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Terni, operazione Spada1: la procura chiede il rinvio al giudizio per 24 indagati

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Terni, operazione Spada1: la procura chiede il rinvio al giudizio per 24 indagati

Andrea Giuli
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TERNI – La Procura della Repubblica di Terni ha chiesto nel novembre scorso il rinvio a giudizio per gli indagati rimasti (ossia, secondo quanto riferito dal procuratore capo, 24, esclusi uno o due soggetti già archiviati) in relazione alla prima fase dell’inchiesta Operazione Spada, quella sull’affidamento di appalti pubblici nei settori dei cimiteri, verde pubblico, servizi alla cascata delle Marmore. L’udienza presso il Gup è ancora da fissare. La comunicazione è stata data direttamente e formalmente dal procuratore capo di Terni, Alberto Liguori, durante la conferenza stampa di fine anno sul bilancio delle attività 2017, tenuta negli uffici della Procura sabato mattina.

Reati vari in diminuzione “Quest’anno – ha detto Liguori – facciamo una sorta di bilancio consuntivo dell’attività dell’anno 2017 che si aperta per noi in maniera assai positiva”. E, quindi, via con la lista delle statistiche e dei numeri. Meno ricorsi al giudice penale da parte dei cittadini, con un calo del 13% (3.600 iscrizioni) , rispetto agli oltre 4.000 fatti di rilevanza penali iscritti. I fascicoli contro ignoti calano del 25%, da oltre 8.000 iscrizioni nel 2016 a 6.250 nel 2017. Positivo il calo dei reati contro anziani e fasce deboli (-22%) e analoga flessione percentuale per i reati contro la pubblica amministrazione. Diminuzione dei furti in appartamento del 33%, 1054 nel 2016, 697 nel 2017. I fatti di usura contro ignoti sono anch’essi in flessione, del 60% nel 2017. Costanti gli omicidi colposi e gli infortuni sul lavoro, sostanzialmente stabili i reati fallimentari. Sul fronte dei reati ambientali, si registra una leggerissima diminuzione, 126 casi nel 2017 contro i 136 dell’anno passato.

Reati di droga in aumento Gli unici dati realmente e sensibilmente negativi, il procuratore li ravvisa nell’ambito della lotta allo spaccio di stupefacenti: in aumento del 25% (320 casi nel 2017 e 255 nel 2016), considerando che il piccolissimo spaccio arriva sui tavoli del prefetto, dunque di natura non penale, e perciò esulano dalle competenze della procura. Oltre 44 kg di droga sequestrati nel 2017, contro i 17 Kg del 2016.

Evasione fiscale, sequestro beni Una azione investigativa particolare, dice Liguori, è stata messa in atto per il recupero di danari e per effettuare sequestri preventivi dei beni agli evasori nei confronti dell’Unione europea, per un totale di 12 milioni e mezzo di euro confiscati; “sempre preoccupati – ha sostenuto il procuratore capo – di garantire, nel caso di società, la continuità aziendale e dell’occupazione, coniugando legalità e sviluppo. Attendo che qualcuno smentisca tali dati di realtà su questo fronte, ma la vedo assai difficile. Stesso criterio dicasi per i reati fallimentari”. Ma ci sono anche i falsi ciechi che hanno sottratto soldi all’Inps, compresi quelli che arbitravano partite di calcio. Inoltre, l’attenzione della Procura si è anche concentrata sui delitti di maggiore allarme sociale, specie quelli contro il patrimonio di intere categorie produttive, dall’edilizia ai lavori pubblici.

Furti e fatti di sangue Senza dimenticare alcune inchieste e operazioni significative, ad inizio anno, come l’arresto di tre rumeni per svariati furti di tir e mezzi meccanici all’interno di cantieri; quindi, alcuni fatti di sangue: a luglio l’assassinio di un muratore albanese risolto in meno di 12 ore, a settembre quattro arresti per una rissa con feriti, a ottobre é finito in manette il maniaco dell’autobus per atti osceni, a novembre l’accoltellamento a Porta Sant’Angelo di un rumeno. Infine, l’arresto del ladro seriale neimoarcheggi delle palestre e di tre operai per il furto di rame.

LE OPERAZIONI SPADA 

Prevedibilmente, la parte più ricca, articolata e de sa dell’intera conferenza stampa di Liguori è stata quella riguardante le due inchieste che hanno coinvolto i palazzi della politica, ovvero le famigerate Operazioni Spada 1 (quella sugli appalti pubblici) e 2 (quella sulle farmacie comunali e le consulenze).

“Sulle più note inchieste rispetto alla pubblica amministrazione – ci tiene a sottolineare il procuratore capo – abbiamo agito e stiamo agendo con l’impegno che mettiamo in qualsiasi altra inchiesta di altra natura e questo è indubbio, nonostante alcuni tentativi, persino comprensibili, di strumentalizzazione politica di questi fatti ed inchieste. Ma non ci sono coni d’ombra o corsie preferenziali. Sono sempre a disposizione. Del resto, la procura e i pm rappresentano l’accusa che dovrà essere vagliata da altre figure”.

Operazione Spada 1, gli appalti alle cooperative Liguori ha passato in rassegna i noti fatti, dal proprio punto di vista ovviamente. Testuale: “A cavallo tra il 2011 ed il 2016 sono stati aggiudicati irregolarmente una serie di appalti alle medesime cooperative sociali con l’escamotage dell’importo frazionato in maniera da evitare l’asta pubblica ed assegnare i lavori con la procedura negoziata ( consentita solo per lavori di modesto importo ) alle cooperative di tipo B preventivamente individuate nel bando con previsioni che solo le dette cooperative avevano. Il meccanismo fraudolento descritto ha trovato completamento nel senso che l’amministrazione comunale ha favorito sempre le medesime cooperative facendo ricorso, alternativamente ed ingiustificatamente, dapprima alla proroga degli appalti di servizio scaduti, cosi come poi alle procedura in economia e/o dell’affidamento diretto, anziché bandire una gara nuova, adducendo motivazioni apparenti e pretestuose, sempre attraverso il frazionamento dei lavori in piccole commesse tali da eludere la norma primaria, così continuando a garantire, a volte, anche per oltre 5 anni consecutivi la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali.
Solo per citare qualche dato si annota che: per il verde pubblico urbano l’appalto è stato gestito senza gara aperta dal 2008 al 2015 per un totale di costi per il Comune di Terni superiore ai 2 milioni e 700 mila euro, cui si devono sommare i lavori appaltati nel 2015 per una somma totale superiore ai 560 mila euro, poi frazionati in tre lotti; per l’appalto del servizio verde all’interno del cimitero comunale, il contratto, senza gara aperta, ha subito 63 proroghe dal 2011 al 2016 per un costo totale di oltre 286 mila euro; per i servizi cimiteriali all’interno dei 16 centri, le proroghe sono durate dal 2014 al 2016, il costo sopportato di oltre 687 mila euro; per l’appalto dei servizi turistici all’interno della Cascata delle Marmore, il contratto ha fatto registrare atti comunali di proroga illegittima dal 2010 al 30.6.2013, e, senza neppure un atto comunale di proroga, dal 30.6.2013 al 30.12.2013. I lavori poi appaltati con procedura negoziale riservata sono stati aggiudicati irregolarmente per un importo di oltre 1 milione e 700 mila euro”. Liguori ha quindi ricordato gli arresti del maggio scorso dei politici e le successive decisioni di revoca degli arresti stessi da parte del Tribunale del Riesame, alcune su parere positivo del Pm. Così come le misure interdittive per altri soggetti, poi annullate dallo stesso gip”.

Operazione Spada 2, Farmacie e consulenze Infine, lunga “summa” ricognitiva degli ultimi sviluppi investigativi e degli ultimi due arresti dei giorni scorsi. Testuale, anche in questo caso, da parte del procuratore capo Liguori: “In prosieguo sono state esaminati una serie di incarichi di collaborazione esterna conferirti da società pubbliche in favore di un commercialista riminese. Le società in questione sono “Farmacie Terni s.r.l.” e “Terni Reti s.r.l. Negli anni a cavallo tra il 2012 ed il primo semestre del 2017 si è proceduto illegittimamente ad affidamenti di incarichi in via diretta, senza la predisposizione di una gara o di una procedura comparativa delle offerte in spregio all’unica legge che disciplina il settore e cioè il del D.Lgs. 165/2001.
Non è dunque, consentito all’amministrazione comunale conferire un incarico di collaborazione esterna, in via diretta e senza procedura comparativa, a persone individuate sulla base di mere conoscenze personali, a prescindere dalle asserite qualifiche professionali possedute. Precetto questo, tra l’altro recepito dal Comune di Terni che nel 2010 si è munito di apposito regolamento ove è prevista una rosa di aspiranti di almeno 5 professionisti da contattare e da mettere in competizione per l’incarico.
Dall’analisi delle e-mail (di alcune Liguori ha recitato il testo, ndr) e dei documenti sequestrati al commercialista riminese presso il suo studio di Rimini e della documentazione acquisita presso le sedi istituzionali ternane, è emersa, infatti, una fitta corrispondenza intercorsa tra il commercialista ed alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, tesa all’ottenimento di diversi incarichi di collaborazione esterna da parte del Comune di Terni, della Asfm (poi trasformata in “FarmaciaTerni s.r.l.”) e della società in house “Terni Reti s.r.l.”; tutto ciò, grazie a favoritismi personali e ad espedienti fraudolenti reiterati e adattati a seconda delle occasioni di guadagno.
Più in generale, l’attività investigativa ha disvelato una vera e propria “esternalizzazione” illecita di un settore importante dell’amministrazione comunale ternana, di fatto affidata al commercialista riminese in assenza di qualsivoglia procedura selettiva ad evidenza pubblica: dal 2012 sino ai giorni odierni, il predetto commercialista, anche avvalendosi dell’opera di professionisti e collaboratori presso il suo studio riminese, predisponeva il contenuto di atti istituzionali, di delibere comunali e di determine dirigenziali al posto dei pubblici dipendenti del Comune di Terni; quindi, le bozze da lui preparate venivano trasmesse ad alcuni esponenti comunali compiacenti che le veicolavano presso le sedi istituzionali, facendone recepire il contenuto all’interno degli atti ufficiali. In cambio della sua opera professionale ed intellettuale, il commercialista richiedeva ed otteneva incarichi di collaborazione esterna per corrispettivi in denaro da lui graditi e negoziati, nutrendo altresì aspettative in ordine all’aggiudicazione di ulteriori gare ed incarichi di suo interesse.
Si annota che, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il gip del Tribunale di Terni, nei giorni scorsi, per tutti e tre gli indagati ha applicato la misura degli arresti domiciliari, poi confermata anche all’esito degli interrogatori di garanzia. Sul punto preme sottolineare che, su impulso esclusivo del pubblico ministero di Terni, il Gip, non ha attenuato la misura cautelare disposta, ma ha valorizzato quelli che sono i diritti umani degli indagati previsti nella Costituzione, garantendo attraverso una rimodulazione della misura in corso e consentendo loro, in un caso, di poter uscire per lavorare e guadagnarsi da vivere, nell’altro, di poter uscire in determinate fasce orarie per attendere alle ordinarie occupazioni. Infine, per il terzo indagato, il commercialista di Rimini, il Gip di Terni, a seguito dell’interrogatorio di garanzia in rogatoria, ha confermato gli arresti domiciliari. Si sottolinea, infine, che: 1) alcuna confusione è ammessa in punto di normativa applicabile: il codice degli appalti del 2006, novellato nella primavera del corrente anno, appunto per gli appalti; la legge del 2001 per gli incarichi a professionisti esterni al Comune di Terni. 2) Alcuna lettera di incarico è stato rinvenuta tra gli atti comunali né migliore sorte si è avuta presso le società pubbliche inquisite.
L’affidamento di tali incarichi in modo diretto e senza alcuna procedura selettiva o comparativa preliminare avveniva proprio grazie alla stretta collusione tra il commercialista e vari esponenti dell’amministrazione comunale, ai quali il primo – senza manifestare alcun timore ed anzi mostrando uno spiccato senso di impunità – suggeriva finanche gli escamotage e i mezzi fraudolenti per evitare la gara e procedere all’assegnazione diretta in suo favore, tra i quali l’illecito frazionamento dell’importo, la suddivisione della liquidazione in favore di soggetti diversi, la ripartizione degli oneri di spesa tra Comune e società controllate”.

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