari, piu “strascinato”. Insomma, entrambi sembrerebbero prendere atto di una esperienza ormai conclusa con le dimissioni, seppure con diverse sfumature. Ma il succo appare lo stesso: staccare la spina.

Voto anticipato non scontato In effetti, quello che potrebbe accadere in realtà all’indomani dell’efficacia operativa delle dimissioni del sindaco, l’accesso al voto anticipato non appare così scontato, automatico, obbligato. Per la tempistica innescata, la finestra elettorale di maggio-giugno 2018 è realmente possibile. Ma non inevitabile. Pare di capire che sarà facoltà del commissario prefettizio valutare in tal senso. Ovvero, voto subito o tempi più lunghi (la consiliatura termina comunque nella primavera 2019).

Consiglio comunale il 15 febbraio Intanto, il tempo scorre e le procedure per ratificare l’inevitabile – questo sì – dissesto finanziario del Comune di Terni vanno avanti: venerdì mattina la giunta comunale ha varato l’atto deliberativo con cui si trasmette la pratica al consiglio comunale. La prossima settimana si esprimerà in merito la competente commissione. Poi, il 15 febbraio è già stata fissata la seduta del consiglio comunale che dovrà approvare l’atto di dissesto. Sono convocate anche le sedute del 16 e 17 febbraio, ma probabilmente non serviranno.

Date “appiccicate” Occhio alle date: il 15 febbraio vuol dire poco più di 72 ore dal termine temporale utile al ritiro delle dimissioni del sindaco, ovvero il 19 febbraio. In quale condizioni politiche e con quali decisioni personali arriverà Di Girolamo al giorno dopo San Valentino? Nessuno può dirlo ora, evidentemente.

Donne democrat autosospese Da aggiungere, per avvalorare il clima che si respira nel partito locale, che la conferenza provinciale delle donne democratiche di Terni oggi stesso ha approvato un atto con il quale si autosospendono dalle cariche per tutta la campagna elettorale per le politiche. Tradotto: faremo il meno possibile. Le scelte sulle candidature per il territorio hanno messo la ciliegina avvelenata su un piatto già marcito. Un trionfo.

Trame e ipotesi Nel frattempo, ipotesi, scenari, teorie di scuola, profezie, retroscena, dietrologie, trame, inevitabilmente si affastellano. Palazzo Spada, nella sua calma apparente, sembra palazzo Borgia. Il sindaco, giustamente, fa i suoi incontri. Riceve qualcuno. Telefona. Ecco i rumors più gettonati, più o meno verosimili: Una parte del partito, storicamente più vicina a Di Girolamo, lo prega di rimanere. Possibile. Un’altra parte, traccheggia o paventa timide rotture. Possibile. Si staglia una nuova giunta. Possibile. Una nuova giunta aperta a settori dell’opposizione. Quasi impossibile. A tre settimane dalle elezioni politiche sarebbe un suicidio per i maggiori indiziati, i forzisti. Quasi impossibile che, in caso di ripensamento del sindaco, una decina buona di consiglieri di maggioranza si aggiungano a quelli di minoranza per andare dal notaio a siglare le proprie dimissioni che segnerebbero la fine dell’amministrazione. In mezzo, altre sub-variabili demoniache e fantasmagoriche. Lasciamo stare. Il tempo scorre.

Ferranti attacca Brega e va dal prefetto Sulle parole e i ragionamenti adombrati da alcuni autorevoli esponenti nel corso dell’assemblea provinciale del Pd ternano, interviene il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Francesco Ferranti: “Leggo dalla stampa che a detta di un esponente del Pd sarebbe possibile spostare le elezioni amministrative non a questa primavera, ma alla prossima. Sarebbe una forzatura che porterebbe ad oltre un anno di commissariamento totale del Comune e questo non è il bene della città, bensì una esigenza di una componente del Pd. Mi pare che i paventati ragionamenti di Brega non siano del tutto in linea con la legge e risottolineo come per il gruppo di Forza Italia sia necessario rispettare la legge e andare a votare subito in primavera 2018, se, come credo, il 19 febbraio il sindaco confermerà le dimissioni. Comunque, chiederò al prefetto di ricevermi per avere chiarezza definitiva su quanto leggo in queste ore e rinnoverò, inoltre, al prefetto l’esigenza di restituire a Terni una guida amministrativa e politica nei tempi più rapidi previsti dalla legge per tutelare il bene della città”.

Corsi fustigatore Sulla questione interviene alla sua maniera, il caustico dirigente del Pd ternano, Sandro Corsi, suo malgrado assente all’assemblea provinciale. E, da esponente che presumibilmente vede come una tregenda le dimissioni di Di Girolamo, distribuisce schicchere sulle orecchie per tutti: “Molti di noi avevano impegni precedenti per rispondere ad una convocazione subitanea di un’assemblea che mi dicono con scarsissima partecipazione e con un ordine del giorno fuori tempo massimo per discutere di candidature alle elezioni politiche a liste già consegnate. Certamente sarebbe stato opportuno e preferibile fare un’assemblea con i candidati per parlare della necessaria unità per affrontare una insidiosa campagna elettorale. Invece, sembrerebbe che in questa assemblea provinciale il tema sia stato il Comune di Terni. Ma, a tal proposito, è bene ricordare al consigliere regionale (Brega, ndr) e all’assessore regionale (Paparelli, ndr) che la sede politica vera e propria, oltre al gruppo consiliare, dove discutere del Comune di Terni e’ l’Unione comunale del Pd di Terni dove ognuno dovrá prendersi le proprie responsabilità, sia chi già le ha espresse, sia i silenti (qui l’ardita allusione corsiana è a qualche deluso dalle candidature?, ndr) e sia chi non potrà certo far finta che la cosa non lo riguardi, visto che è candidato in collegio contermine, ma di cui sono ben noti il rapporto e l’influenza politica con diversi consiglieri (ohibò, Corsi si riferisce forse a qualche membro umbro del governo uscente?, ndr). Infine, non posso non segnalare come sarebbe bene dare l’iscrizione ad honorem a qualche cronista locale che in presenza ed attenzione nelle nostre riunioni batte tutti, sicuramente decuplicando i 30 minuti circa complessivi, totalizzati in questi mesi da Pardini”.

Che botta di c… direbbe, immaginiamo, il cronista in questione. Glielo chiederemo.

 

 

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere