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Terni, otto indagati per le biomasse. De Luca (M5S): “Silenzio della Giunta disarmante”

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Terni, otto indagati per le biomasse. De Luca (M5S): “Silenzio della Giunta disarmante”

Emanuele Lombardini
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L'impianto TerniBiomassa

TERNI – Si è conclusa l’indagine preliminare relativa alle violazioni in materia ambientale sull’inceneritore di Maratta. Sono state accertate trenta violazioni, con otto persone indagate. Il pm Barbara Mazzullo ha coordinato le indagini: fra i nomi ai quali è stato notificata la fine delle indagini preliminari figurano tre manager ex di Terni Biomassa, due dirigenti della ex Tozzi Green  e altri dirigenti di varie imprese intermedie. Nessun ternano.

Fra le violazioni contestate: incenerimento e trattamento fuori norma dei rifiuti, valori di umidità e cromo del pulper oltre il limite massimo, quantità eccessiva di materiale destinato alla termovalorizzazione oltre al superamento di livello massimo di agenti inquinanti nell’aria e nell’acqua.

Cinquestelle. Sulla vicenda, interviene oggi con una nota il Movimento Cinque Stelle di Terni, nella persona del consigliere Thomas De Luca. “Questa notizia degli otto indagati – scrive –  è frutto di un processo di azioni messe in campo dai cittadini e dal M5S, al fine di fare massima chiarezza e ottenere giustizia. Ruolo decisivo del Consiglio comunale che con la delibera n°363¹ del 18 ottobre 2016 ha approvato l’esposto d’organo presentato dal M5S che ha permesso l’attivazione diretta del comune. In particolar modo ha permesso l’invio del parere sanitario della USL, in merito al superamento di 4 volte il limite di legge per diossine e furani, alla procura della Repubblica di Terni. Una decisa presa di posizione da parte del consiglio a massimo supporto e sostegno della magistratura. Una delibera votata purtroppo solo da 27 membri su 33. Assenze e astensioni che pesano come macigni”.

De Luca poi ripercorre le tappe della vicenda e dice: “un ringraziamento veramente sentito va inoltre a quei cittadini che con la loro segnalazione hanno deciso di agire concretamente non limitandosi alla semplice indignazione. Grazie a loro abbiamo potuto attivare la catena di controlli che ha permesso di poter fare chiarezza sulla vicenda”. Poi l’attacco ai vertici comunali e regionali: “Sul fronte amministrativo ad oggi è tutto fermo. Dal 22 novembre, giorno in cui la Regione dell’Umbria ha sollecitato una risposta al Comune di Terni in merito alla prosecuzione dell’iter autorizzativo, richiesto e sollecitato persino tramite diffida dalla società, nulla si è mosso. Il silenzio della giunta è disarmante, troppo occupata nelle proprie vicende giudiziarie e nelle lacerazioni post referendarie per prendere una posizione. Il Comune e la Regione devono esprimere immediatamente la loro contrarietà al rilascio dell’Aia in una condizione sub judice”.

Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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